Rinnovabili • Ecco l’Electrification Action Plan, il piano che renderà l’Europa il 1° continente “a trazione elettrica” Rinnovabili • Ecco l’Electrification Action Plan, il piano che renderà l’Europa il 1° continente “a trazione elettrica”

Ecco l’Electrification Action Plan, il piano che renderà l’Europa il 1° “elettro-continente”

Attraverso 15 azioni mirate il nuovo piano della Commissione europea mira ad accelerare l'elettrificazione dei consumi. Dalla Proposta di regolamento per bollette a prova di futuro ai nuovi modelli di finanziamento come il leasing sociale. Scarica l'infografica.

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Piano d’azione per l'Elettrificazione
Credits: Unione Europea

Piano d’azione per l’Elettrificazione, il risveglio della bella addormentata

Superare la stasi in cui il vecchio continente si trova ormai da 15 anni e rendere il vettore elettrico la chiave con cui risolvere il trilemma energetico comunitario. Con questo obiettivo in mente la Commissione europea ha presentato stamane il nuovo pacchetto energia, contenente l’atteso Piano d’azione per l’Elettrificazione (Electrification Action Plan). La comunicazione, che si accompagna alla Riforma dell’ETS, presenta 15 interventi mirati per rendere l’Europa “the first electro-powered continent”, ossia il primo continente con consumi elettrificati.

“Il modo migliore per ridurre la dipendenza energetica dell’Europa dai combustibili fossili è alimentare la nostra economia con elettricità proveniente da fonti pulite e autoctone”, ha commentato Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea. “Oggi proponiamo di rendere l’Europa il primo continente al mondo alimentato dall’elettricità […] Diamo il via all’innovazione!”.

Il target 2040 per l’elettrificazione UE

Il primo obiettivo a definire la rinnovata ambizione riguarda proprio il tasso di elettrificazione dei consumi finali di energia, oggi al 23%. E in teoria impostato per raggiungere il 32% entro il 2030. L’Esecutivo UE è pronto a valutare un nuovo target per il 2040, da inserire nel prossimo pacchetto legislativo energia e clima. L’ipotesi al vaglio è un obiettivo indicativo del 46% ma va sottolineato che al momento non c’è nulla di definitivo.

Prima di metterlo nero su bianco, Bruxelles effettuerà una valutazione d’impatto nel quarto trimestre del 2026 e, se inserito nel prossimo pacchetto clima-energia, dovrà in ogni caso superare eventuali modifiche dei legislatori. Ma la Commissione ci crede ed è pronta ad elencare già i principali benefici ottenibili con un simile target. A cominciare da una diminuzione delle importazioni di gas di oltre il 70% e quelle di greggio di oltre il 40%. Il che significherebbe anche riuscire a risparmiare fino a 260 miliardi di euro all’anno sulla bolletta europea, tagliando le emissioni di 2.000 Mt di CO2.

tasso di elettrificazione nelle grandi economie

Ma se per 15 anni il tasso di elettrificazione del Blocco è rimasto pressoché stabile, un motivo c’è. Anzi più di un motivo. Nel complesso i prezzi UE dell’elettricità risultano più elevati di quelli del gas, colpa in larga parte della tassazione nazionale che penalizza il vettore.

Non solo. Elettrificare i consumi significa anche dover sostenere costi iniziali generalmente più elevati rispetto alle tecnologie alimentate a combustibili. E questo vale sia per gli utenti industriali che per le famiglie.

Ultimo fattore, ma non per importanza: il Blocco non è ancora in grado di sfruttare al massimo le soluzioni di flessibilità, a loro volta essenziali per ottimizzare il consumo delle rinnovabili.

Per rimuovere tutti questi colli di bottiglia il Piano d’azione per l’elettrificazione dispone sul tavolo ogni elemento a sua disposizione, da nuove proposte legislative a orientamenti per gli Stati membri.

“Con questo piano, stiamo avviando l’Europa verso la trasformazione nel primo elettrocontinente al mondo”, ha aggiunto Dan Jørgensen, commissario per l’energia e l’edilizia abitativa. “Il messaggio che inviamo oggi è molto chiaro: scegliete l’elettricità al posto dei combustibili fossili. Scegliete gli elettroni verdi, prodotti in casa e più economici, invece delle molecole sporche, importate e costose. Scegliete l’indipendenza invece della vulnerabilità”. 

Regolamento sulle tariffe di rete

Tra gli elementi del piano spicca la nuova proposta legislativa per rendere le bollette “a prova di futuro”. La bozza di regolamento prevede di introdurre nelle tariffe di rete, elementi dinamici che rispecchino le diverse ore del giorno o i giorni della settimana ed elementi legati alla capacità impegnata per spingere i consumatori a ridurre i carichi di picco e a spostare il consumo nei momenti e nei luoghi in cui l’energia è più economica e abbondante.

Per rendere operative tali tariffe, serve un sistema di monitoraggi pronto. Ecco perchè la proposta avanza obblighi minimi di diffusione dei contatori intelligenti:

  • Entro il 2030, almeno il 50% dei clienti finali in ogni Stato membro dovrà disporre di uno smart meter.
  • Entro il 2033 la quota dovrà salire al 75%.

Le tariffe ovviamente non dovranno penalizzare chi fa scelte sostenibili come l’autoconsumo o i servizi di flessibilità. Inoltre il testo apre alla possibilità di creare regimi tariffari speciali per specifiche categorie come le grandi industrie energivore, i data center o le CER.

Secondo la bozza gli Stati membri potranno coprire parzialmente i costi di rete usando fondi statali per abbassare l’importo nelle bollette degli utenti. Ma solo con interventi temporanei e mirati esclusivamente a coprire i costi aggiuntivi dell’accelerazione dell’elettrificazione.

Rimane ovviamente la grande questione della tassazione. La proposta di Regolamento prevede che gli Stati membri adottino un quadro fiscale che incentivi l’elettricità come fonte di energia primaria. Cosa significa? Significa ad esempio applicare obbligatoriamente un “differenziale” sulle accise tra elettricità e gas naturale, impedendo che la prima abbia un’aliquota superiore al secondo. Per l’Italia si tratterebbe di rendere strutturale un lavoro in parte già compiuto con esenzioni e agevolazioni.

Una mano tesa ovviamente al comparto produttivo europeo: per le aziende ad alto consumo di energia, l’elettricità fornita verrà considerata automaticamente idonea a ricevere agevolazioni fiscali specifiche.

In ogni caso la Commissione adotterà specifiche linee guida per creare una metodologia e una struttura comune per las tariffe di rete in tutta Europa. Compresi degli indicatori per misurare quanto le reti dei vari Stati stiano diventando davvero digitali, intelligenti e innovative.

5 azioni pratiche per favorire l’elettrificazione dei consumi

Uno dei comparti più ardui da elettrificare è ovviamente quello industriale, sia in termini di costi che di tecnologie. Non tutti i segmenti infatti si prestano ad abbandonare i combustibili in maniera rapida, come potrebbero fare invece il tessile e l’agrifood il cui potenziale di elettrificazione supera il 90%.

Per aiutare il comparto produttivo comunitario verrà lanciata un’asta P2X finanziata dal Fondo per l’Innovazione e potrebbe anche essere creato un “Gruppo d’Acquisto” per l’energia elettrica (basato su PPA) che aggreghi la domanda delle varie industrie. Laddove, tuttavia, l’elettrificazione non sia la scelta più efficiente per motivi tecnici o geografici, l’UE finanzierà l’uso diretto del calore rinnovabile (come il geotermico ad alta temperatura o il solare termico industriale) abbinato ad accumulatori termici.

Allo stesso tempo si promuoveranno alleanze sul territorio per fare rete. Ad esempio, si incentiverà l’unione tra industrie pesanti, fornitori di servizi energetici e data center per riutilizzare il calore generato dai centri dati. Inoltre un meccanismo da 100 miliardi di euro – incluso l’ETS Investment Booster – sosterrà gli investimenti nell’elettrificazione industriale.

Incrementare la flessibilità di rete

Il Piano d’azione per l’elettrificazione UE ovviamente cerca di tirar dentro tutte le questioni prioritarie. Ecco perché tra gli interventi compare anche la proposta di revisione dei codici di rete relativi ai requisiti per i generatori e per la connessione della domanda nel 2026.

L’obiettivo? Facilitare il demand response e l’integrazione in rete degli accumulatori a batteria, dello stoccaggio termico, del geotermico, dei veicoli elettrici e delle pompe di calore. Il tutto sarà accompagnato da una valutazione approfondita del bisogno di flessibilità della rete per il 2030, 2040 e 2050.

Bruxelles provvederà anche a:

  • lanciare un quadro di riferimento per gli spazi di sperimentazione normativa e i laboratori viventi (living labs) in tutti gli Stati membri, per abilitare nuovi modelli di business vehicle-to-grid (V2G);
  • promuovere l’introduzione della ricarica intelligente come opzione predefinita nei contratti di fornitura elettrica legati ai veicoli elettrici entro la metà del 2027;
  • introdurre entro la fine del 2027 i requisiti V2G per i nuovi veicoli elettrici immessi sul mercato interno dell’Unione a partire dal 2030, inclusi quelli per consentire l’interoperabilità, come i protocolli di comunicazione standardizzati;
  • sostenere lo sviluppo di una metodologia per valutare il potenziale di flessibilità industriale e nei data center entro il 2027.

Le misure per l’elettrificazione del settore edilizio

Non poteva mancare un capitolo dedicato all’elettrificazione del settore edilizio. Gli immobili commerciali e residenziali consumano da soli la metà del gas comunitario, ma sono anche quelli che registrano i progressi più lenti. Il ritardo nel recepimento della Direttiva case Green ne è la prima triste prova. Al contempo sono anche quelli dove il vettore elettrico potrebbe regalare i risultati migliori Basti pensare che sostituire una caldaia a gas con una pompa di calore può ridurre le bollette del riscaldamento domestico dal 20% a oltre il 60%. Anche in questo caso il principale ostacolo sono i costi iniziali e la Commissione suggerisce di applicare una serie di modelli di supporto finanziario per le famiglie a reddito medi-basso come il leasing sociale, i classici incentivi, i prestiti agevolati o finanziamenti in bolletta.

Ma alcuni strumenti saranno disegnati ad hoc. Ad esempio entro il 2027, la Commissione intende introdurre un meccanismo per incentivare i produttori ad aumentare le vendite di pompe di calore e stimolare la concorrenza, riducendo i costi iniziali. Allo stesso tempo verranno promossi pacchetti integrati (ristrutturazione + installazione pompa di calore) attraverso la rete Better Homes Partnerships e verrà adottata una strategia specifica per rispondere alla crescente domanda di raffrescamento efficiente per i cittadini e l’economia. Ma già nell’estate 2026 partirà un’azione pilota da 15 milioni di euro per finanziare fino a 180 piani comunali di riscaldamento e raffreddamento, con l’obiettivo di arrivare a 1.000 piani pronti per investimenti.

Il testo fissa alcuni indicatori di progresso per monitorare il successo di queste politiche, come aumentare il tasso di installazione a circa 4 milioni all’anno entro il 2030.

Piano d’Azione Elettrificazione: la valutazione

Nel complesso il Piano d’Azione per l’elettrificazione tocca tutti i punti importanti e lo fa pensando sia alle necessità delle famiglie che a quelle dell’industria. Ovviamente non si tratta di un atto vincolante ma di quello che nel diritto comunitario è definito strumento di soft law. Una tabella di marcia per i prossimi sforzi. Tuttavia segna in maniera netta la posizione dell’Esecutivo: non arretrare neppure di un passo sull’impegno nella transizione.

Allo stesso tempo però l’approccio poteva essere anche più ambizioso, in particolare sotto il profilo finanziario. Come evidenziato anche dall’EEB la portata del sostegno rimane ben al di sotto di quanto necessario, con una copertura attuale che raggiunge solo una frazione dei comuni europei.

E manca ancora un percorso di implementazione chiaro che allinei le ambizioni a lungo termine con tempistiche e un’attuazione mirata.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.