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La Commissione UE cede alle industrie inquinanti e indebolisce l’ETS

Rallenta l'introduzione progressiva del CBAM: maggiori quote gratuite per chi inquina.

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La Commissione Europea presenta la proposta di revisione dell’ETS

Come parte della strategia comunitaria per l’elettrificazione dei consumi, la Commissione Europea ha appena presentato la proposta di revisione dell’ETS, il sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE. La proposta consente alle industrie di emettere CO2 più a lungo.

L’ETS è lo strumento più importante dell’Unione Europea per l’azione di contrasto ai cambiamenti climatici. Il sistema impone a centrali elettriche, compagnie aeree e società di navigazione di acquistare quote per le proprie emissioni di anidride carbonica, prevedendo un tetto massimo alle emissioni totali. La riforma dell’ETS era prevista da tempo e risente dell’adeguamento all’obiettivo climatico dell’UE al 2040, fissato lo scorso anno e basato sul taglio del 90% delle emissioni nette. La proposta adegua infatti la traiettoria di riduzione dell’EU ETS a partire dal 2031 e ciò significa che le quote di emissione continueranno ad essere rilasciate negli anni 2040.

L’opposizione interna all’ETS

Nonostante gli effetti evidenti e drammatici dei cambiamenti climatici, la Commissione ha dovuto affrontare forti pressioni da parte delle industrie e di alcuni Governi, in primo luogo l’Italia e la Polonia, per i quali l’ETS sarebbe un ostacolo alla competitività. Questa settimana dieci Paesi, compresa l’Italia, si sono opposti ai piani dell’UE, come la subordinazione delle quote gratuite delle industrie a determinate condizioni d’investimento , hanno chiesto una sospensione della prevista riduzione delle quote gratuite.

Duncan Woods, dell’European Environmental Bureau, la più ampia rete europea di organizzazioni civili ambientaliste, ha commentato: “In un momento in cui a livello globale la corsa per le attività industriali pulite sta accelerando, indebolire il mercato del carbonio significa indebolire il vantaggio competitivo dell’Europa. Invece di sostenere le aziende leader in questa transizione, la Commissione ha fatto i salti mortali per accontentare i ritardatari dell’industria, che hanno a lungo usato l’ETS come capro espiatorio per decenni di investimenti insufficienti. Un prezzo del carbonio più debole penalizza gli investimenti nella produzione senza combustibili fossili, prolungando la nostra dipendenza dalle importazioni”.

Ampliato il tetto alle emissioni

Il riesame intende infatti dare sollievo all’industria europea. La Commissione prevede di ridurre il tasso annuale di decrescita del tetto massimo per le emissioni a circa il 3,7% a partire dal 2031 (rispetto al 4,3% stabilito dalla normativa vigente), per poi ridurlo ancora dal 2036. La proposta infatti aggiorna il fattore di riduzione lineare (LRF) del 3,7 % per il periodo 2031-2035 e dell’1,7 % per il periodo 2036-2040.

Crediti internazionali, le emissioni escono “dalla porta di servizio”

Fino al 2% di crediti internazionali di alta qualità potrà essere impiegato per finanziare progetti di decarbonizzazione all’estero. L’integrazione di 250 Mt di assorbimenti interni permanenti di alta qualità nell’ETS concederà più spazio di manovra all’industria dell’UE e darà il via al mercato degli assorbimenti. Sarà anche possibile che maggiori quote diventino disponibili in futuro. In base alla proposta della Commissione, a partire dal 2036, questi crediti esteri per la riduzione delle emissioni, che spesso mancano di integrità ambientale, verrebbero integrati indirettamente nell’ETS.

Tutte queste misure servono a dare maggiore respiro alle industrie nel periodo 2036-2040, quando la riduzione delle emissioni in Europa diventerà più cospicua ma porteranno anche a centinaia di milioni di tonnellate di emissioni aggiuntive da parte dei settori ETS, secondo le associazioni ambientaliste.

Rallenta l’introduzione progressiva del CBAM: maggiori quote gratuite per chi inquina

Il punto molto conteso tra gli Stati europei ha riguardato appunto l’assegnazione gratuita di quote a disposizione delle imprese. Bruxelles intende prolungare la misura fino al 2038, invece di eliminare le quote gratuite nel 2034, quando era stata prevista la loro sostituzione con il CBAM. La Commissione presenterà una proposta separata in merito ai parametri di riferimento che dovrebbe quindi aumentare l’assegnazione gratuita all’industria per un valore di 6 miliardi di EUR relativamente al periodo 2026-2030. Per i settori contemplati dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), dunque, la riduzione dell’assegnazione gratuita viene rallentata e l’eliminazione graduale viene prorogata fino al 2038.

Più permessi sul mercato e per più tempo

La revisione dell’ETS comprende anche una riforma della riserva stabilizzatrice del mercato per rafforzare la stabilità del mercato per gli investimenti, mantenere la liquidità e ridurre l’eccessiva volatilità dei prezzi. La riforma integra la proposta della Commissione presentata in aprile che mette fine all’invalidamento automatico delle quote detenute nella riserva. Il tasso al quale vengono assorbite le quote scenderà al 12% rispetto all’attuale 24% e ciò implicherà che più permessi potranno rimanere sul mercato più a lungo.

Dunque, l’assegnazione di quote gratuite continuerà ma dovrebbe essere più strettamente legata agli investimenti nella decarbonizzazione in Europa. Secondo la Commissione, i proventi dell’ETS a livello statale dovrebbero essere reinvestiti nei settori ETS. I contributi dell’industria dovrebbero dunque tornare all’industria, in base a un approccio che vuole incoraggiare chi investe in energia pulita. Gli Stati Membri saranno tenuti a spendere il 50 % delle entrate nazionali dell’ETS per investimenti volti a decarbonizzare i settori ETS.

Gli Stati Membri dovranno quindi destinare una quota maggiore delle entrate derivanti dall’ETS agli investimenti per decarbonizzare i settori dell’ETS per un totale di 100 miliardi di euro di investimenti prima del 2030, secondo i calcoli della Commissione. La proposta di revisione dell’ETS, inoltre, estende il sistema agli inceneritori dei rifiuti, come era emerso negli scorsi giorni.

Per sostenere gli investimenti, la Commissione intende ampliare il sostegno attraverso strumenti quali la Banca per la decarbonizzazione industriale, fornendo 100 miliardi di euro di finanziamenti. In una prima fase, la Banca faciliterà gli investimenti attraverso l’Investment Booster, disponibile fino al 2030 con una 30 miliardi di euro di fondi.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.