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Auto elettriche “usate” come batterie mobili? Per l’Italia risparmio da 36 miliardi di euro

Uno studio di T&E e Fraunhofer ISI svela l'impatto della ricarica bidirezionale: bloccare la transizione costerà all'Italia 4,7 miliardi in combustibili fossili e richiederà nuove centrali di riserva in Europa

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Auto elettriche
Immagine creata con IA

Auto elettriche e V2G, un “affare” da non perdere

Immaginare un tempo in cui le auto elettriche diventeranno un sistema di accumulo mobile, può sembrare molto lontano, ma potremmo ricrederci. Se è vero che in Italia, la penetrazione di BEV è ancora modesta rispetto al trend europeo, la tecnologia sviluppata dai produttori di auto e batterie è già pronta.

Il sistema Vehicle-to-Grid (V2G), ovvero la ricarica bidirezionale, consente di trasformare le auto elettriche in vere e proprie “batterie su quattro ruote“: quando sono ferme e collegate ad una spina, possono cedere l’energia accumulata e metterla a disposizione per altri dispositivi o per la rete. Ecco, questa tecnologia potrebbe ridurre anche il fabbisogno di sistemi di accumulo stazionari fino a 72 GW.

Auto elettriche e V2G, risparmio da 36 miliardi di euro

A metterlo nero su bianco è un nuovo, dettagliato studio commissionato da Transport & Environment (T&E) e condotto dal prestigioso istituto di ricerca tedesco Fraunhofer ISI, secondo il quale questo si tradurrebbe in un risparmio fino a 36 miliardi di euro in termini di investimenti infrastrutturali. Lo studio di T&E arriva in un momento in cui a Bruxelles, l’associazione dei costruttori europei (ACEA) sta facendo pressione per un allentamento degli obiettivi di riduzione della CO₂ per le nuove auto e la politica avanza proposte in tal senso.

Ma, il passo indietro, cioè essere più morbidi sul versante emissioni climalteranti, porterebbe a ridurre il numero di BEV sulle strade d’Europa. La stima di T&E è di 49 milioni di elettriche in meno entro il 2040. Meno BEV in circolazione, significa più auto endotermiche in strada. Il conto da pagare per l’Unione Europea sarebbe di 28 miliardi di euro all’anno in più per l’acquisto di combustibili fossili. Di questi, circa 4,7 miliardi graverebbero solo sulle tasche dell’Italia.

Auto elettriche e V2G: lo scenario

Il V2G funziona secondo un principio di logica elementare: l’auto assorbe energia quando c’è abbondanza di sole e vento (e i prezzi sono bassi) e la reimmette in rete durante i picchi di consumo serali. Se tagliamo il numero di auto elettriche, come dicevamo, tagliamo questa importante riserva di flessibilità mobile. Per compensare questo gap, secondo T&E, l’Europa si troverebbe costretta a:

  • Aumentare di un terzo la capacità di riserva elettrica (+13 GW).
  • Costruire l’equivalente di circa 150 centrali elettriche di picco, impianti che si accendono solo quando la domanda tocca i massimi storici.

Insomma, possibile che pur di non produrre auto elettriche, l’Europa si condannerebbe a costruire nuove centrali fossili? Sembra davvero un controsenso logico ed economico.

Spreco di energia rinnovabile

Secondo l’analisi di T&E e del noto istituto di ricerca tedesco, il rallentamento della mobilità elettrica sarebbe un colpo anche per il settore delle rinnovabili. Infatti, senza milioni di batterie mobili delle auto pronte a stoccare l’energia nei momenti di massima produzione, investire nel fotovoltaico potrebbe essere anche meno conveniente.

Se passassero le richieste di ACEA, tra il 2025 e il 2040 verrebbe installato il 37% in meno di nuovi impianti solari (-51 GW) nell’UE. Non solo: l’Europa rischierebbe di perdere 6 TWh di energia pulita ogni anno entro il 2040, l’equivalente del consumo di 1,5 milioni di famiglie. Energia che eolico e fotovoltaico produrrebbero, ma che verrebbe letteralmente buttata, perché mancano i contenitori in cui metterla.

Meno rinnovabili e più spese per infrastrutture

Le richieste di ACEA porterebbero a disperdere il 25% in più di energia rinnovabile rispetto allo scenario con gli attuali obiettivi sulle emissioni. A questo scenario si aggiunge la mazzata sulla rete di distribuzione: 4 miliardi di euro all’anno in più a livello europeo per potenziare cavi e trasformatori, che dovranno sopportare carichi più pesanti non potendo più contare sul bilanciamento locale offerto dalle auto.

La strada da seguire: obblighi chiari e target fermi

Mentre Bruxelles raccomanda all’Italia di accelerare su rinnovabili, reti e sistemi di accumulo, indebolire gli standard europei sulle emissioni delle auto andrebbe nella direzione opposta“, commenta duramente Esther Marchetti, Clean Transport Manager di T&E Italia. “L’Italia non può permettersi di rallentare la transizione: i trasporti dipendono ancora per oltre il 90% dai combustibili fossili. Mantenere obiettivi ambiziosi sulle emissioni è essenziale non solo per decarbonizzare il trasporto, ma per trasformare l’intero sistema energetico“.

Per abilitare questa rivoluzione, però, serve un ultimo tassello normativo. Oggi la maggior parte delle auto elettriche sul mercato non è tecnicamente compatibile con il V2G. Per questo T&E chiede che il futuro regolamento “Automotive Omnibus” dell’UE introduca un obbligo chiaro: tutti i nuovi veicoli elettrici dovranno essere dotati di caricatori bidirezionali e interoperabili entro il 2032.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.