Nel corso di KEY 2026 Rinnovabili ha intervistato il General Manager per Italia e Grecia della divisione Utility di LONGi
Il mercato italiano del fotovoltaico si conferma strategico ma complesso, stretto tra gli obiettivi sfidanti del Pniec e un quadro normativo ancora instabile. In questo scenario, LONGi consolida la sua posizione puntando su innovazione tecnologica e integrazione dei sistemi. A tracciare il bilancio a margine di KEY 2026, la Fiera sulla transizione energetica di Rimini, è Francesco Emmolo, General Manager per Italia e Grecia della divisione Utility del colosso cinese.
“Operiamo in Italia solo dalla fine del 2018 ma siamo probabilmente il player che è cresciuto di più e che, in questo momento, ha una posizione più consolidata”, spiega Emmolo. “Per il 2026 non ci aspettiamo grandi sorprese se non una leggera crescita delle nostre vendite. Siamo molto ben strutturati lato moduli fotovoltaici, ma puntiamo anche sull’idrogeno, sebbene stia crescendo più lentamente per la complessità del business stesso, e sui BESS (Battery Energy Storage Systems)”.
Sul fronte fotovoltaico, il cuore della strategia LONGi resta il salto tecnologico verso il “back contact“, evoluzione che supera i precedenti standard di mercato. “L’innovazione è nel nostro DNA”, sottolinea il manager. “La tecnologia BC ha un grandissimo vantaggio: quello di non avere sul lato frontale del modulo i cosiddetti finger”, aumentando pertanto la superficie assorbente e l’efficienza finale. Non solo. I moduli hanno una minore temperatura di lavoro. “In zone calde come il Sud Italia o la Spagna, ciò si traduce in un vantaggio importante dal momento che al crescere della temperatura diminuisce in maniera sensibile la produzione”.
Sul fronte dello storage, Emmolo pone l’accento sulla sicurezza predittiva: “La differenza nel mercato BESS non la fa solo il prodotto, ma l’ingegneria di controllo. Monitoriamo la temperatura a livello di singola cella per intervenire preventivamente prima che insorgano criticità”. L’obiettivo finale resta l’integrazione totale: “Stiamo già lavorando in Italia su progetti che uniscono solare, batterie e idrogeno. È il cerchio che si chiude”, conclude il General Manager.












