La moda si fa sostenibile, quasi 9 imprese su 10 investono nel verde

Oggi investe in sostenibilità l’89% delle aziende di moda italiane, il 45% in più rispetto al 2020. Tra le aziende intervistate, 47 brand e 53 aziende della filiera, vi sono marchi come Original Marines, Carrera, Monnalisa e molti altri. La domanda di capi seconda mano è aumentata del 45%

moda sostenibile
Foto di Pexels da Pixabay

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – La moda si fa sostenibile. Quasi nove aziende su 10 investono nel verde. E lo fanno sia per venire incontro alle richieste dei consumatori sia per rimanere competitivi sul mercato. A certificare i passi avanti della moda italiana è una ricerca messa a punto da Cikis, la società di Milano che offre consulenza a brand e aziende fashion per aiutarle a intraprendere un percorso di trasformazione sostenibile.

Secondo il bilancio “oggi investe in sostenibilità l’89% delle aziende di moda italiane, ben il 45% in più rispetto al 2020”. Tra le aziende intervistate vi sono marchi come Original Marines, Carrera, Monnalisa e molti altri.

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Quindi il quadro del rapporto – scritto sulla base di una survey condotta su un campione di 100 aziende di moda italiane – racconta di “risultati incoraggianti”, anche se ci sono “alcuni limiti”. Sono stati intervistati 47 brand e 53 aziende della filiera, tutte realtà che dichiarano un fatturato superiore a un milione: “queste infatti – viene spiegato – sono quelle che, più probabilmente, dispongono delle risorse economiche necessarie per poter effettuare investimenti concreti in sostenibilità”. Accanto alle trasformazioni che il Covid ha spinto, accelerando i cambiamenti, anche i consumatori “hanno sviluppato maggiore sensibilità al tema della sostenibilità; la domanda di capi second hand, per esempio, è aumentata del 45% nel breve periodo tra novembre 2019 a febbraio 2020”. La veloce crescita degli investimenti nell’ambito della sostenibilità si deve soprattutto “all’aumento di richieste da parte del mercato. Benché gli investimenti che denotano maggiore consapevolezza, ovvero quelli intrapresi per l’adesione del management a una scala di valori personali, siano ancora pochi, ben il 53% delle aziende intervistate dichiara di investire in sostenibilità per ragioni di competitività, e circa il 20% per rispondere alle richieste dei consumatori”. 

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Tre i livelli di impegno messi in evidenza: “Il cambiamento di packaging e di comunicazione se non associato ad altre misure, ha scarso peso sull’impatto ambientale complessivo. Rispetto al 2020, quando molte aziende citavano come pratica di sostenibilità implementata l’esclusiva sostituzione del packaging con alternative più sostenibili, quest’anno nessuna azienda ha dichiarato di aver implementato esclusivamente questa misura – osserva Serena Moro, founder di Cikis – poi dalla nostra analisi emerge che alcune aziende sottovalutano il proprio impegno (circa il 20%), mentre altre lo sopravvalutano (25%), rischiando di incorrere nel cosiddetto fenomeno del greenwashing”. Inoltre in seguito all’emergenza sanitaria rispetto all’anno scorso, le aziende che stanno lavorando su aspetti sociali sono “aumentate di ben il 150%”.

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