Qatar: l’ospedale del futuro a basso costo firmato OMA

Il team di OMA ha presentato il nuovo distretto sanitario Al Daayan. Completamente automatizzato e modulare, sfrutta la stampa 3D per rivoluzionare il classico ospedale

Il distretto sanitario di Al Daayan - credit OMA
Il distretto sanitario di Al Daayan – credit OMA

È il secondo progetto di OMA nel campo della sanità dopo il Maggie’s Centre di Glasgow

(Rinnovabili.it) – Il team di OMA, Reinier de Graaf e Buro Happold hanno presentato i progetti finali per il distretto sanitario di Al Daayan a Doha (Qatar). Il progetto, il cui sviluppo è partito due anni fa, immagina di realizzare l’ospedale del futuro, modulare facilmente espandibile ed a basso costo e basso impatto ambientale.

Il sito scelto per la costruzione è un’area vergine di 1,3 milioni di mq posto tra la nuova città di Lusail e l’Università del Qatar.

La trasformazione del masterplan dopo la pandemia

L’Ospedale di Al Daayan avrà una capacità di 1.400 posti letto e comprenderà al suo interno un ospedale universitario, un ospedale femminile e pediatrico ed un centro diagnostico ambulatoriale.

Il disegno del masterplam segue una griglia ortogonale con strutture di soli due piani dove al primo piano troveranno posto le strutture cliniche, mentre il piano terra sarà dedicato ai reparti letto. La scelta nella distribuzione degli spazi è tutt’altro che casuale: l’obiettivo è ridurre la dipendenza dagli ascensori permettendo ai pazienti di beneficiare degli ampi giardini del complesso.

Gli edifici sono costituiti da unità modulari a forma di croce completamente fabbricate in loco. La scelta di puntare sull’automazione permetterà di espandere o modificare gli spazi a disposizione dell’ospedale, al minimo costo.

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Originariamente il progetto era differente dall’attuale, la pandemia ha colto i progettisti proprio nella fase di definizione del progetto, stravolgendo completamente l’idea iniziale.

I complessi requisiti funzionali di un grande ospedale e le lezioni che abbiamo imparato dalle crisi attuali creano un’opportunità unica per reinventare anche il modo in cui architetti e ingegneri collaborano”, afferma Gavin Thompson (Buro Happold).

Le esigenze messe in evidenza dalla pandemia di Covid 19 hanno fatto emergere la necessità di un ospedale espandibili in tutte le sue parti, in breve tempo e poco costo. Per questo motivo i progettisti di OMA hanno puntato sulla prefabbricazione e automazione degli spazi.

La stampa 3D per i dettagli costruttivi

Il rischio nella strutture prefabbricate è la ripetitività degli spazi, tutti estremamente simili tra loro. Grazie alle nuove tecnologie come la stampante 3D e l’automazione dei processi costruttivi, il team avrà la possibilità di infinite variazioni al disegno della facciata, reintroducendo ‘ornamento in una tipologia costruttiva solitamente austera.

Costruzione a basso costo ma alte prestazioni

Il nuovo distretto di Al Daayan avrà al suo interno anche un’azienda agricola ad alta tecnologia che fornirà cibo e piante medicinali per la produzione locale. Tutti i collegamenti tra i padiglioni si svolgeranno nel sottosuolo creando una rete di connessioni anch’essa automatizzata.

L’energia necessaria al funzionamento del distretto proverrà dal vicino parco solare.

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