Pannelli solari, batterie ad alta tensione e recupero di energia: la tecnologia di Nivalis Energy per abbattere le emissioni dei trasporti refrigerati

Camion frigo elettrico, tecnologia a supporto della decarbonizzazione
Ridurre l’impatto inquinante dei mezzi pesanti usati per il trasporto merci è possibile. Non solo con l’elettrificazione dei motori che spingono i truck, ma anche attraverso quella dei frigoriferi agganciati al trattore. Il refrigeratore, infatti, è autonomo dall’alimentazione del camion che lo trasporta ed è alimentato da un gruppo a gasolio che consente la continuità nella catena del freddo. Ma nel mondo della logistica si può e deve fare di più come dimostra il caso di Nivalis Energy Europe, azienda specializzata in piattaforme di refrigerazione elettrica, che ha sviluppato un sistema di refrigerazione a batteria.
Come funziona il camion frigo elettrico
Il sistema si chiama Powered Trailer e si basa su un’architettura modulare e multi-fonte che elimina la dipendenza dal motore diesel e riduce la necessità di ricarica dalla rete elettrica. Integrato nel semirimorchio c’è un pacco batterie che alimenta sia il gruppo frigorifero elettrificato sia, nelle configurazioni avanzate, un sistema di trazione ausiliaria per assistere il trattore stradale, riducendone i consumi di carburante.
La batteria viene ricaricata attraverso tre fonti di energia integrate: l’asse rigenerativo che recupera energia cinetica durante le frenate e le decelerazioni, un impianto con pannelli fotovoltaici installati sul tetto del rimorchio, e la tradizionale ricarica di rete via cavo quando il mezzo è parcheggiato. Il tutto è coordinato da un’unità di gestione intelligente dell’energia che ottimizza i flussi in tempo reale, garantendo il mantenimento costante della catena del freddo e massima autonomia anche nei tragitti a lungo raggio.
Pannelli solari sul tetto
L’impianto fotovoltaico integrato sul tetto del semirimorchio, costituito da 7 pannelli solari, opera come fonte di generazione “continua” per sostenere l’accumulo della batteria. A differenza dell’asse rigenerativo e-Axle, che genera energia solo quando il camion si muove e decelera, i pannelli solari producono elettricità in modo costante durante tutte le ore di luce. Questo risulta utile sia durante il viaggio, sia quando il camion è fermo nei piazzali di sosta o in coda nel traffico.
L’energia generata dal tetto solare viene inviata direttamente all’unità di gestione di potenza. Viene utilizzata in prima battuta per alimentare l’elettronica di bordo e mantenere costante il ciclo del gruppo frigorifero (e-Reefer) o, in caso di surplus, immagazzinata nella batteria principale per le fasi di trazione assistita (e-Trailer).
Durante i weekend o le pause di caricamento/scaricamento, la produzione solare compensa le dispersioni e il consumo in stand-by, evitando che la batteria si scarichi e garantendo che il rimorchio sia sempre pronto all’uso senza dover ricorrere alla ricarica via cavo.
Il caso Emmi
Un’azienda svizzera del lattiero-caseario, Emmi Schweiz, ha adottato il frigorifero elettrico su tre truck operativi su rotte di distribuzione, quindi non si tratta di una sperimentazione, ma di un uso reale che combina l’uso della batteria più i pannelli solari senza l’asse rigenerativo e-Axle. Infatti, nel caso di rotte urbane brevi queste opzioni sono sufficienti per coprire i cicli di lavoro quotidiani.
Insomma, il gruppo diesel per alimentare il frigo non serve, perché ogni truck dotato di questi sistemi, può percorrere in media tra 200 e 400 km ogni giorno, con 6-10 ore di autonomia delle unità di refrigerazione. Per la distribuzione regionale sono più che sufficienti a garantire la catena del freddo.













