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Byd Dolphin Surf, la city car elettrica ideale?

La più piccola di casa BYD, inferiore ai 4 metri di lunghezza, buono spazio interno, ottimo sprint con la batteria più grande. Scopriamo pregi e difetti

Byd Dolphin Surf, la city car elettrica ideale? Le ragioni per comprarla
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Dolphin Surf la piccola cinese che piace agli italiani

E’ una delle piccole elettriche che si vedono di più sulle strade italiane. E i motivi sono molteplici. Noi di Rinnovabili abbiamo testato la BYD Dolphin Surf per capire cosa piace e cosa non ci piace di questa piccola BEV, tra le più vendute in Italia.

5 ragioni per comprarla: il prezzo

Iniziamo dal prezzo di listino. Si parte con una base al di sotto dei 20mila euro che per un’elettrica è già una buona occasione. Infatti, in giro non ci sono molte auto a batteria con prezzi alla portata del ceto medio. Anche perché spesso, le dimensioni di queste piccole elettriche sono ideali come seconda vettura.

Tra le auto elettriche low cost ci sono l’evergreen Dacia Spring, a 17.900 euro, poi Leapmotor T03 e la DR 1.0 EV entrambe con un prezzo base di 18.900 euro. A seguire la nuovissima Renault Twingo, ed infine in sesta posizione la Dolphin Surf.

Dolphin Surf
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Le ragioni per comprarla: le dimensioni

Dolphin Surf è un segmento A di 3,99 metri, larga poco più di 1 e 70 metri e alta circa 1 e 60. Per la città, noi l’abbiamo testata a Roma, è veramente un’auto ad hoc. Le dimensioni compatte però, non limitano il comfort di guida. Chi scrive è alto 1,85 ed è stato molto confortevole il periodo di test drive. All’interno lo spazio è buono, anche sui sedili posteriori si sta bene anche se è omologata per 4 persone. Il bagagliaio è ovviamente limitato, con 316 litri di capacità minima a disposizione e senza il cosiddetto frunk sotto al cofano. Insomma, per fare la spesa domenicale, mettere due piccole valigie per un weekend fuori porta, va più che bene, ma non si può chiedere di più.

Le ragioni per comprarla: la spinta

E’ piccola, ma ha un ottimo sprint. Nella versione che abbiamo testato la propulsione è decisamente molto buona, l‘effetto stacco al semaforo è garantito. Si guida bene ed il volante tiene bene le curve, non ha quell’effetto soft che confonde sulla tenuta di strada e dà incertezza nella guida. Nel test di Rinnovabili abbiamo provato la Dolphin Surf con la batteria più grande 43 kWh invece che quella da 30 con 155 cv di potenza. Ormai è uno standard sulle BEV, la scelta della modalità di guida Eco, Normale e Sport che dosa la potenza ed incide sul freno motore quindi sulla frenata rigenerativa della batteria. Per quanto riguarda i consumi, nel test di febbraio con una temperatura media di 8/10 gradi abbiamo consumato 14,5 kWh per 100 km per un’autonomia complessiva inferiore ai 300 km.

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Le ragioni per comprarla: il design interno

Difficile trovare un’auto elettrica, piccola, a questo costo con tanta cura nei dettagli interni e qualità dei materiali. Belle le linee, il disegno della plancia, il pannello ondulato, il tunnel centrale, tutto il materiale usato è molto gradevole al tatto. Anche il volante è funzionale, solido, con i comandi giusti da utilizzare riducendo la distrazione. Interessante la scelta del selettore di marcia dalla forma cilindrica sotto al monitor centrale. All’inizio poco pratico, poi ci si fa l’abitudine, anche se la disposizione del selettore di marcia è un problema comune a molte elettriche. Utile anche il portaoggetti centrale e la ricarica magnetica per lo smartphone.

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Cosa non ci piace

L’infotainment è ricco di opzioni ed il monitor si gira in orizzontale e verticale, uno standard per BYD, ma all’interno delle tante opzioni disponibili ci sono delle mancanze: ad esempio il climatizzatore non è automatico, quindi non si può impostare la temperatura in estate ed inverno. Altre invece non sono facilmente selezionabili a livello touch perché i caratteri o icone sono troppo piccoli.

Infine nel bagagliaio non ci sono luci, per cui di sera, senza un’illuminazione artificiale nelle vicinanze non si vede nulla. Piccole accortezze che l’avrebbero resta una city car perfetta.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.