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Deforestazione: il Consiglio UE approva la revisione e rinvia ancora la normativa

La revisione introduce requisiti di due diligence più semplici. Ed entro aprile 2026, la Commissione dovrà valutare l'impatto e l'onere amministrativo del regolamento.

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Immagine generata da IA

Il 18 dicembre i Paesi dell’Unione Europea hanno trovato un accordo per rinviare di un altro anno la contestata legge anti-deforestazione, il Regolamento EUDR. Considerate le resistenze arrivate dall’industria e i timori riguardo l’inadeguatezza del sistema digitale necessario alla sua applicazione, il Consiglio dell’UE ha deciso per un altro rinvio, adottando formalmente la revisione del regolamento.

La Commissione Europea ha ceduto alle pressioni del Parlamento e del Consiglio dell’UE, accogliendo appunto la richiesta di posticipare l’attuazione della legge a dicembre 2026 e di rivedere le norme all’inizio entro aprile dell’anno prossimo.

Cos’è il Regolamento EUDR per la deforestazione zero

Regolamento EUDR sulla deforestazione è un regolamento del 2023. Lo scopo è garantire che i prodotti venduti nell’UE non contribuiscano alla distruzione delle foreste. Per la prima volta al mondo, una legge prevede il divieto alle importazioni, in questo caso quelle dell’UE, di materie prime associate al rischio di deforazione. Il regolamento chiede agli esportatori stranieri di tali materie prime di fornire dichiarazioni di due diligence a dimostrazione che i prodotti non causino la distruzione delle foreste. Lo scopo è eliminare il 10% della deforestazione globale alimentata dal consumo di beni importati da parte dell’UE.

Rinviato ancora una volta il Regolamento EUDR

Provando a rassicurare i partner commerciali e le imprese, la Commissione ad ottobre aveva proposto alcune importanti semplificazioni alla norma, pur confermando il principio di base di tutela ambientale e di uso responsabile delle materie prime. Adesso, però, in base all’accordo raggiunto il 18 dicembre, le aziende avranno almeno un altro anno per adeguarsi. Il regolamento si applicherà ai grandi operatori a partire dal 30 dicembre 2026 e ai piccoli operatori a partire dal 30 giugno 2027.

Questo è già il secondo rinvio del regolamento. L’UE continua a indebolire le norme ambientali per via delle pressioni esercitate da imprese, partner commerciali e partiti di destra. “L’obiettivo è garantire la semplificazione del regolamento sulla deforestazione in modo che possa essere attuato in maniera efficace e senza oneri inutili, mantenendo al contempo la sua ambizione ambientale“, ha assicurato la presidenza danese del Consiglio in una dichiarazione. Tuttavia, secondo Greenpeace, gli ultimi sviluppi politici dell’UE sarebbero di ostacolo agli sforzi globali volti a proteggere gli ecosistemi vulnerabili del pianeta.

“Il danno è fatto ma il nucleo della legge rimane intatto”

Andrea Carta, Senior Legal Strategist di Greenpeace per l’UE, ha dichiarato: “Il danno è fatto: migliaia di ettari di foresta andranno persi per sempre, ma il nucleo della legge rimane intatto, così come il suo potenziale di creare un reale cambiamento sistemico per la protezione delle foreste. Ora è il momento che la Commissione, le autorità nazionali e le aziende si assicurino che la legge venga attuata entro la fine del 2026 per spezzare una volta per tutte il legame tra consumi nell’UE e deforestazione. La credibilità dell’UE è in gioco e il fallimento non è un’opzione“.

La revisione introduce requisiti di due diligence più semplici. Ed entro aprile 2026, la Commissione dovrà valutare l’impatto e l’onere amministrativo del regolamento. Per ridurre ancora l’onere amministrativo, alcuni prodotti stampati, come libri, giornali, immagini stampate, sono stati esclusi dall’ambito di applicazione delle norme, dietro richiesta dal Parlamento UE.

Meno obblighi nella catena di approvvigionamento

L’obbligo di presentare dichiarazioni di due diligence (DDS) spetterà soltanto all’operatore responsabile di immette per primo il prodotto nel mercato UE. Gli operatori successivi, posti lungo la catena di approvvigionamento, principalmente i commercianti, sono esentati dalla presentazione delle proprie DDS. L’obbligo di garantire la tracciabilità resta solo per il primo operatore a valle, anziché per tutti gli altri partecipanti alla catena di approvvigionamento. L’obbligo di trasferire i numeri di riferimento DDS e gli identificativi della dichiarazione semplificata riguarderà esclusivamente gli operatori che immettono per la prima volta i prodotti nel mercato.

Dichiarazione semplificata una tantum

I micro e piccoli operatori primari non dovranno presentare delle DDS per ciascuna transazione ma dovranno invece presentare una dichiarazione semplificata una tantum. Tale dichiarazione resterà valida finché non si verificheranno cambiamenti sostanziali nei dati relativi al prodotto o al produttore. Gli aggiornamenti della dichiarazione saranno necessari solo in caso di modifiche rilevanti. Se l’operatore utilizzerà una banca dati nazionale, sarà possibile trasferire quei dati direttamente al sistema UE. In tal caso, sarà basterà ottenere un identificativo della dichiarazione.

Vai al testo revisionato del regolamento

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.