Al 30 giugno 2025 sono 57.915 le colonnine installate, il 5,16% in più rispetto al trimestre precedente

Quanti sono i punti di ricarica per le auto elettriche? E quanti sono attivi? I dati ufficiali sono stati diffusi da UNRAE che ha presentato l’aggiornamento trimestrale sull’infrastruttura di ricarica per BEV, sulla base del censimento del MASE. I dati, seppur meno tempestivi, restano un punto di riferimento indispensabile.
Quante sono le colonnine
Le colonnine di ricarica installate al 30 giugno 2025 sono 57.915, il 5,16% in più rispetto al trimestre precedente (al 31 marzo), cioè + 2.842. Di questi, quelli attivi sono 51.005, pari all’88,1% del totale installato, con una crescita del 9,2% rispetto (+ 4.304). Quelli non ancora attivi sono 6.910 (+11,9%). Nel tasso di attivazione dei punti installati, che passa dall’84,8% all’88,1%, c’è un miglioramento. Ma resta il divario tra installazione e operatività.
UNRAE specifica che trattandosi di fonti istituzionali, c’è una “fisiologica latenza rispetto al rapido sviluppo del mercato“, cioè alle colonnine che nel frattempo sono già state installate, ma non censite dal Ministero. In ogni caso, rappresenta un report che fotografa “lo stato attuale della rete di ricarica in Italia“.
Dove sono le colonnine di ricarica?
Calandoci nel dettaglio territoriale e nella distribuzione geografica, emerge che dei punti attivi totali, cioè 51.005:
- Nord-Ovest: 36,2%
- Nord-Est: 24,5%
- Centro: 19,1%
- Sud: 12,7%
- Isole: 7,4%

Regioni TOP 5
Invece, per quanto riguarda le regioni TOP 5 per infrastruttura di ricarica:
- Lombardia: 12.207 (88,5% attivi)
- Piemonte: 6.007 (89,3% attivi)
- Lazio: 5.737 (80,0% attivi)
- Veneto: 5.336 (90,8% attivi)
- Emilia-Romagna: 4.897 (88,1% attivi)
Da questa analisi emerge con chiarezza, che solo in 5 regioni del nord, ad eccezione del Lazio, si concentrano oltre 34mila colonnine di ricarica, mentre le restanti 17mila sono sparse nel resto d’Italia. Da qui si evince la discrepanza della distribuzione, che giustifica il pregiudizio diffuso sulla mancanza di capillarità.
Regioni Bottom 5
Ecco infatti, le regioni con il numero più basso di installazioni, che sono dislocate dal nord al sud, che rendono evidente quanto possa essere difficile ricaricare un’auto elettrica in queste zone del paese.
- Calabria: 892 (88,8% attivi)
- Umbria: 892 (88,0% attivi)
- Valle d’Aosta: 657 (91,6% attivi)
- Basilicata: 347 (83,9% attivi)
- Molise: 246 (87,8% attivi)
Colonnine: da slow a ultra fast
Non tutte le colonnine sono uguali, e ci riferiamo alla potenza che incide sui tempi di ricarica. Nel dettaglio il report di UNRAE svela le percentuali di distribuzione. Cosa emerge? Che la fascia media è quella preponderante, cioè le quick e fast, che sommate superano le 40mila colonnine. “La crescita si concentra nelle infrastrutture Quick, le più numerose, ma a registrare il tasso di crescita percentuale più alto sono le High-power e le Ultra Fast, che partono da volumi molto inferiori” scrive UNRAE.
Distribuzione per potenza dei punti attivi:
Slow (0–7 kW): 3.331 (6,5%)
+105 (+3,3%)
Quick (7,1–22 kW): 22.186 (43,5%)
+2.503 (+12,7%)
Fast (22,1–50 kW): 18.450 (36,2%)
+598 (+3,3%)
Ultra Fast (50,1–150 kW): 5.320 (10,4%)
+754 (+16,5%)
High-power charging (>150 kW): 1.718 (3,4%)
+344 (+25,0%)
Inoltre, il 76,8% dei punti di ricarica attivi è controllato dai primi 5 operatori, mentre l’86,7% è gestito dai primi 10, confermando la forte concentrazione del mercato.












