Lo scopo è garantire benefici economici alle aree prossime alle fonti di energia, incoraggiando la costruzione o il riavvio di centrali elettriche a zero emissioni di carbonio.

Il Governo di Tokyo intende promuovere le energie rinnovabili in Giappone, sovvenzionando fino alla metà dei costi per gli investimenti in fabbriche e data center alimentati da elettricità al 100% priva di emissioni di carbonio.
Il piano per promuovere le energie rinnovabili in Giappone
Il piano del Governo giapponese prevede lo stanziamento di 210 miliardi di yen (1,14 miliardi di euro) in cinque anni a partire dall’anno fiscale 2026. La misura punta a favorire i distretti industriali regionali attraverso sussidi per i siti che producono beni altamente competitivi come semiconduttori, robot industriali e prodotti farmaceutici. Un requisito per accedere ai sussidi è utilizzare elettricità derivata al 100% da fonti rinnovabili o nucleari, comprese tecnologie di nuova generazione come le celle solari a perovskite. Rientrano nella misura anche i piani energetici basati sulla combinazione di energia rinnovabile e uso delle foreste per l’assorbimento dell’anidride carbonica.
La sovvenzione governativa coprirà fino alla metà dell’investimento
Se una fabbrica di nuova costruzione utilizza il 100% di energia rinnovabile e opera in un’area in cui si trova la fonte di energia, la sovvenzione governativa coprirà fino alla metà dell’investimento. Se, invece, la fabbrica si trova al di fuori dell’area della fonte di energia, il tasso di sovvenzione sarà quasi un quinto.
Lo scopo è garantire benefici economici alle aree prossime alle fonti di energia, incoraggiando la costruzione o il riavvio di centrali elettriche a zero emissioni di carbonio. Tokyo vuole anche incrementare la produzione di prodotti che generalmente vengono importati per garantire una maggiore sicurezza economica al Paese e maggiore competitività alle aziende giapponesi. Anche gli operatori di data center che soddisfano gli stessi criteri potranno beneficiare dei sussidi.
Sviluppo di distretti industriali
Inoltre, il piano del Governo punta anche allo sviluppo di distretti industriali. I sussidi potrebbero coprire i costi necessari a trasformare complessi petrolchimici abbandonati in nuovi siti industriali. Il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria e l’Organizzazione Giapponese per il Commercio Estero hanno intenzione di attrarre startup e imprese straniere.
Intorno ai 3,5 miliardi di yen andranno alla proposta di bilancio iniziale per l’anno fiscale 2026, che inizierà ad aprile. A breve sarà possibile presentare le candidature. Oltre a realizzare rapidamente le reti di trasmissione di energia necessarie per i data center, il Giappone vorrebbe anche rendere più accessibile l’utilizzo di acqua per scopi industriali.
Raddoppiare la produzione di energia da fonti rinnovabili in Giappone
Il Giappone vorrebbe arrivare fino al 50% di rinnovabili nel mix energetico nazionale entro l’anno fiscale 2040. L’energia nucleare dovrebbe fornire un altro 20%. Nel 2023 le energie rinnovabili arrivavano al 22,9% e il nucleare all’8,5%. Tuttavia, l’introduzione dell’energia da fonti rinnovabili nell’arcipelago è stata abbastanza lenta.
In base ai dati di Ember, la principale fonte di energia a basse emissioni di carbonio in Giappone è quella solare. Tale quota è quintuplicata dal 2014, attestandosi al 10% della produzione nazionale totale. E infatti il Giappone è il quarto produttore di energia solare al mondo. Al contrario, l‘eolico ha riguardato solo l’1% della produzione nel 2024, nonostante l’enorme potenziale dato dalla geografia. Per questo motivo il Giappone è indietro rispetto al resto del gruppo dei G7, dove l’eolico rappresentava in media l’11% della produzione totale di elettricità.
Come mostra questa analisi, negli ultimi mesi grandi imprese di servizi pubblici come Tokyo Gas e JERA stanno abbandonando o ridimensionando gli investimenti nell’energia pulita, privilegiando quelli all’estero a favore di progetti di gas naturale liquefatto e alte fonti fossili. Ad agosto un consorzio guidato dalla società commerciale Mitsubishi Corp. si è ritirato da un progetto per un parco eolico offshore, lamentando che fosse poco redditizio. Tuttavia, per centrare gli obiettivi il Governo dovrà più che raddoppiare la produzione di energia rinnovabile nel Paese.












