Bonus edilizi strutturali e caro materiali: le soluzioni della filiera per assicurare un futuro efficiente

Rendere i bonus edilizi strutturali su un orizzonte di almeno 10 anni e compensare subito il rincaro dei materiali alle imprese. Ance e RPT in audizione al Senato sull’Aiuti quater

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Il Superbonus ha contribuito ad un extra gettito fiscale di 54 mld di euro tra gennaio e settembre 2022

(Rinnovabili.it) – Continuano le audizioni in Commissione Bilancio al Senato in merito elle consultazioni sul DL Aiuti quater 176/22. Dopo le proposte di CNA, Commercialisti e ARSE, ieri è toccato ad Ance e RPT eprimere il proprio pensiero in merito. Anche questa volta le parole d’ordine sono state bonus edilizi strutturali, sblocco cessioni e compensazione del caro materiali.

I bonus edilizi come strumento di crescita fiscale

Ciò che accomuna l’intera filiera è senza dubbio la consapevolezza del peso dei Bonus edilizi, ed i particolare del Superbonus, sul PIL nazionale e sul settore delle costruzioni in particolare. A ricordarlo ci ha pensato la Presidente Brancaccio che ha snocciolato qualche cifra per rievocare al Governo le numerose entrare fiscali connesse al mondo delle detraizoni per l’efficientamento edile. Oltre un terzo dell’aumento del PIL nel 2022 è legato alla crescita del settore, che ha creato circa 230mila posti di lavoro in due anni. Il 30% dei maggiori introiti fiscali sono attribuibili ai lavori eseguiti in campo edile e queste stesse entrate, hanno permesso di finanziare gli aiuti alle famiglie.

E’ con questa premessa che ANCE ha ribadito in audizione il danno enorme arrecato al settore dai ripetuti e repentini cambiamenti applicati in corso d’opera. Una strada che si ripropone con il taglio al Superbonus 2023, portandolo dal 90%. A questo si aggiunge la disastrosa situazione in cui versano i crediti edilizi, bloccati negli ingranaggi tenendo in ostaggio la liquidità necessaria alle imprese per proseguire con i lavori.

Le priorità da inserire nel DL Aiuti quater per l’Associazione dei costruttori sono quindi:

  • Sblocco immediato delle cessioni per tutti i cantieri avviati. Per farlo l’associazione ripropone l’idea di utilizzare gli F24 presentata insieme ad Abi qualche settimana fa.
  • Sbloccare i pagamenti alle imprese del caro materiali 2022 e prorigare la misura al 2023. A più di 6 mesi dall’approvazione del DL Aiuti 50/2022 infatti non sono ancora stati liquidati oltre 23mila cantieri.
  • Prevedere un termine transitorio per la presentazione della CILA più congruo. Tra le novità contenute nel DL c’è l’abbassamento dell’aliquota del Superbonud dal 110% al 90% per i condomini che non abbiano presentato al CILA entro il 25 novembre 2022. Per Ance questo termine è impossibile da rispettare e mette in difficoltà soprattutto coloro che già hanno sborsato soldi mettendo in programmazione gli interventi.

Bonus edilizi strutturali in un programma pluriennale

Ad esprimers i ieri è stata anche la Rete Professioni Tecniche, RPT, da sempre attenta alle esigenze del mercato delle costruzioni. E’ la strutturalizzazione dei bonus il tema chiave da affrontare secondo i tecnici, pur mantenendo una riduzione dell’aliquota di Superbonus. A supporto della tesi anche in questo caso ci sono i molteplici studi condotti non ultimo da Censis e CNI, che hanno confermato il beneficio destinato alle casse dello Stato dalle lavorazioni legate ai bonus.

Leggi anche Effetti economici del Superbonus: secondo il Censis prodotto un valore di almeno 115 mld

Per quanto riguarda il Sismabonus invece, la detrazione andrebbe alzata almeno al 100%, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti di Ischia. In merito a quest’ultimo tema, la RPT ha rilanciato l’urgenza di un incontro per il Piano per la prevenzione sismica, da affiancare ad un piano di intervento contro il rischio idrogeologico.

Secondo la RPT il Superbonus andrebbe reso strutturale per almeno 10 anni, per gli interventi realmente efficaci. La detrazione dovrebbe quindi essere fissata tra il 90 e il 100%, senza però decurtazioni successive.

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