Non c'è un momento nel passato in cui gli eventi di El Niño siano stati forti quanto oggi.

Super El Niño, nel 2026 e 2027 fenomeno potenzialmente storico
A partire dall’estate 2026, il pianeta ha iniziato a confrontarsi con quello che i meteorologi descrivono come uno degli eventi di El Niño più forti mai registrati, tanto che comunemente è stato ribattezzato Super El Niño.
Secondo il Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti, la probabilità che questo evento sia di eccezionale intensità durante l’autunno e l’inverno è superiore al 90%. Esiste poi una possibilità del 69% che superi qualsiasi El Niño registrato dal 1950 a oggi.
Nel 2026 infatti le temperature sono aumentate in maniera drammatica in tutto l’Oceano Pacifico equatoriale, indicando l’inizio di un El Niño forte e potenzialmente storico. Un recente studio sulla chimica dei coralli ha suggerito che gli eventi di El Niño degli ultimi 40 anni sono stati più forti rispetto a qualsiasi altro momento analizzato nell’ultimo millennio.
Come quantificarne l’intensità del fenomeno di El Niño
Ci sono degli indici che vengono utilizzati frequentemente per identificare il fenomeno di El Niño e quantificarne l’intensità. Il più comune di questi è la media delle anomalie della temperatura superficiale marina in aree specifiche. Tra queste aree c’è la Regione Niño 3.4, situata nel Pacifico equatoriale. Durante la stagione marzo–maggio 2026 l’indice Niño 3.4 è aumentato nettamente, passando da 0,0 °C a marzo a 0,9 °C a maggio. L’evento El Niño del 2026 ha continuato a intensificarsi nel Pacifico equatoriale centro-orientale nei mesi successivi. La media stagionale ha raggiunto +1,51 °C nel periodo maggio-luglio 2026 e il valore mensile di luglio è salito a +2,03 °C e il12 agosto 2026 ha toccato +2,7 °C. Nel loro insieme, tutte queste osservazioni suggeriscono che El Niño si sta ulteriormente rafforzando, evolvendo verso un evento di eccezionale intensità.
Il recente rafforzamento di El Niño nel Pacifico orientale nei dati paleoclimatici dell’ultimo millennio
Gli eventi El Niño sono in grado di influenzare il clima in tutto il mondo e l’intensità delle manifestazioni più recenti di questi fenomeni sta alimentando l’allarme che, con l’aumento delle temperature globali, essi stiano diventando sempre più distruttivi. Per comprendere come i modelli climatici stiano cambiando, gli scienziati hanno provato ad approfondire cosa sia successo durante gli eventi di El Niño del passato, ma le osservazioni che possono essere utilizzate risalgono appena a pochi decenni fa. Per questo, un team di ricercatori guidato da Julia Cole si è recato alle Isole Galápagos, nel cuore del fenomeno di El Niño, per cercare risposte studiando i coralli.
Nelle tracce conservate dai coralli vivi e dai fossili antichi gli scienziati hanno scoperto che, in media, gli eventi di El Niño negli ultimi 40 anni sono stati più forti che in qualsiasi altro momento dell’ultimo millennio, causando temperature più alte capaci di avere effetti ancora più potenti sul clima. Tale intensificazione, come ha spiegato Cole coincide anche con il riscaldamento globale causato dall’uomo. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Science, suggeriscono che gli El Niño del 1982-83 e del 1997-98, due dei più forti a memoria d’uomo, potrebbero essere i precursori di eventi ancora più estremi in arrivo con il crescente riscaldamento del pianeta.
Uno degli El Niño più forti si è verificato appunto nel 1982 e ha comportato conseguenze devastanti per le Isole Galápagos. Ha sconvolto le comunità che dipendono dall’oceano: pesci, uccelli, mammiferi marini e le persone che vivono di pesca in tutto il Pacifico tropicale orientale. A causa di quel caldo straordinario, oltre il 95% dei coralli delle Galápagos è morto.
Come emerge dalla ricerca, la geochimica degli scheletri dei coralli delle Galápagos relativa all’ultimo millennio ha rivelato un ampio e recente aumento della variabilità della temperatura superficiale del mare nel Pacifico equatoriale orientale rispetto alle registrazioni paleoclimatiche esistenti. Questo aumento ricalca il rialzo della temperatura globale e sarebbe quindi il risultato di eventi di El Niño più forti. Anche i dati dei coralli del Pacifico centrale hanno mostrano una maggiore variabilità, sebbene in modo meno netto rispetto a quanto rilevato alle Galápagos.
Gli eventi moderni di El Niño sono più estremi rispetto a prima dell’inizio dell’era industriale
Lo studio dimostra chiaramente che l’intensità dell’Oscillazione Meridionale di El Niño si è accentuata con l’aumento delle temperature globali. I dati relativi ai coralli coincidono con le temperature dell’oceano registrate nell’ultimo secolo. Tuttavia, vanno anche molto più indietro nel tempo, e fornirebbero una prova che gli eventi moderni di El Niño siano più estremi di quanto non fossero prima dell’inizio dell’era industriale.
“La domanda da porsi non è se l’attuale El Niño si verificherà o meno, ma quanto sarà grave e quanto saranno devastanti gli impatti”, ha spiegato Cole. “Questo evento si sovrappone al riscaldamento globale ed è probabile che intensifichi l’aumento delle temperature che vedremmo normalmente a causa dei gas serra. Ci sono previsioni in base alle quali potremmo raggiungere un aumento termico di 1,7 o 1,8 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, un valore nettamente superiore al record attuale”.












