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Auto elettriche, prezzi in calo del 4%: 1.800 euro in meno a vettura

Prezzi delle auto elettriche sono in calo in alcuni segmenti di mercato secondo l'analisti T&E

Auto elettriche, prezzi in calo del 4%: 1.800 euro in meno a vettura
Immagine creata con IA

Prezzi auto elettriche scesi per la prima volta in 5 anni

Il prezzo delle auto elettriche sta calando. Nel 2025 è iniziato il trend discendente dopo 5 anni in cui è rimasto costante. Ed il calo è importante: una media di 1800 euro in meno per vettura, pari al 4%. Alle buone notizie per il portafoglio degli automobilisti, si aggiungono anche quelle per l’ambiente.

Infatti, secondo la nuova analisi di T&E – la principale organizzazione europea per la decarbonizzazione dei trasporti – i costruttori sono messi piuttosto bene anche sugli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati per il periodo 2025-2027. Tutti hanno raggiunto il target, solo Renault e Volkswagen sono in ritardo, ma si prevede che raggiungeranno il loro obiettivo entro la fine del 2027. (Se vuoi sapere tutto sulle BEV, clicca sulla nostra guida completa sulle auto elettriche).

Prezzi auto elettriche in calo del 4%

Il merito di questo cambiamento dei prezzi, secondo T&E, è stato stimolato anche dalla regolamentazione europea; ed è possibile, che entro il 2030, con la necessità di raggiungere target ad emissioni ridotte, i produttori portino sul mercato modelli ancora più low-cost. Il prezzo medio delle elettriche, nel 2025, si è attestato a 42.700 euro. A farlo scendere, l’ingresso di modelli piccoli, specialmente del segmento B in cui il calo nel 2025 è stato del 13%, perché i carmaker dovevano raggiungere il target UE sulle emissioni di CO2 per il 2025.

Prezzo elettriche come quelle termiche

La parità di prezzo con i veicoli a combustione interna è già una realtà per i segmenti superiori D ed E, invece per i segmenti di dimensioni piccole e medie (A, B e C), il traguardo è previsto entro il 2030, a condizione che vengano mantenuti gli attuali obiettivi UE sulle emissioni. Se tali obiettivi venissero indeboliti, (come la scelta della Commissione Ue di non azzerare le emissioni al 2035, ma di ridurle del 90%) i produttori potrebbero dare priorità ai margini di profitto, ritardando la parità di prezzo di almeno due anni.

Vendite record e conformità dei produttori

Nel 2025, le vendite di BEV hanno raggiunto il 19% del mercato, con previsioni che indicano una crescita al 23% nel 2026 e al 28% nel 2027. Un dato significativo riguarda la capacità dei produttori di adattarsi ai nuovi standard. Inoltre, il report smentisce le allarmistiche previsioni dell’industria fatte nel 2024, che ipotizzavano multe fino a 15 miliardi di euro per il mancato rispetto dei limiti: l’analisi attuale dimostra che tali sanzioni sarebbero state al massimo di 2 miliardi o più probabilmente vicine allo zero, se i target fossero stati applicati rigorosamente.

L’importanza dei target sulle emissioni per il prezzo finale

Secondo T&E, l’assenza di target UE intermedi di riduzione delle emissioni di CO2, negli anni scorsi ha permesso alle case automobilistiche di concentrarsi sulla vendita di modelli elettrici più grandi e più redditizi. Ma se i costruttori continuassero a privilegiare la produzione di modelli più grandi e remunerativi, allora il prezzo medio delle BEV potrebbe aumentare di circa 2.300 euro entro il 2030.

“Gli obiettivi climatici dell’UE stanno rendendo le auto elettriche più convenienti per gli automobilisti europei. L’industria fatica ad ammetterlo, ma la tempistica dei nuovi modelli economici dello scorso anno parla chiaro. Se l’obiettivo 2030 resterà intatto, presto comprare un veicolo elettrico costerà meno che acquistare un’auto endotermica”, le parole di Andrea Boraschi, Direttore T&E Italia.

Batterie e infrastrutture: i pilastri della transizione

Intanto, sottolinea il report T&E, il costo delle batterie continua a diminuire con una riduzione di un terzo dal 2022. Si prevede un ulteriore calo del 30% entro il 2030, grazie alla diminuzione dei prezzi globali e all’adozione crescente delle batterie LFP che dovrebbero coprire il 50% del mercato europeo entro la fine del decennio. Parallelamente, l’infrastruttura di ricarica sta tenendo il passo con la flotta circolante:

  • Nel 2025, la rete pubblica dell’UE ha superato 1 milione di caricatori.
  • L’83% della rete autostradale principale (TEN-T) è ora coperta da stazioni di ricarica ultra-rapida.

La sfida tra paesi e brand

Nonostante i progressi, l’Europa deve guardarsi dalla concorrenza globale. Mercati come il Vietnam (34% di quota BEV), la Cina (32%), la Thailandia e l’Indonesia hanno già superato l’UE in termini di penetrazione di mercato. Inoltre, il mercato europeo delle auto ibride plug-in non è più al riparo dalla concorrenza cinese: nel 2025, le vendite di marchi cinesi come BYD e MG hanno superato quelle di giganti premium tedeschi come BMW e Mercedes nel segmento PHEV.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.