Mamone Capria: “trasformiamo i porti del sud italia in hub d’eccellenza per competere nel mercato d’europa”

“Un ecosistema competitivo e integrato per l’eolico offshore è una realtà già operativa”
“L’Italia ha davanti a sé un’opportunità industriale senza precedenti, ma per coglierla dobbiamo trasformare i nostri porti del Sud in veri e propri motori della transizione energetica. Il modello francese di Port-La Nouvelle ci dimostra che un ecosistema competitivo e integrato per l’eolico offshore non è solo utopia, ma una realtà già operativa“.
“Dobbiamo prendere spunto da ciò per sbloccare la nostra filiera, unendo la produzione dell’acciaio a Taranto con la cantieristica nei porti meridionali, le capacità di ingegneria navalmeccanica e di logistica per costruire una piattaforma industriale che garantisca riconversione lavorativa realizzando i progetti di rinnovabili dal mare che aiuteranno l’Italia nella sicurezza e l’indipendenza energetica”: è quanto ha affermato Fulvio Mamone Capria, Presidente di AERO (Associazione Energie Rinnovabili Offshore), nel suo intervento alla tavola rotonda “Tra transizione energetica e transizione industriale”, svoltasi il 27 maggio a Roma e promossa dal Propeller Club Port of Roma in collaborazione con Confitarma, che ha riunito i principali attori istituzionali, politici e industriali per fare il punto sul futuro della filiera eolica marina nel rilancio dei porti industriali italiani.
Al centro del dibattito, moderato dal Presidente del Propeller Club Port of Roma, Donato Caiulo, è emerso il ruolo nevralgico delle infrastrutture portuali. Per dare concretezza alla visione di un’Italia protagonista nel panorama europeo è stato proiettato un video esclusivo di Euroports realizzato al porto di Port-La Nouvelle, nella regione meridionale francese.
Francia leader nei porti per l’eolico offshore
Lo scalo rappresenta oggi uno dei massimi esempi europei di hub strategico interamente ripensato per la costruzione, l’assemblaggio e il varo delle piattaforme eoliche offshore. Un modello di efficienza logistica e industriale che, secondo AERO, l’Italia può e deve replicare adattandolo alle straordinarie potenzialità dei propri scali centro-meridionali, da Civitavecchia a Taranto, da Oristano ad Augusta, da Vasto a Brindisi.
“Con una pipeline nazionale dal potenziale enorme e i primi 2,3 GW di progetti già autorizzati in V.I.A. possiamo disegnare un nuovo futuro per l’industria energetica e il cluster marittimo. Accanto ai notevoli volumi di produzione energetica nascerà una nuova filiera di sviluppo con ricadute socio economiche enormi per il Mezzogiorno. Leggiamo con ottimismo l’impegno del Mase a voler incontrare a giugno le associazioni di categoria e una rappresentanza di sviluppatori di eolico offshore affinché si possa, tutti insieme, concordare il miglior percorso per dare forza al decreto FER2 con l’attuazione delle aste incentivanti”, ha concluso Mamone Capria.











