Caro materiali ed energia: aumenti oltre i 5 mld e 23mila cantieri a rischio

Le opere pubbliche avviate hanno attirato investimenti pari a 162 mld, ma le spese extra dovute e acaro materiali, rincari energetici ed inflazione non considerate dal Mims nel meccanismo di compensazione superano i 5 mld.

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Anche il Tar del Lazio accoglie il ricorso sulle rilevazioni del caro materiali per il II semestre 2021

(Rinnovabili.it) – Secondo il Centro Studi ANCE gli extra costi subiti dalle imprese impegnate nelle opere pubbliche, a causa del caro materiali e dei prezzi dell’energia, ammonterebbe ad oltre 5 miliardi di euro. La denuncia arriva direttamente dalla prima pagina del Sole24Ore con un’intervista firmata da Giorgio Santilli proprio all’Associazione Costruttori.

Le opere pubbliche fino ad ora hanno attirato investimenti pari a 162 miliardi suddivisi nei 23mila cantieri attivi sul territorio. Purtroppo però gli attuali meccanismi per le compensazioni, la lentezza burocratica, la lunga mole di documenti da compilare per poter avere accesso a tali compensazioni, scoraggiano le imprese che, a questo punto, si trovano sull’orlo del fallimento.

E’ la prima volta che si riesce effettivamente a calcolare l’entità dei lavori pubblici avviati ed il costo extra che grava direttamente sulle spalle delle imprese. Come ricorda l’Ance dalle pagine del Sole24Ore, sono sempre le imprese ad aver anticipato i soldi per la copertura dei costi aggiuntivi presentatisi, e sempre per evitare “chiusure di massa”. Purtroppo però, le promesse fatte dal Governo in tema di compensazioni sul caro materiali, sono state in parte disattese, o sono ferme al palo per tempi di attuazione troppo lunghi o, peggio, non corrispondono alla reale portata del problema.

I ricorsi al Tar

Proprio il problema delle compensazioni sul caro materiali ha spinto l’Ance ed altri attori, a rivolgersi al Tar del Lazio chiedendo l’annullamento o l’accertamento delle rilevazioni effettuate dal MIMS e riferite al secondo semestre del 2021. Per l’Associazione dei costruttori i dati elaborati dal Ministero sarebbero “lacunosi, irragionevoli e contradditori”.

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Grazie al Decreto Aiuti l’impianto normativo per le compensazioni del 2022, dovrebbe essere più solido, tuttavia il problema principale permane e interessa soprattutto i cantieri pubblici, ma non direttamente interessati dal PNRR. Inoltre le misure del DL Aiuti, essendo straordinarie, scadranno con la fine dell’anno, il nuovo Governo perciò dovrà presto porre un rimedio al problema per evitare il fallimento di migliaia di imprese.

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