Quali case automobilistiche prendono sul serio la mobilità elettrica?

L’ultimo studio di Transport & Environment sull’elettrificazione dell’industria auto mostra che solo Volvo e Volkswagen hanno adottato strategie aziendali di e-mobility in linea con gli obiettivi UE

elettrificazione della flotta
Foto di Susan Sewert da Pixabay

La classifica delle strategie di elettrificazione della flotta adottate dalle case automobilistiche

(Rinnovabili.it) – Quante case automobilistiche hanno assunto impegni ambiziosi nella mobilità elettrica? Stando ai dati pubblicati oggi da Transport & Environment, ben poche. Secondo l’analisi effettuata dall’ONG, le attuali strategie di elettrificazione della flotta non colpiscono il bersaglio europeo. Ad oggi solo Volvo e Volkswagen hanno elaborato piani d’azione in linea con i target verdi dell’UE. Il resto dei produttori valutati da T&E appare invece decisamente sotto tono, tra scarsa ambizione e programmi inadeguati.

Che il comparto faccia fatica ad adeguarsi alle mire comunitarie non è una novità. Nel 2020, sono fioccate multe salatissime per tutti quei gruppi automobilistici dimostratisi non capaci di rispettare la normativa UE sulle emissioni CO2. E parte di questo fallimento va attribuito alle lentezza dei progressi sull’elettrificazione della flotta.

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Per questo motivo T&E ha stilato una classifica sulla disponibilità dei 10 principali produttori di apparecchiature originali in Europa a passare alla spina entro il 2030. L’elenco premia Volkswagen e Volvo, ad oggi le uniche due case automobilistiche con strategie aggressive e credibili. Altre, come Ford, hanno obiettivi ambiziosi, ma mancano di un piano solido per raggiungerlo. Stellantis, Daimler, BMW, Jaguar Land Rover e Toyota finiscono, invece, in fondo alla classifica. Il motivo? Strategia di vendita a breve termine molto contenute, nessun obiettivo di eliminazione graduale delle auto diesel e a benzina e mancanza di un programma caro. E nel caso di caso di BMW, Daimler e Toyota un’eccessiva dipendenza dalle auto ibride.

Tra promesse e credenziali verdi

Nel dettaglio il rapporto rivela che la produzione di veicoli elettrici a batteria nell’UE27 dovrebbe aumentare da circa 1 milione di unità (dato 2021) a 3,3 milioni di unità nel 2025; superando definitamente le vendite dei mezzi a combustine interna nel 2030 con 6,7 milioni di unità. In altre parole l’industria auto porterebbe la flotta elettrica da quota 7,4% della produzione al 50,2% del totale. A patto ovviamente di riuscir a mantener le promesse. Ma anche così, sottolinea l’associazione, le vendite di veicoli elettrici saranno probabilmente inferiori di almeno 10 punti percentuali rispetto a quanto necessario per la riduzione delle emissioni CO2 del trasporto.

“Le case automobilistiche fanno bella mostra delle loro credenziali verdi, ma nella maggior parte dei casi, in realtà, appaiono distanti dagli obiettivi” ha dichiarato Julia Poliscanova, direttrice senior della divisione veicoli ed e-mobility di T&E. “I costruttori, incluso Stellantis, sono ancora molto indietro nel percorso e coloro che hanno fissato obiettivi ambiziosi non hanno una strategia adeguata per raggiungerli. In passato le stesse case automobilistiche non sono riuscite a mantenere le loro promesse. Chi ci dice che questa volta sarà diverso?”. T&E invita quindi i legislatori europei a fissare obiettivi vincolanti sulle emissioni CO2 per le auto nel prossimo decennio: un meno 25% entro il 2025 e meno 40% entro il 2027. Spingendo sull’elettrificazione della flotta per arrivare a coprire il 65% della produzione totale entro la fine di questo decennio. Per il 2035, invece, dovrebbe essere fissato il traguardo della completa eliminazione dei veicoli “fossili”.

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