Report Enea Superbonus: superata la soglia dei 35,2 mld di investimenti

Crescono di 4,6 mld gli investimenti nel 110%, sfiorando le 200mila asseverazioni totali. Le conferme nel report Enea sul Superbonus

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Foto di Stefano Ferrario da Pixabay

I dati contenuti nel Report ENEA sul Superbonus vengono pubblicati alla fine di ogni mese

(Rinnovabili.it) – Il Report Enea sul Superbonus di giugno conferma l’inarrestabile potere di questa misura fiscale. Nonostante i molti punti da sciogliere ed i dubbi sul futuro, le asseverazioni sul 110% raggiungono la soglia delle 199.124 unità.

Con esse crescono di pari passo gli investimento ammessi alle detrazioni che superano la soglia dei 35,2 miliardi di euro, 4,6 mld in più rispetto a maggio. E’ proprio confrontando i dati con il mese precedente che si ha una panoramica della misura. Le asseverazioni crescono di 26.674, portando l’onere a carico dello Stato per fine lavori a 38,7 mld di euro.

Emerge ben chiaro dal report Enea sul superbonus che, a trainare sono i lavori nei condomini, con 17,2 mld di investimenti, ben 2,2 miliardi in più rispetto al mese precedente. Seguono le unifamiliari con 1,6 mld in più rispetto a maggio raggiungendo gli 11,99 mld. Nel complesso l’investimento medio per i condomini è arrivato 572.369 euro confermando le potenzialità di questa misura se correttamente strutturata.

I prossimi dubbi da risolvere

Nelle passate settimane è stato ormai chiaro ai più che il valore degli investimenti avesse superato nettamente lo stanziamento inizialmente previsto dal Governo. Nonostante ciò restano alcuni dubbi non chiariti del tutto, che sostengono una potenziale autofinanziabilità della misura del 110% grazie all’aumento del Pil e della circolazione della moneta fiscale. Ma è proprio questo ultimo punto ad aver innescato la bomba, esplosa negli ultimi giorni: i 5 miliardi di crediti ancora bloccati in attesa di un controllo o di una acquirente.

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Il Dl Aiuti, da poche ore votato con un si dalla Camera, prevede un allargamento della platea dei cessionari ai quali le banche e gli istituti finanziari possono cedere il proprio credito. Tuttavia resta ancora il fardello, ritenuto troppo pesante, dei controlli preliminari anti truffa per chi accetta le cessioni. In caso di frode infatti, scatta il concorso alla violazione secondo quanto appena chiarito dalla maxi circolare dell’Agenzia delle Entrate. Motivo in più che ha spinto banche e simili a chiudere il rubinetto delle cessioni.

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