Crescita elettrica, bioenergie e l'accordo UE-India ridisegnano il ruolo del Paese asiatico nel mercato energetico globale e negli equilibri industriali.

Il mercato energetico in India entra in una fase di accelerazione strutturale che intreccia transizione energetica, sviluppo industriale e nuove alleanze geopolitiche.
Il recente accordo commerciale tra Unione Europea e India si inserisce in questo quadro, rafforzando i legami economici e industriali tra due aree che insieme rappresentano circa un quarto del PIL mondiale e due miliardi di persone.
Sul piano energetico, l’India sta crescendo lungo una traiettoria diversa da quella seguita dalla Cina, puntando su rinnovabili, elettrificazione e bioenergie per sostenere la propria industrializzazione.
I due mercati non possono ancora essere paragonati, ma l’India potrebbe avere un vantaggio competitivo nel lungo periodo, poiché la sua crescita sta avvenendo con una dipendenza da combustibili fossili inferiore, rispetto a quella cinese, nella sua stessa fase di sviluppo.
Le principali differenze tra il mercato energetico dell’India e quello cinese
Il confronto tra il mercato energetico dell’India e quello cinese, secondo un’analisi di EMBER, a parità di livello di sviluppo economico, evidenzia differenze quantitative rilevanti.
Quando la Cina aveva un reddito pro capite di circa 11.000 dollari PPP, nel 2012, la produzione elettrica da solare era pressoché trascurabile. Nel caso indiano, a un livello di sviluppo analogo, il solare copre già il 9% della generazione elettrica totale, in crescita rispetto a meno dello 0,5% di dieci anni prima.
Ancora più marcata è la differenza nell’uso del carbone. La produzione pro capite da carbone in India si attesta intorno a 1 MWh per abitante, pari a circa il 40% del livello registrato in Cina nella stessa fase storica.
EMBER segnala che la domanda di carbone in India si sta avvicinando a un plateau, con proiezioni che indicano una stabilizzazione almeno fino al 2030. Nel 2025, la generazione elettrica da carbone è attesa in lieve calo su base annua, mentre la capacità solare continua a crescere.
Questo profilo quantitativo indica che l’aumento della domanda elettrica indiana viene coperto in misura crescente da nuove installazioni rinnovabili.

Quanto pesa l’elettrificazione nel mercato energetico dell’India
Un indicatore chiave del mercato energetico dell’India è il grado di elettrificazione dei consumi finali. Secondo EMBER, l’elettricità rappresenta circa il 20% dell’energia finale, una quota paragonabile a quella raggiunta dalla Cina nel 2012, ma ottenuta con un’intensità di utilizzo dei combustibili fossili molto più contenuta.
In termini pro capite, l’India ha raggiunto questa soglia con circa 4 gigajoule di carbone, contro i 24 gigajoule necessari alla Cina per lo stesso risultato.
Nel settore dei trasporti, i dati confermano una dinamica coerente. Il consumo di petrolio per il trasporto stradale in India è pari a 96 litri pro capite, circa la metà del livello cinese nel 2012. Sul fronte della mobilità elettrica, i veicoli elettrici hanno superato il 5% delle vendite di auto a metà 2025, mentre nei veicoli a tre ruote la quota elettrica si avvicina al 60% delle immatricolazioni.
Nel solo 2024 sono stati venduti 1,25 milioni di veicoli elettrici a due ruote, quattro volte il volume registrato nel 2020. Questi numeri contribuiscono a contenere la crescita della domanda petrolifera, nonostante l’espansione del parco veicoli.
Il caso delle bioenergie
Nel quadro del mercato energetico in India, le bioenergie rappresentano una componente in rapida espansione. Un recente rapporto dell’IEA, dedicato al settore, indica che l’India ha sviluppato una delle filiere di biofuel più dinamiche a livello globale. Dal lancio della National Policy on Biofuels nel 2018, il consumo annuo di etanolo è cresciuto da meno di 2 miliardi di litri a oltre 11 miliardi di litri, collocando il Paese al quarto posto mondiale per produzione di biocarburanti liquidi.
Per quanto riguarda il biogas compresso, sono oggi operativi circa 170 impianti, sostenuti da 11 politiche nazionali introdotte dal 2018, con quasi 300 nuovi progetti in fase di sviluppo. Secondo lo scenario di riferimento dell’IEA, il consumo di biofuel liquidi e gassosi in India aumenterà di oltre il 50% entro il 2030.
Nello scenario accelerato, che presuppone un rafforzamento delle politiche, la produzione potrebbe più che raddoppiare nello stesso periodo, con un incremento complessivo di sei volte rispetto ai livelli del 2020. Le bioenergie contribuiscono così sia alla riduzione delle importazioni energetiche sia allo sviluppo economico delle aree rurali.
L’Accordo UE-India avrà effetti sul mercato energetico dell’India?
L’accordo commerciale UE-India potrà sicuramente rafforzare il ruolo del mercato energetico dell’India come polo di domanda e di produzione industriale. L’intesa prevede l’eliminazione o la riduzione dei dazi su oltre il 96% delle esportazioni europee, con un risparmio stimato di circa 4 miliardi di euro all’anno per le imprese dell’UE.
Nel 2024, il commercio di merci tra UE e India ha raggiunto 120 miliardi di euro, pari all’11,5% del commercio estero indiano, mentre gli scambi di servizi hanno toccato 59,7 miliardi di euro nel 2023.
Per il settore energetico e industriale, l’accordo facilita l’accesso al mercato indiano per macchinari elettrici, tecnologie per le rinnovabili, componenti industriali e soluzioni legate all’efficienza energetica.
L’India diventa così un mercato strategico per le filiere europee in un contesto di diversificazione delle catene di approvvigionamento e di riduzione delle dipendenze geopolitiche.
Quale ruolo può avere il mercato energetico dell’India negli equilibri globali
Nel complesso, il mercato energetico dell’India si caratterizza per una crescita quantitativa dei consumi accompagnata da una trasformazione del mix di fonti. I dati mostrano un’espansione rapida del solare, una stabilizzazione della domanda di carbone, una diffusione crescente dell’elettricità nei consumi finali e un ruolo sempre più rilevante delle bioenergie.
In termini globali, questo percorso contribuisce a contenere la crescita della domanda di combustibili fossili e a rafforzare nuove filiere industriali legate alle tecnologie elettriche e rinnovabili. L’India emerge così come uno dei principali fattori di riequilibrio del mercato energetico internazionale nel prossimo decennio.












