La Commissione europea ha presentato il catalogo dell’AccelerateEU al Consiglio informale dell'energia. Al suo interno, misure che i paesi dell'UE possono attuare per ridurre il consumo di petrolio e gas nel breve termine, aumentare la produzione di energia pulita e risparmiare energia.

Ecco il Catalogo AccelerateEU contro la crisi
Imparare dall’esperienza messa in campo da altri Stati membri a partire dalla crisi energetica del 2022 per costruire una risposta nazionale efficiente all’attuale crisi. Nasce con questo obiettivo il catalogo di buone pratiche energetiche della Commissione europea: un campionario di misure efficaci e soprattutto replicabili con cui sostenere consumatori, imprese e sistema energetico in generale.
Sì, perché al netto della maggiore resilienza agli shock energetici raggiunta in questi quattro anni, il Blocco è ancora fortemente vulnerabile e in molti casi i Paesi stanno puntando su misure fiscali generiche, in grado alla lunga di fare più male che bene.
Buone pratiche energetiche replicabili
Il nuovo catalogo, frutto della comunicazione AccelerateEu, è stato presentato oggi 13 maggio 2026 al Consiglio dell’Energia con la speranza di aiutare i ventisette a ridurre i costi energetici nel breve termine, rafforzando al contempo l’indipendenza futura.
“Le misure che abbiamo delineato in questo catalogo – ha spiegato Dan Jørgensen, commissario europeo per l’energia e l’edilizia abitativa – possono essere facilmente replicate nei nostri paesi e mirano a ridurre l’impatto della situazione attuale sia sulle famiglie che sulle imprese, accelerando al contempo la transizione verso un’energia pulita”.
Il documento si focalizza su tre macro aree di intervento:
- la protezione dei consumatori;
- l’accelerazione verso l’efficienza energetica;
- l’incremento degli investimenti nelle tecnologie pulite.
Ma non si tratta di un testo statico. Bruxelles aggiornerà periodicamente il catalogo per includere ulteriori buone pratiche energetiche con cui mitigare gli effetti del conflitto in Medio Oriente. In realtà, buona parte del testo richiama l’attuazione di norme e strumenti già esistenti sulla cui attuazione diversi Stati membri appaiono in ritardo. Ad esempio, si incoraggiano i Paesi a implementare Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici o a dare priorità alle misure di ristrutturazione già previste nei piani nazionali, garantendo finanziamenti stabili e processi amministrativi snelli.
“Accelerando l’attuazione delle norme energetiche UE esistenti, i paesi dell’UE potrebbero ridurre la domanda di gas naturale di 10-15 miliardi di metri cubi all’anno e il consumo di petrolio di 15-20 milioni di tonnellate all’anno”, scrive Bruxelles. Vediamo da vicino le misure per le rinnovabili e l’efficienza energetica.
Sostenere la diffusione delle FER
Una delle soluzioni più immediate è puntare su tecnologie “pulite” già disponibili e facilmente distribuibili. Per accelerare la diffusione, sottolinea l’Esecutivo europeo, è essenziale eliminare gli ostacoli normativi e fornire crediti d’imposta, ammortamenti accelerati o riduzioni dell’IVA e, al tempo stesso, promuovere sistemi modulari e di massa, come il solare da balcone. Per le energie rinnovabili, si suggerisce di designare “zone di accelerazione“, implementare la presunzione di un interesse pubblico prevalente per i progetti e digitalizzare i processi di autorizzazione.
Si torna ovviamente anche a parlare di autoconsumo e delle comunità energetiche. L’obiettivo dovrebbe essere responsabilizzare cittadini, PMI e agricoltori affinché beneficino direttamente della generazione di energia rinnovabile, introducendo tariffe specifiche e fornendo esenzioni dalle tariffe di rete. Guidando il tutto dall’alto con la creazione di uffici o hub nazionali per fornire aiuti tecnici e legali.
Buone pratiche energetiche per i trasporti
Anche intervenire sulla mobilità è considerato essenziale per ridurre la domanda di petrolio. Il catalogo di buone pratiche energetiche consiglia di investire nell’espansione delle reti ferroviarie e offrire abbonamenti nazionali a prezzi scontati o forfettari, così come di favorire la mobilità attiva e condivisa e incentivare temporaneamente l’acquisto di auto, furgoni e camion elettrici.
L’efficienza energetica prima di tutto
Anche l’efficienza energetica, con tutto ciò che comporta, deve avere un ruolo di primo piano. Per Bruxelles è essenziale un approccio multi-livello che combini chiarezza normativa, procedure semplificate e accesso alle informazioni per accrescere la fiducia degli investitori. Tra le misure suggerite, quella di richiedere alle aziende di dare seguito agli audit energetici implementando misure ad alto impatto con tempi di ammortamento rapidi (ad esempio inferiori a 3 anni).
Gli Stati membri dovrebbero, inoltre, utilizzare mappature chiare e una pianificazione coordinata a tutti i livelli di governance, inclusi i Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici e i Piani locali di riscaldamento e raffreddamento, per delineare il fabbisogno di investimenti a lungo termine. Vengono inoltre proposti interventi come la riduzione dell’aliquota IVA sui lavori di ristrutturazione, ammortamenti accelerati per le imprese e la possibilità di compensare i costi di investimento con la tassazione immobiliare.
Il Demand Response
Un capitolo è riservato espressamente alla gestione della domanda (Demand Response). Per rendere il sistema resiliente, scrive la Commissione UE, è necessario implementare contatori intelligenti, reti smart e tariffe di rete favorevoli al sistema che premino chi riduce il consumo nei picchi di domanda. E dovrebbero essere introdotti programmi che includano prezzi dinamici e premi finanziari per consumatori e imprese.












