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La Cina si impegna a controllare la produzione di acciaio nel periodo 2026-2030

Nei primi 11 mesi del 2025 la produzione di acciaio in Cina è diminuita del 4% su base annua ed è probabile che la produzione totale di quest'anno scenderà al di sotto di 1 miliardo di tonnellate.

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Immagine generata da IA

La produzione di acciaio in Cina resterà sotto controllo anche nei prossimi 5 anni. Il Governo cinese ha annunciato che continuerà a limitare la produzione di acciaio grezzo anche tra il 2026 e il 2030, periodo coperto dal prossimo piano quinquennale, e vieterà la produzione illegale.

La decisione è stata confermata nell’ambito della preparazione del Piano Quinquennale di Sviluppo per il settore, come riporta l’agenzia Reuters. Il 12 dicembre, Pechino ha presentato un piano utile a introdurre un sistema di licenze a partire dal prossimo anno per regolamentare le esportazioni di quasi 300 prodotti legati all’acciaio.

Le restrizioni, introdotte dal Governo per la prima volta nel 2021 per ridurre le emissioni di CO2, servivano anche a dare una risposta al prolungato calo della domanda interna dovuta alla profonda crisi del mercato immobiliare e da un eccesso cronico di offerta. La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (NDRC), l’organismo statale incaricato della pianificazione, ha spiegato che l’industria delle materie prime, compresa la produzione di acciaio, si trova ad affrontare uno squilibrio tra domanda e offerta.

In calo la produzione di acciaio in Cina

Nei primi 11 mesi del 2025 la produzione di acciaio in Cina è diminuita del 4% su base annua ed è probabile che la produzione totale di quest’anno scenderà al di sotto di 1 miliardo di tonnellate per la prima volta in sei anni. Come riporta questa analisi, tra fine ottobre e inizio novembre, le acciaierie cinesi hanno continuato a limitare la produzione. Il calo della domanda da parte del settore edile e il decremento dei margini di profitto hanno imposto tagli più consistenti, nonostante il normale abbassamento dovuto alla bassa stagione.

La produzione giornaliera di ghisa e acciaio grezzo delle acciaierie parte della China Iron and Steel Association nel periodo 21-31 ottobre, è calata rispettivamente del 5,8% e del 9,8% rispetto a metà ottobre e del 7,5% e del 13,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo i dati CISA. Per l’intero mese di ottobre, la produzione giornaliera di ghisa e acciaio grezzo è scesa del 2,9% e del 3,3% su base mensile e del 2,5% e del 5,9% su base annua.

Il calo della produzione è andato avanti anche durante il mese di novembre. Il tasso di utilizzo medio degli altiforni cinesi attualmente si attesta intorno all’88%, in calo di circa un punto percentuale rispetto a fine ottobre e di tre punti percentuali rispetto a fine settembre, in base ai dati forniti da fonti commerciali locali. I tagli alla produzione riflettono il deterioramento dei margini di profitto delle acciaierie. Le vendite di tondini per cemento armato attualmente stanno registrando perdite pari a circa 50-100 Yuan/tonnellata.

Dal 2023, le esportazioni cinesi di acciaio sono rimaste sostenute, compensando parzialmente il calo della domanda interna. Tuttavia, questo ha portato molti Paesi a erigere barriere commerciali nel tentativo di proteggersi dai prodotti cinesi a basso costo ritenuti dannosi dai produttori locali.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.