Rinnovabili • Temporali e auto elettriche: scollegare la presa oppure no? Rinnovabili • Temporali e auto elettriche: scollegare la presa oppure no?

Temporali e auto elettriche: scollegare la presa oppure no?

Dalla ricarica domestica con wallbox alle colonnine pubbliche: rischi da sovratensione, dispositivi di protezione SPD e coperture assicurative in caso di fulmini

Google Aggiungi Rinnovabili tra i preferiti
Temporali e auto elettriche: scollegare la presa oppure no?
Immagine Depositphotos

Fulmini mentre ricarichiamo l’auto: cosa è meglio fare?

E se fulmini e temporali fossero un pericolo per l’auto elettrica in fase di ricarica? L’estate volge al termine, e nella fase di transizione dall’estate all’autunno, il maltempo è più frequente, motivo per cui la domanda è lecita. Fino ad oggi la “letteratura” sulle BEV non riporta questo tipo di problema, ma solo gli incendi delle batterie, tema che abbiamo affrontato in questo articolo, (comprese le fake news connesse). Nelle nostre case, quando si verificano episodi temporaleschi siamo abituati a scollegare alcuni dispositivi attaccati alle prese di corrente: computer, tv, modem e altro ancora. Ma se stiamo ricaricando anche la nostra auto a batteria, è il caso di scollegarla per sicurezza o è protetta?

Come proteggere i dispositivi collegati alla rete

Scollegare il modem, il computer o il televisore è un gesto automatico che molti di noi eseguono durante un temporale per evitare che si brucino nel caso di sbalzi di tensione, provocati dall’enorme quantità di energia elettrica liberata dai fulmini, che possono interferire con la rete. Durante i fenomeni temporaleschi i picchi di sovratensione possono bruciare all’istante i circuiti stampati o fondere i trasformatori dei vari dispositivi collegati alla presa della corrente; a questo si aggiungono i continui cali di tensione che affaticano i motori elettrici provocando surriscaldamenti o usura precoce. Insomma, la regola generale è quella di fare attenzione durante i temporali violenti, e la prevenzione migliore rimane scollegare fisicamente le spine degli apparecchi dalla presa a muro.

Un altro stratagemma per elevare il livello di sicurezza è quello di proteggere i dispositivi installando delle multiprese filtrate con protezione da sovratensione, gruppi di continuità, i cosiddetti UPS, o ancora installare nel quadro elettrico di casa un dispositivo SPD di scarico della sovratensione. Ma veniamo al dilemma del nostro articolo: cosa fare con l’auto elettrica in ricarica?

Ricarica auto elettrica in casa

Sicuramente tutto dipende dal livello di protezione della casa in cui stiamo ricaricando il veicolo a batteria. Ovvero se gli impianti elettrici non sono realizzati a regola d’arte rispettando la normativa, con un sistema di messa a terra di ottima qualità, allora il rischio esiste. Ma cerchiamo di capire meglio, quali sono i pericoli più elevati.

Sicuramente, quello da non fare è attaccare la BEV ad una presa di corrente Schuko, perché le prese tradizionali non sono strutturate, né protette per carichi continuativi e sovratensioni nel caso di eventi di fulminazione. Ma se l’auto fosse collegata ad una wallbox?

Wallbox sicura?

Alcune wallbox includono protezione contro le sovratensioni e interrompono l’alimentazione se viene rilevata un’anomalia. In linea teorica anche le BEV sono dotate di dispositivi di sicurezza per prevenire danni causati da corrente e tensione anomale. Ma se dovesse cadere un fulmine nelle immediate vicinanze del luogo di ricarica, è molto probabile che il sistema protettivo di wallbox e auto, non riescano comunque ad arginare la sovratensione che si genererebbe. Per sicurezza, meglio interrompere il flusso di corrente, per riprendere non appena la situazione più violenta è passata.

Ricarica auto elettrica: cosa dice la normativa

Nel nostro Paese la realizzazione degli impianti elettrici per la ricarica dei veicoli è regolata principalmente dalla Norma CEI 64-8 (in particolare la Sezione 722) e dal DM 37/08 che impone il rilascio della Dichiarazione di Conformità. Quel che la normativa vieta è di collegare la ricarica domestica ad una presa di corrente o al circuito dell’abitazione, ma la linea deve essere dedicata e partire dal quadro elettrico principale fino al punto di ricarica.

Sul versante sicurezza, la norma richiede di installare uno scaricatore di sovratensione a protezione della linea di ricarica. Infatti l’SPD intercetta i picchi di tensione scaricando l’energia in eccesso direttamente a terra prima che possa raggiungere la wallbox e la batteria dell’auto. Tutto il lavoro deve essere eseguito da un elettricista in grado di rilasciare la DiCo, il documento legale che attesta che la wallbox e i relativi dispositivi di protezione da sovratensione e cortocircuito sono stati installati a norma di legge. Ma anche di fronte ad un lavoro perfetto, resta l’imprevedibilità dei fulmini, motivo per cui il 100% della protezione è garantita solo dal gesto più elementare: staccare la spina di corrente.

Cosa accade nelle stazioni di ricarica pubbliche

Nel caso della ricarica presso stazioni pubbliche, lo standard di sicurezza è anche più rigoroso e comporta un sistema di sicurezza più elevato contro le sovratensioni rispetto alla ricarica domestica. I produttori di hub di ricarica integrano dispositivi di protezione per salvaguardare le proprie apparecchiature. Ad esempio l’italiana Alpitronic, leader in Europa nella produzione di sistemi pubblici di ricarica ha sistemi di protezione di Classe 1, 2 e 3 che insieme all’ottima messa a terra porta al massimo la sicurezza. Sebbene sia estremamente raro a causa delle rigide normative internazionali (IEC 61851 per i sistemi di ricarica e IEC 62305 per la protezione dai fulmini), una scarica diretta di eccezionale violenza può superare la capacità di assorbimento degli SPD industriali. Il rischio zero per l’auto – come detto in caso di ricarica casalinga – non è possibile.

Come si comporta l’assicurazione auto

Se l’auto venisse “colpita” da un fulmine che brucia le schede elettroniche o la batteria responsabile della trazione, sicuramente la sola garanzia RCA non copre nulla. Essendo una copertura assicurativa di base, da sola non risponde dei danni al veicolo, quindi dei danni di riparazione che potrebbero essere davvero molto onerosi. Per essere al riparo da questa remota eventualità bisogna attivare l’opzione assicurativa che copre dai danni provocati da eventi naturali, ma controllando che ci sia una voce specifica relativa a fulminazione o scarica elettrica atmosferica, inclusa tra gli eventi atmosferici.

E’ molto importante prestare attenzione alla voce relativa ai danni provocati da sovratensioni all’impianto elettrico avvenuti durante la fase di ricarica, alle franchigie per lo scoperto, alla percentuale di risarcimento per la batteria. Insomma, le variabili possono essere tante, ed è buona regola, pretendere un preventivo minuzioso da parte della compagnia assicurativa per sentirsi tutelati al massimo. Infatti, pur avendo attivato una copertura assicurativa di buon livello, potrebbe non essere sufficiente a coprirci anche da questo raro, ma possibile evento nocivo.

Rinnovabili •

About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.