Uno studio dell'Università di Adelaide rivela la complessa dinamica tra shock del prezzo del carburante e tariffe aeree, tra strategie di hedging e fluttuazioni della domanda

Tariffe aeree, quanto incide l’aumento del petrolio?
Il costo del petrolio sale e di conseguenza anche i biglietti aerei costano di più. E’ una verità o un falso abbinamento? Una ricerca dell’Università di Adelaide pubblicata su “Research in Transportation Economics” ha scardinato il binomio tra costi del cherosene e tariffe aeree, evidenziando il ruolo cruciale della natura degli shock di mercato e delle strategie di gestione del rischio delle compagnie. Infatti, per gli analisti della mobilità e gli esperti di economia del trasporto aereo, la realtà è decisamente più stratificata.
Quanto pesa il carburante
Secondo lo studio australiano, il carburante per aerei incide mediamente tra il 25% e il 40% delle spese operative totali di una compagnia aerea. Ma la ricerca dimostra anche che la relazione tra questi due fattori non è così immediata come si potrebbe pensare. Lo studio, focalizzato sul mercato australiano (dove il 90% del cherosene è importato), ha analizzato i dati del Bureau of Infrastructure and Transport Research Economics suddividendo le tariffe in tre categorie:
- business
- economy
- scontate
La prima conclusione e principale è che la causa dello shock del prezzo è molto più influente della variazione del prezzo in sé.
La resilienza agli shock dell’offerta
Contrariamente alle aspettative, eventi collegati a guerre, disastri naturali o interruzioni delle filiere hanno un impatto diretto limitato sui prezzi dei biglietti nazionali. Questo perché le compagnie aeree riescono spesso ad attenuare questi picchi attraverso sofisticate strategie operative: coperture dei rischi (fuel hedging), contratti di fornitura a lungo termine e flessibilità gestionale. Tradotto: chi compra un biglietto non percepisce immediatamente l’instabilità geopolitica nel costo del volo, poiché il vettore ha messo in atto una serie di misure che ammortizzano l’impatto.
Quando l’economia spinge i prezzi
Al contrario, quando il contesto macroeconomico è favorevole, la domanda di viaggi (specialmente d’affari) aumenta, garantendo alle compagnie un margine di manovra superiore per incrementare i prezzi senza perdere volumi di traffico. Ecco che la domanda aggregata legata a fasi di forte crescita economica, ha un effetto molto più marcato sulle tariffe di classe business ed economy.
Accumulo di carburante
Esiste poi ancora un’altra condizione, che si verifica quando gli attori di mercato iniziano ad accumulare petrolio per timore di carenze future o rischi climatici. Sono proprio questi shock, sostengono gli australiani, a creare destabilizzazione perché possono ridurre le tariffe business nel breve termine a causa dell’incertezza dei budget aziendali, ma contemporaneamente fanno salire i prezzi dei biglietti scontati a causa della corsa dei consumatori verso le opzioni più economiche.
Sfide della transizione
Comprendere come le tariffe reagiscono alle fluttuazioni dei costi è essenziale per calibrare le politiche sui carburanti sostenibili per l’aviazione e l’introduzione di eventuali tasse sul carbonio, chiamate carbon pricing. Se le compagnie possono assorbire shock dell’offerta attraverso queste misure, allora la transizione verso combustibili più costosi ma meno inquinanti, il SAF per l’appunto, potrebbe richiedere strategie di prezzo ancora più flessibili per non gravare esclusivamente sull’utente finale.












