Rinnovabili • Caro carburanti e trasporto aereo, perché il prezzo del biglietto non segue (sempre) quello del petrolio Rinnovabili • Caro carburanti e trasporto aereo, perché il prezzo del biglietto non segue (sempre) quello del petrolio

Caro carburanti e trasporto aereo, perché il prezzo del biglietto non segue (sempre) quello del petrolio

Uno studio dell'Università di Adelaide rivela la complessa dinamica tra shock del prezzo del carburante e tariffe aeree, tra strategie di hedging e fluttuazioni della domanda

Google Aggiungi Rinnovabili tra i preferiti su Google
Una ricerca dell'Università di Adelaide pubblicata su
Fonte immagine Pixabay

Tariffe aeree, quanto incide l’aumento del petrolio?

Il costo del petrolio sale e di conseguenza anche i biglietti aerei costano di più. E’ una verità o un falso abbinamento? Una ricerca dell’Università di Adelaide pubblicata su “Research in Transportation Economics” ha scardinato il binomio tra costi del cherosene e tariffe aeree, evidenziando il ruolo cruciale della natura degli shock di mercato e delle strategie di gestione del rischio delle compagnie. Infatti, per gli analisti della mobilità e gli esperti di economia del trasporto aereo, la realtà è decisamente più stratificata.

Quanto pesa il carburante

Secondo lo studio australiano, il carburante per aerei incide mediamente tra il 25% e il 40% delle spese operative totali di una compagnia aerea. Ma la ricerca dimostra anche che la relazione tra questi due fattori non è così immediata come si potrebbe pensare. Lo studio, focalizzato sul mercato australiano (dove il 90% del cherosene è importato), ha analizzato i dati del Bureau of Infrastructure and Transport Research Economics suddividendo le tariffe in tre categorie:

  • business
  • economy
  • scontate

La prima conclusione e principale è che la causa dello shock del prezzo è molto più influente della variazione del prezzo in sé.

La resilienza agli shock dell’offerta

Contrariamente alle aspettative, eventi collegati a guerre, disastri naturali o interruzioni delle filiere hanno un impatto diretto limitato sui prezzi dei biglietti nazionali. Questo perché le compagnie aeree riescono spesso ad attenuare questi picchi attraverso sofisticate strategie operative: coperture dei rischi (fuel hedging), contratti di fornitura a lungo termine e flessibilità gestionale. Tradotto: chi compra un biglietto non percepisce immediatamente l’instabilità geopolitica nel costo del volo, poiché il vettore ha messo in atto una serie di misure che ammortizzano l’impatto.

Quando l’economia spinge i prezzi

Al contrario, quando il contesto macroeconomico è favorevole, la domanda di viaggi (specialmente d’affari) aumenta, garantendo alle compagnie un margine di manovra superiore per incrementare i prezzi senza perdere volumi di traffico. Ecco che la domanda aggregata legata a fasi di forte crescita economica, ha un effetto molto più marcato sulle tariffe di classe business ed economy.

Accumulo di carburante

Esiste poi ancora un’altra condizione, che si verifica quando gli attori di mercato iniziano ad accumulare petrolio per timore di carenze future o rischi climatici. Sono proprio questi shock, sostengono gli australiani, a creare destabilizzazione perché possono ridurre le tariffe business nel breve termine a causa dell’incertezza dei budget aziendali, ma contemporaneamente fanno salire i prezzi dei biglietti scontati a causa della corsa dei consumatori verso le opzioni più economiche.

Sfide della transizione

Comprendere come le tariffe reagiscono alle fluttuazioni dei costi è essenziale per calibrare le politiche sui carburanti sostenibili per l’aviazione e l’introduzione di eventuali tasse sul carbonio, chiamate carbon pricing. Se le compagnie possono assorbire shock dell’offerta attraverso queste misure, allora la transizione verso combustibili più costosi ma meno inquinanti, il SAF per l’appunto, potrebbe richiedere strategie di prezzo ancora più flessibili per non gravare esclusivamente sull’utente finale.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.