MilanoSesto: da ex acciaierie a smart city

E’ in partenza la rigenerazione urbana di MilanoSesto, progetto ambizioso che trasformerà le ex acciaieri Falck in un nuovo quartiere smart e green

MilanoSesto: da ex acciaierie a smart city - credit render Foster + Partener
MilanoSesto: da ex acciaierie a smart city – credit render Foster + Partener

Gli elevati standard di MilanoSesto permetteranno di abbattere oltre 5.500 tonnellate di CO2

(Rinnovabili.it) – MilanoSesto è forse uno dei progetti di rigenerazione urbana più ambiziosi d’Europa. Oltre 1,5 mln di mq di territorio da rigenerare, 3,5 mld di euro investiti, 50.000 persone ospitate quotidianamente, questi alcuni numeri del futuro quartiere smart il cui masterplan è stato disegnato da Foster + Partner. Il progetto andrà trasformare le ex aree Falck nel comune di Sesto San Giovanni (Milano), uno spazio rimasto vuoto dagli anni ’90 con la chiusura delle vecchie acciaierie.

Concepita con l’obiettivo di rispettare i criteri definiti dai Sustainable Developement Goals 2030 delle Nazioni Unite, l’intera area vedrà nascere un progetto di sviluppo a lungo termine che grazie all’utilizzo sapiente della tecnologia permetterà di rispettare i più elevati standard internazionali di sostenibilità, efficienza energetica e qualità della vita.

Unione Zero, Città della salute e della Ricerca

Se il masterplan è stato sviluppato da Foster +Partners, i progetti per i singoli interventi non sono da meno in quanto ad archistar. L’intervento partirà dall’area Unione zero (250 mila mq) all’interno della quale sorgeranno i progetti di Antonio Citterio Patricia Viel (Acpv) per gli spazi direzionali e di un hotel; Barreca & La Varra progetterà le residenze in social housing; Park Associati curerà lo studentato con circa 700 posti letto; a Scandurra Studio Architettura toccheranno invece le residenze libere. Unione zero di svilupperà a partire dalla nuova stazione a ponte progettata invece da Renzo Piano Building Workshop con Ottavio Di Blasi & Partners.

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All’interno del perimetro di MilanoSesto sorgerà poi la Città della Salute e della Ricerca, un grande polo d’eccellenza progettato da Mario Cucinella Architects. Un complesso che vedrà la persona al centro del processo costruttivo.

Accanto agli edifici, Unione Zero vedrà la realizzazione di un parco di 13 ettari progettato dallo studio di paesaggisti LAND.

Efficienza, sostenibilità e certificazione LEED

Nel territorio rigenerato che comprende Unione 0 e la Città della Salute e della Ricerca saranno piantati quasi 1.600 alberi (che assorbiranno 48 tonnellate di CO2 ogni anno). Metà dell’energia utilizzata sarà prodotta da fonti rinnovabili, mentre tutti gli edifici di MilanoSesto rispetteranno i criteri di certificazione LEED Gold e Platinum, LEED Neighbourhood Development e WELL. Grazie agli elevati standard edificativi, il fabbisogno energetico dell’area sarà ridotto del 30% rispetto ai sistemi edilizi tradizionali, ed evitando, ogni anno, anche grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili e aree verdi, l’immissione di 5.500 tonnellate di CO2 nell’atmosfera (tanta quanta emessa da 21.000 auto).

Cardine di questo progetto, oltre alla sostenibilità ambientale, è l’infrastruttura sociale che verrà realizzata, in quanto un progetto immobiliare può ritenersi duraturo e di successo solo se è sostenibile socialmente nel lungo periodo. Affinché questo possa realizzarsi, siamo partiti dalla domanda presente nel mercato, definendo una nuova proposta di living basata su canoni accessibili per soluzioni abitative di qualità che offrono un mix innovativo di servizi e personalizzato in base alle differenti età ed esigenze. Verrà implementato un nuovo modello etico di sviluppo, dal forte impatto sociale: MilanoSesto sarà un progetto di rigenerazione ma anche di generazione di una nuova comunità, sostenibile, aperta ed inclusiva”, ha dichiarato Mario Abbadessa, Senior Managing Director e Country Head di Hines Italy, la società che si occuperà dello sviluppo strategico delle prime due aree.

I primi cantieri dovrebbero partire con il nuovo anno, per consegnare le prime opere entro il 2025 e terminare la riqualificazione entro il 2032.

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