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La settimana normativa: Aree idonee, TAR Abruzzo, DL Bollette

Rassegna e analisi degli ultimi provvedimenti in materia di energie rinnovabili

La settimana Normativa: Aree idonee, TAR Abruzzo, DL Bollette

Aree idonee: attese sugli emendamenti al DL 175

È in corso l’esame parlamentare del decreto-legge n. 175 in materia di Transizione 5.0 e individuazione delle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. Nel corso dell’iter al Senato sono attese proposte di modifica, mentre la Conferenza unificata è convocata per l’espressione del parere sul provvedimento e per l’intesa relativa all’attuazione della direttiva europea sulle rinnovabili.

Nel dibattito parlamentare e nelle audizioni è emersa l’esigenza di rivedere alcuni profili del decreto, in particolare con riferimento alla priorità da attribuire alle aree improduttive o degradate, al riutilizzo di superfici industriali e alla qualificazione delle aree agricole non coltivate.

Sono stati inoltre richiesti chiarimenti sulla definizione di agrivoltaico, con l’introduzione di requisiti più stringenti in termini di configurazione degli impianti e sistemi di monitoraggio, nonché una maggiore coerenza con la normativa in materia di tutela paesaggistica e culturale, prevedendo valutazioni caso per caso.

Ulteriori proposte riguardano l’introduzione di clausole di salvaguardia per i procedimenti autorizzativi già avviati alla data di entrata in vigore del decreto, la revisione dei limiti quantitativi oggi previsti per l’utilizzo delle superfici agricole e la semplificazione del quadro regolatorio per le aree interne agli stabilimenti industriali, al fine di ridurre incertezze applicative. Alcune posizioni critiche hanno evidenziato il rischio che l’attuale formulazione del decreto possa determinare un rallentamento significativo delle nuove installazioni, incidendo negativamente sugli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili e sulla riduzione dei costi energetici.

In questo contesto si inserisce una prima applicazione concreta del nuovo quadro normativo: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha disposto l’annullamento di una valutazione di impatto ambientale positiva precedentemente rilasciata per un impianto agrivoltaico da 13 MW localizzato in Puglia. Il provvedimento è stato adottato con decreto successivo a quello di approvazione originaria, motivato dall’esigenza di garantire il rispetto della disciplina in materia di tutela ambientale e culturale. A seguito dell’entrata in vigore del DL 175, l’area di localizzazione dell’impianto non rientra più tra quelle considerate idonee, determinando la revoca del parere favorevole.

Nel periodo considerato non risultano rilasciate nuove valutazioni di impatto ambientale per progetti solari, mentre nel mese di novembre la capacità complessiva dei progetti fotovoltaici che avevano ottenuto parere positivo era pari a 561,5 MW. L’episodio evidenzia l’impatto immediato del nuovo assetto normativo e rafforza il dibattito in corso sulla necessità di interventi correttivi in sede di conversione del decreto.


Il TAR Abruzzo sulla PAS in zone soggette a Piani attuativi

La recente ricorrenza dedicata al suolo ha riacceso il confronto tra agricoltura e sviluppo delle fonti rinnovabili, coinvolgendo soggetti tradizionalmente favorevoli o contrari alla coesistenza dei due ambiti. Un chiarimento rilevante sul piano giuridico è arrivato dalla sentenza n. 536 del TAR Abruzzo, pubblicata il 28 novembre, che afferma come la normativa nazionale ed europea qualifichi le aree agricole come idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Nel merito, il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato da una società energetica contro il diniego di una procedura abilitativa semplificata (PAS) relativa a un impianto fotovoltaico previsto in zona agricola. Il progetto era stato bloccato dal Comune di Mosciano Sant’Angelo (TE) mediante una declaratoria di improcedibilità, motivata dalla classificazione del terreno come “ambito di trasformazione speciale” nel Piano regolatore generale.

Tale ambito prevede una duplice disciplina: una destinazione d’uso attualmente vigente, coincidente con gli utilizzi consentiti in zona agricola, e una destinazione futura ed eventuale, subordinata all’approvazione di una specifica variante urbanistica attuativa.

Il TAR ha risolto il conflitto tra le due previsioni applicando il criterio dell’efficacia temporale, stabilendo che, in assenza dell’adozione della variante, trova applicazione la disciplina vigente. Ne consegue che l’area mantiene la propria destinazione agricola e resta soggetta agli usi ammessi in tale zona, inclusa la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili.


DL Bollette (e DL Energia): bozza di intervento allo studio per gennaio

È in fase di definizione un nuovo pacchetto di interventi in materia energetica, atteso per il mese di gennaio, che riprende alcuni strumenti già ipotizzati in precedenti schemi normativi e introduce ulteriori misure attualmente in valutazione. Il perimetro dell’intervento include disposizioni su reti elettriche, mercato del gas, data center e meccanismi di rilascio di capacità, affiancate da un insieme di misure di carattere economico e tariffario.

Tra gli obiettivi principali figura una riduzione strutturale degli oneri di sistema elettrici nel periodo 2026-2030, stimata fino a circa 5 miliardi di euro annui, da realizzarsi attraverso la cartolarizzazione della componente Asos. A questa si affiancano interventi mirati a favore delle piccole e medie imprese e delle famiglie in condizioni di vulnerabilità, nonché una revisione dei regimi di incentivazione esistenti e delle modalità di supporto alla produzione rinnovabile.

Un pilastro dell’intervento riguarda la cartolarizzazione della componente Asos, finalizzata a generare uno sgravio pluriennale sugli oneri di sistema. Nell’ambito dello stesso meccanismo è prevista la possibilità, su base volontaria, per gli impianti fotovoltaici incentivati dai primi regimi di Conto Energia, di optare per un’uscita anticipata dal sistema di incentivazione entro la fine del 2026, con effetto dal 1° gennaio 2028, entro un limite massimo complessivo di potenza. L’accesso avverrebbe tramite procedura competitiva, basata su offerte a ribasso rispetto a un valore di riferimento calcolato sugli incentivi residui.

Gli impianti ammessi dovranno realizzare interventi di rifacimento integrale e repowering nel periodo 2028-2030, garantendo un incremento significativo della producibilità rispetto alla media storica; per gli impianti a terra in area agricola l’aumento minimo richiesto è ridotto, fermo restando il divieto di ampliamento della superficie occupata. Gli interventi dovranno impiegare moduli fotovoltaici ad alta efficienza conformi ai requisiti previsti dalla normativa vigente.

Almeno il 50% della potenza risultante dagli interventi dovrà essere valorizzata tramite contratti di lungo termine stipulati su una piattaforma dedicata, mentre sulla restante quota o sull’incremento di produzione sarà possibile accedere a meccanismi di supporto basati su contratti per differenza. Le condizioni economiche, i corrispettivi riconosciuti e le modalità di copertura degli oneri saranno definiti dall’Autorità di regolazione, mentre un decreto ministeriale disciplinerà gli aspetti attuativi e i casi di revoca o decadenza.

Il pacchetto include inoltre misure volte a rafforzare e ampliare la piattaforma nazionale per i contratti PPA, con l’obiettivo di favorire l’accesso anche delle Pmi, attraverso modalità di negoziazione più strutturate e trasparenti, eventualmente assistite da garanzie pubbliche.

Infine, il pacchetto comprende il già noto insieme di norme sulla saturazione virtuale della rete e volto a rendere più operativa la disciplina sulle connessioni, chiarendo i casi di decadenza delle soluzioni rilasciate in assenza di titoli abilitativi, salvaguardando i procedimenti autorizzativi già avviati e affidando all’Autorità di regolazione la definizione delle modalità di restituzione o rimodulazione dei corrispettivi di connessione. L’impostazione complessiva mira a ridurre l’incertezza applicativa, contenere il contenzioso e accompagnare la transizione verso nuove regole di allocazione della capacità di rete.

Attualmente, si sta svolgendo un dialogo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero dell’Economia per definire il nuovo decreto, con particolare attenzione agli aspetti economico-finanziari. È stato chiarito che alcune disposizioni sono già state definite, come quelle riguardanti la saturazione virtuale delle reti e la regolamentazione dei data center, mentre la parte economica è ancora in fase di valutazione congiunta.

Il ministro dell’Ambiente ha dichiarato che il testo non è ancora pronto per essere approvato in Consiglio dei ministri, poiché è necessario completare le verifiche di compatibilità con il bilancio dello Stato, le normative europee e altri vincoli finanziari. Le proposte sono quindi ancora in fase di perfezionamento e non ci sono tempistiche certe per l’adozione.

Riguardo alle osservazioni dell’Autorità di regolazione sui meccanismi di cartolarizzazione degli oneri di sistema, il ministro ha sottolineato che non ci sono posizioni formali da parte dell’organo collegiale dell’Autorità, distinguendo queste valutazioni dalle opinioni espresse individualmente da dirigenti o funzionari. In questo stesso contesto, è stato anche evidenziato che, a seguito delle aste FerX, ci si aspetta un flusso annuale di risorse di circa 450 milioni di euro, che contribuirà a ridurre le bollette energetiche.


FerX transitorio con criteri non di prezzo: assegnati 1,1 GW a 88 progetti, prezzo medio 66,378 €/MWh

Nell’ambito della procedura FerX transitoria, che applica criteri legati alla filiera industriale europea, sono stati assegnati in totale 1,115 GW di nuova capacità fotovoltaica a 88 progetti. Il prezzo medio di aggiudicazione si attesta a 66,378 €/MWh, il che rappresenta un ribasso medio del 27,696% rispetto al prezzo di riferimento. Il prezzo massimo registrato è di 73,00 €/MWh. Rispetto alla prima asta della procedura transitoria, che non seguiva tali criteri e aveva visto un prezzo medio di 56,825 €/MWh, si nota un incremento di circa 10 €/MWh.

Alla chiusura del periodo di iscrizione, sono state presentate 157 domande per oltre 1,85 GW; di conseguenza, circa 750 MW di potenza non sono stati assegnati. Dall’analisi della graduatoria, emerge che solo due impianti superano i 100 MW di potenza nominale.

Il progetto più grande ammesso è un impianto da 180 MW, con un’assegnazione di 144 MW e un ribasso del 27,018%, situato in Sicilia. Il secondo impianto, di dimensioni inferiori, ha una potenza nominale di circa 108 MW, con un’assegnazione di 62 MW e un ribasso del 31,581%, anch’esso in Sicilia. Il prezzo di aggiudicazione più alto è stato attribuito a un impianto di circa 19 MW in Basilicata, con un ribasso del 20,483% per una quota ammessa di 9,4 MW. Per quanto riguarda la distribuzione per classe di potenza, 71 impianti, per un totale di 358 MW, hanno una potenza inferiore a 10 MW; nella fascia 10–50 MW ci sono 13 progetti per 414 MW; oltre i 50 MW, sono stati ammessi 4 progetti per un totale di 343 MW.

È stato specificato che, se la potenza nominale effettivamente riscontrata risulta inferiore a quella dichiarata in fase di iscrizione, la potenza ammessa sarà quella verificata durante l’istruttoria. 

Per gli impianti che sono stati approvati, la cauzione definitiva deve essere presentata entro 90 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie e viene calcolata in base alla potenza autorizzata. A partire dalla data di pubblicazione, inizia anche il termine di 36 mesi per l’entrata in esercizio degli impianti. Le richieste per accedere al meccanismo di supporto devono essere inviate entro 90 giorni dall’inizio dell’attività degli impianti; se questo termine non viene rispettato, si perde il diritto al prezzo di aggiudicazione, si decade dalla graduatoria e si procede all’escussione della cauzione.

Per gli impianti già operativi, il termine inizia dalla data di attivazione della funzionalità informatica pertinente. A coloro che sono stati esclusi dalla graduatoria verrà inviata una comunicazione che spiega le ragioni dell’esclusione.

Rinnovabili • Ivano Saltarell

About Author / Ivano Saltarelli

Partner dello studio Green Horse Legal Advisory di cui è co-responsabile del dipartimento di diritto amministrativo e regolatorio per l’energia. L’avv. Saltarelli ha un’esperienza ventennale nel diritto amministrativo e regolamentare, con particolare attenzione ai settori dell'energia rinnovabile, del gas e delle risorse naturali, nonché nel diritto ambientale. Fornisce regolarmente consulenza a primari investitori nazionali e internazionali, istituzioni pubbliche e private e istituti di credito in relazione a progetti di sviluppo di impianti renewables, a progetti in partenariato pubblico-privato (PPP) e relativi appalti pubblici, a questioni ambientali. L’avv. Saltarelli presta assistenza nei contenziosi amministrativi, anche dinanzi alle giurisdizioni superiori. Dal 2016, tiene lezioni all'Università di Napoli “Federico II” per i corsi di diritto dell'energia. Nel 2020, è stato menzionato tra i migliori avvocati italiani per “Energia e infrastrutture” nel MilanoFinanza Report. Dal 2022 è menzionato come avvocato di riferimento nel settore energetico da The Legal500.
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