• Articolo Roma, 23 gennaio 2020
    • [R3]Circle, la moda sostenibile abbraccia l’economia circolare

    • Oggi a Roma il primo di tre talk organizzati da Altaroma sulla creatività “verde” applicata al mondo della moda

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    (Rinnovabili.it) – È stato inaugurato stamane nella capitale, in occasione della partenza di Roma Fashion Week, un nuovo progetto dedicato alla moda sostenibile e innovativa. Parliamo di [R3]Circle, talk organizzati da Altaroma per ragionare e discutere delle nuove frontiere che stanno ridisegnando il mondo dell’abbigliamento.

    L’industria della moda ha intrapreso negli ultimi anni un percorso di rinnovamento interno, cercando di confrontarsi con standard ambientali più rigorosi. D’altra parte l’attuale crisi ecologica e climatica non può esentare alcun comparto dal fornire il proprio contributo. Il percorso di rinnovamento ha subito una vera e propria accelerazione nel 2019, quando la sostenibilità è stata protagonista di passerelle, strategie aziendali e grandi progetti multi-brand (leggi anche Fashion Pact, l’impegno climatico di 32 big della moda).

    Una delle tendenze che accompagna e definisce questa ricerca di sostenibilità è l’approccio circolare, intenso non solo come misure di riciclo ma anche attenzione alle materie prime impiegate e all’impatto dell’intero ciclo produttivo. Ed è proprio il tema dalla Circular Economy ad inaugurare il primo dei tre talk del progetto [R3]Circle, aperto da Silvia Venturini Fendi, Presidente di Altaroma e Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera Commercio di Roma. Ospiti di questo primo incontro, moderato da Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it, sono stati designer emergenti e giovani startup, realtà accomunate da una grandissima attitudine all’innovazione che li spinge a condurre una continua ricerca e sperimentazione. Nelle loro collezioni è sempre evidente un netto richiamo all’ecologia: la scelta delle fibre, le texture, i colori e le forme sono un continuo tributo a Madre Natura.

     

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    Come sottolineato dalla Presidente di Altaroma, per alcune aziende storiche di moda questo cambiamento verso la sostenibilità potrebbe risultare più lento e difficile in quanto richiede alla base un parziale scardinamento della tradizione. I designer emergenti e le startup sono invece figli di un periodo di trasformazione che rende la rivoluzione sostenibile il punto stesso di partenza. È proprio a questi giovani – spiega Fendi – che Altaroma si rivolge, promuovendo di anno in anno iniziative che possano coinvolgerli e spronarli.

    L’attenzione all’impatto ambientale acquista un significato più alto, però, se è in grado di fondersi con i capisaldi del Made in Italy. Ancora oggi l’artigianalità italiana è l’emblema del “bello” e  del “fatto bene”: qualità e sostenibilità possono e devono essere, quindi, un binomio inscindibile.

     

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    C’è chi come Caterina Moro, ad esempio, brand pret a porter, punta su ricerca sartoriale e approccio sperimentale nei tessuti e nelle lavorazioni, dalle tinte bio all’utilizzo del legno) per raggiungere questi obiettivi. Cristiano Ferilli è invece un brand di occhiali ecosostenibili realizzati in fibre vegetali. Il prodotto è nato da una semplice domanda: come riuscire a portare nel mercato degli occhiali, oggi già saturo di prodotti, un’innovazione? La risposta è arrivata dal sicalindi, un materiale che si ottiene disidratando la pala del fico d’india.

    All’evento ha preso la parola anche Chiara Cantone, fondatrice insieme al marito del brand GENTILE CATONE. Fin dall’inizio il marchio ha abbracciato la sostenibilità a tutto tondo, non solo nella realizzazione dei capi ma anche nella responsabilità sociale. La società ha anche ottenuto la Certificazione GOTS, il più importante standard per la produzione sostenibile di indumenti e prodotti tessili realizzati con fibre naturali da agricoltura biologica.

    A chiudere questo primo talk è stata l’esperienza di Eleonora Riccio, stilista che ha fatto dei pigmenti vegetali e delle forme naturali uno dei suoi punti di forza. Attraverso sperimentazione e ricerca, la designer ha trovato un modo di coniugare la produzione tessile a metodi di tintura sostenibile. Nel suo processo creativo, ha spiegato, è di fondamentale importanza il legame alla cultura e al territorio italiano.

     

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    All’incontro sono interventi anche il sottosegretario di Stato Ivan Scalfarotto e Paolo Orneli, Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione

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