All'IAA Mobility di Monaco, Rinnovabili ha intervistato Federico Scopelitti, Amministratore Delegato di Leapmotor Italia, per capire meglio strategia, risultati e prospettive del marchio

E’ uno dei nuovi brand automobilistici arrivati in Italia, solo nell’ultimo anno. E che sta facendo parlare di sé, grazie alla partnership con Stellantis. Si chiama Leapmotor, il marchio cinese portato in Europa in joint-venture con Stellantis. A Monaco di Baviera, all’IAA Mobility 2025, ha portato in esposizione il suo terzo modello: la B10, terza auto elettrica del marchio, un SUV compatto, basato su una nuova piattaforma modulare che guarda ad un comodo uso familiare.
All’interno e fuori dalla fiera tedesca, Leapmotor ha portato anche la C10, la più grande di casa, un SUV elettrico, disponibile anche in versione ibrida plug-in REEV (Range Extended Electric Vehicle) che ha ottenuto 5 stelle nei test di sicurezza Euro NCAP.
Poi c’era la piccola di casa, T03, una city car elettrica compatta, dal prezzo ultra-competitivo, che con il bonus elettrico 2025, si potrà portare a casa con meno di 5mila euro. Infine, in anteprima mondiale la B05, una sport C-hatchback segmento C dall’aspetto fortemente sportivo, progettata per le nuove generazioni di “trendsetter” urbani, che arriverà in Europa nel 2026.
Abbiamo parlato di tutto questo, con Federico Scopelliti, appassionato Ammnistratore delegato di Leapmotor Italia, che a Rinnovabili ha spiegato tutto quello che sta accadendo ed accadrà in casa.
Leapmotor è in Italia da poco tempo. Come sta andando il percorso nel nostro mercato?
Siamo un brand giovane: la fase di rodaggio è iniziata circa un anno fa, ma l’attività vera e propria è partita a gennaio. In otto mesi abbiamo già raggiunto risultati significativi: ad agosto Leapmotor era il sesto marchio elettrico in Italia. Questo è stato possibile grazie alla joint venture con Stellantis, che ci ha permesso di unire la nostra tecnologia e il prodotto sviluppato in Cina con la rete di distribuzione e l’esperienza di Stellantis. In pochi mesi siamo arrivati a 125 punti vendita, un traguardo che ci garantisce una presenza capillare sul territorio. Per il cliente questo significa sicurezza, disponibilità di ricambi attraverso i magazzini Stellantis e, soprattutto, la credibilità di avere un grande gruppo alle spalle. Stellantis non ha solo collaborato con Leapmotor, ma ha investito 1,5 miliardi per acquisire il 20% del capitale: è una strategia chiara e di lungo termine.

La sostenibilità è un tema centrale per i lettori di Rinnovabili. Leapmotor come si sta muovendo sui binari della sostenibilità?
Leapmotor nasce come brand 100% elettrico ed elettrificato: questo è il nostro DNA. Abbiamo modelli puramente elettrici e altri con tecnologia Range Extended, che definirei un “super ibrido”. Non si tratta però di un tradizionale motore termico che muove le ruote quando la batteria si scarica: nelle nostre vetture la trazione resta sempre elettrica, con il motore a combustione che entra in gioco soltanto come generatore. È un approccio diverso dagli altri marchi orientali che portano in Italia anche modelli a benzina o ibridi convenzionali. Leapmotor sarà sempre un brand 100% elettrico semplicemente perché quasi il 70% delle vetture viene sviluppato e prodotto al proprio interno, anche le batterie, quindi la componente di ricerca e sviluppo. La nostra visione è chiara: Leapmotor sarà sempre un brand NEV (New Energy Vehicle), con una forte predominanza di elettrico puro.
Attualmente avete tre modelli in gamma. Come si posizionano sul mercato italiano?
La nostra offerta copre poli opposti. Da un lato c’è la T03, city car 100% elettrica, che oggi è la vettura elettrica più venduta in Italia. Dall’altro c’è il C-SUV C10, lungo 4,70 metri, pensato per famiglie e lunghi viaggi. In mezzo stiamo inserendo la B10, un modello perfettamente in linea con la domanda italiana: è un C-SUV compatto, il segmento più richiesto dal nostro mercato, ideale per giovani famiglie, coppie e chi cerca spazio senza rinunciare alla versatilità, per cui è una vettura che va a prendere un bacino di clientela molto alto
La piccola T03 sembra avere un grande successo. È una city car pensata esclusivamente per l’uso urbano?
Nasce come vettura da città, ma offre molto di più. Nonostante le dimensioni compatte, l’abitabilità è vicina a quella di un segmento B. È dotata di dieci sistemi di assistenza alla guida, cruise control adattivo, rilevamento dell’angolo cieco, tetto panoramico e una dotazione di serie molto completa. Il prezzo di listino parte da 15.900 euro, senza vincoli di finanziamento o permute, e con gli incentivi potrebbe scendere fino a 4.900 euro. Parliamo di una city car che in uso urbano può raggiungere i 400 km di autonomia reali: molti clienti ci raccontano di percorrenze addirittura superiori rispetto ai dati dichiarati.
Quindi possiamo dire che la T03 ha superato anche i principali competitor, come Dacia Spring?
Sì, non solo la Dacia Spring, ma anche modelli come la BYD Dolphin Surf. Nei primi otto mesi dell’anno abbiamo immatricolato circa 2.000 unità, confermandoci leader nel segmento delle city car elettriche.
E per il futuro? Oltre alla B10, quali saranno le prossime novità?
Nel terzo semestre del prossimo anno arriverà la B05, una coupé sportiva di segmento C. È una hatchback con linee da crossover, molto spaziosa ma rivolta a una clientela giovane e dinamica, che cerca uno stile più aggressivo rispetto ai SUV tradizionali. L’obiettivo resta quello di mantenere il miglior rapporto qualità-prezzo del mercato, offrendo un prodotto premium ma accessibile.












