
La transizione energetica è una risposta concreta alla crisi climatica in atto. Di fronte all’aumento delle temperature globali e agli impatti sempre più evidenti del cambiamento climatico, è urgente ridurre le emissioni di CO₂ e favorire l’adozione di fonti energetiche rinnovabili. In questo contesto, il ruolo della regolamentazione è centrale per guidare le scelte industriali e orientare gli investimenti verso un’economia più sostenibile.
L’Unione europea è da anni impegnata a definire un quadro normativo chiaro per accelerare la transizione energetica. Tra le iniziative più rilevanti c’è il pacchetto “Fit for 55”, che prevede la riduzione delle emissioni del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. A supporto di questo obiettivo, è stata adottata la direttiva RED III (Renewable Energy Directive), che stabilisce che almeno il 42,5% del consumo energetico totale dell’UE dovrà provenire da fonti rinnovabili entro il 2030.
Le imprese si trovano quindi a dover adeguare i propri processi produttivi a normative sempre più stringenti. In particolare, i settori industriali più complessi dovranno rinnovare profondamente i propri impianti per rispettare gli obiettivi europei. Questa trasformazione richiede tempo, risorse e tecnologie avanzate.
In questo scenario, Air Liquide è in prima linea. Il Gruppo si è impegnato a ridurre del 33% le proprie emissioni dirette e indirette entro il 2035 e a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Inoltre, attraverso soluzioni concrete come l’ossicombustione, la tecnologia proprietaria Cryocap™ per la cattura della CO₂, l’idrogeno rinnovabile, il biometano e l’offerta di gas industriali a bassa impronta carbonica, l’azienda affianca le industrie nei loro percorsi di adeguamento e riconversione, contribuendo a costruire un futuro a basse emissioni.
Con competenze sviluppate lungo l’intera filiera, Air Liquide si conferma un attore chiave nel promuovere soluzioni energetiche low-carbon e nell’avanzare verso un’economia più circolare e sostenibile.











