Rinnovabili • Mercato elettrico 2023 Rinnovabili • Mercato elettrico 2023

Cresce l’attesa per l’attuazione della Direttiva UE 2024/1711

C’è particolare attenzione per le novità previste nella direttiva 2024/1711 e su cui sta lavorando la X Commissione della Camera dei Deputati: il superamento della “cabina primaria” per le CER con l’introduzione delle zone di mercato, lo scorporo in bolletta dell’energia autoconsumata e tante altre. Ho avuto il piacere di essere invitato per un’audizione in Commissione e contribuire ai lavori di modifica dell’iter legislativo.

Mercato elettrico 2023
Foto di Nicole Köhler da Pixabay

La decima Commissione della Camera dei deputati, Attività produttive Commercio e Turismo, sta lavorando attivamente allo schema 318 del decreto legislativo per “L’attuazione della Direttiva UE 2024/1711”. In questo contesto ho avuto il piacere di essere stato convocato per un’audizione ad esporre le mie considerazioni e proporre miglioramenti alla norma. Riporto di seguito parte dei contenuti dell’audizione.

Premetto che sull’attuazione di questo decreto, registriamo particolare attenzione da parte del mercato, in quanto si tratta non solo di una norma dedicata al miglioramento del mercato elettrico UE, ma che modifica precedenti direttive che sono state già recepite nell’ordinamento nazionale.

Il quadro attuativo

L’approvazione del decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1711, modifica le Direttiva 2018/2001 e la Direttiva 2019/944 per quanto riguarda il miglioramento dell’assetto del mercato dell’energia elettrica dell’Unione.

In particolare, con riferimento allo schema 318 e relativo alle “Disposizioni sulla condivisione dell’energia”, viene introdotto nella direttiva (UE) 2019/944 il nuovo articolo 15-bis, relativo alla condivisione dell’energia, ad integrazione di quanto già previsto relativamente all’autoconsumo dalla direttiva sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili, cd. RED II (articolo 21 e ss. della direttiva (UE) 2018/2001).

La previsione sancisce il diritto di tutti i clienti civili, le PMI, gli enti pubblici e da altre categorie di clienti finali, di partecipare alla condivisione in qualità di “clienti attivi“.

La partecipazione deve avvenire in modo non discriminatorio, all’interno della stessa zona di offerta. I clienti attivi possono condividere l’energia rinnovabile mediante accordi privati o tramite un soggetto giuridico, purché tale attività non costituisca la loro principale attività commerciale o professionale

Infine, elemento a mio giudizio essenziale, deve essere garantito l’accesso ai meccanismi di condivisione dell’energia anche ai clienti vulnerabili e a quelli in condizioni di povertà energetica.

Per la prima volta, chi possiede impianti di produzione NON collegati direttamente ai propri POD di consumo (punto fisico di prelievo di energia) potrà sfruttare appieno la propria energia rinnovabile, e ciò grazie a tre fattori principali:

Le novità più rilevanti

  1. ampliamento del perimetro della cabina primaria ad una delle sette zone di mercato: Nord, centro Nord, centro Sud, Sud, Calabria, Sicilia, Sardegna (fonte Terna). Quindi, se l’iter approvativo non subirà colpi di scena, si potrà installare un impianto in zone in cui si abita o lavora, cumulando la produzione su tutti i POD di propria titolarità e superando la logica degli incentivi e della vendita di energia al GSE.
  1. scorporo in bolletta. un meccanismo per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che permette di sottrarre dalla bolletta i costi relativi all’energia autoconsumata o prodotta all’interno della comunità. Vale a dire che tutta l’energia prodotta dagli impianti, se contemporaneamente consumata a distanza, non apparirà come voce di costo in bolletta.
  1. Introduzione della figura dell’Organizzatore della Condivisione – abilitato a gestire per conto di clienti attivi installazione e manutenzione di impianti di produzione di energia rinnovabile fino a un massimo di 6MW (molto interessante visto che attualmente il limite è di 1 MW) senza essere considerato a sua volta un cliente attivo. Deve fornire servizi non discriminatori e applicare prezzi, tariffe e condizioni di servizio trasparenti oltre ad una corretta attività di comunicazione.

 Il potenziale applicativo è enorme, soprattutto grazie al meccanismo delle zone di mercato, aree in cui la compravendita di energia avviene liberamente, sulla base di un prezzo specifico denominato “prezzo zonale”. L’autoconsumo a distanza all’interno della stessa zona di mercato consentirà di superare le criticità degli utenti energivori che hanno già saturato la propria capacità, ma vedono i consumi ancora crescere.

Basti pensare, ad esempio, alle strutture alberghiere di una grande città: edifici collocati in centro, con alti consumi ma superfici disponibili ridotte dove installare un generatore fotovoltaico.  Alcune realtà possiedono magazzini dismessi in aree più periferiche, ricadenti su cabine primarie differenti. Ora potranno sfruttarli per installare impianti fotovoltaici e realizzare autoconsumo a distanza, beneficiando di un vantaggio concreto: la riduzione della quota energia in bolletta.

I Suggerimenti

In questa fase, memori dei tempi particolarmente lunghi dell’iter di recepimento della Direttiva RED-II per arrivare al Dlgs 199/2021 ed al Decreto MASE del dicembre 2023, credo che abbia senso:

  1. suggerire al legislatore di organizzare una consultazione, in modo da far conoscere il futuro decreto ad una platea ampia;
  2. creare un tavolo di confronto con GSE/ARERA/MASE e WEC Italia/IFEC sul tema “quale sarà il ruolo delle CER”, in particolare per gli impianti di proprietà della CER, e quali saranno gli effetti sui business plan delle CER esistenti. Questo è un tema molto delicato e, mi sembra, poco presente nei contenuti presi in esame dalla Commissione.
  3. capire cosa propongono le utilities a riguardo in quanto sono attori importanti sul mercato e diretti interessati a questi cambiamenti. 
  4. Per le Pmi non ci sarà alcun limite di potenza, mentre le grandi imprese potranno realizzare impianti fino a 6 MW. 

Conclusioni

Per chi consuma energia rappresenta un’occasione imperdibile per il sistema Paese ed una testimonianza tangibile di come le rinnovabili aiutano concretamente a ridurre i costi energetici. 

Infatti le CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione di Energia Rinnovabile) previste dal D.lgs. 199/2021 sono tre: le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), i Gruppi di Autoconsumo, e gli Autoconsumatori individuali a distanza sono già una rilevante realtà nel sistema energetico italiano (fonte GSE) con 193 configurazioni attive di cui 145 Gruppi di Autoconsumatori e 48 Comunità Energetiche Rinnovabili.  

La Direttiva UE 2024/1711 costituisce quindi una straordinaria opportunità per il nostro Paese sostenendo lo sviluppo della condivisione e dell’autoconsumo energetico da fonte rinnovabile con profondi benefici ambientali, economici e sociali.

Il testo integrale dell’audizione, consegnato alla X Commissione della Camera dei Deputati, riporta infine un confronto – ed i relativi suggerimenti puntuali – sugli articoli che ritengo strategici dello Schema 318 con quelli della Direttiva Europea. 

Rinnovabili •

About Author / Mauro Spagnolo

Giornalista e comunicatore scientifico, si occupa da oltre trenta anni di sostenibilità energetica ed ambientale. È cofondatore della testata e suo direttore responsabile. È stato docente di “Impianti e compatibilità ambientale” presso la facoltà di architettura Università La Sapienza, responsabile scientifico del Corso di Alta formazione in “Efficienza energetica negli edifici” presso il Dipartimento di meccanica ed aeronautica della facoltà di Ingegneria Università La Sapienza oltre che docente in decine di Master universitari. Autore di vari libri, editoriali ed articoli tecnici, è tra gli esperti energetici della RAI per la quale fornisce contenuti e partecipazioni in diverse produzioni televisive e radiofoniche.