Non è passata la linea di Italia, Polonia e Ungheria sulla sospensione del sistema ETS.

Caro energia e guerra di USA e Israele all’Iran: i leader UE alla ricerca di soluzioni immediate
I leader dell’Unione Europea hanno chiesto l’adozione di misure temporanee per mitigare l’impatto dell’impennata dei prezzi dell’energia causata dalla guerra di USA e Israele all’Iran. Tra le possibili soluzioni a breve termine durante il Consiglio Europeo del 19 marzo si è parlato di tagli alle tasse sull’elettricità, riduzione degli oneri di rete e sostegni statali. Le misure dovranno preservare gli incentivi agli investimenti nelle rinnovabili, sostenerne una diffusione più rapida e garantire una concorrenza leale nel mercato interno dell’UE.
Effetti della guerra di USA e Israele all’Iran
La dipendenza dell’Europa dalle importazioni di combustibili fossili ha esposto il continente all’aumento dei prezzi dell’energia da quando lo Stretto di Hormuz è stato di fatto chiuso e Teheran ha iniziato a colpire le infrastrutture energetiche dei Paesi produttori alleati di Washington in Medio Oriente. Di norma, quasi il 20% delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto transita attraverso lo Stretto. Il Brent è salito si nuovo dopo che l’Iran ha bombardato impianti energetici in Qatar e Arabia Saudita. I prezzi del gas in Europa sono raddoppiati rispetto ai livelli del 28 febbraio, data di inizio del conflitto in Iran.
Le conclusioni del vertice del Consiglio Europeo su energia e rincari
In tale contesto, i leader dell’UE hanno chiesto:
- un pacchetto di misure temporanee mirate per affrontare i recenti picchi dei prezzi;
- una proposta della Commissione per azioni concrete volte a ridurre i prezzi dell’elettricità e ad affrontare l’eccessiva volatilità nel breve termine;
- una collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri su misure nazionali temporanee e mirate per mitigare l’impatto dei combustibili sui costi di generazione elettrica;
- una revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS);
- un accordo sul pacchetto europeo per le reti.
Nelle conclusioni del vertice del Consiglio Europeo, i leader UE hanno chiesto quindi alla Commissione di lavorare a stretto contatto con gli Stati Membri su misure temporanee e mirate utili a mitigare l’impatto dei rincari del carburante e dell’elettricità. Queste soluzioni da attuare nel breve periodo dovrebbero garantire l’accesso all’energia a prezzi accessibili, tenendo conto delle situazioni specifiche degli Stati Membri, della particolare esposizione di alcuni settori industriali al rischio di delocalizzazione e della necessità di migliorare le condizioni per i settori ad alta intensità energetica.
Le manovre sull’ETS, non passa la linea italiana
I leader dell’UE hanno anche chiesto alla Commissione di presentare una proposta di revisione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) al massimo entro luglio 2026, per ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e attenuarne gli impatti sui prezzi dell’energia elettrica e sui costi degli approvvigionamenti. Gli Stati dell’UE sono però concordi a salvaguardare il ruolo essenziale dell’ETS nella transizione climatica ed energetica e quello di stimolo agli investimenti e l’innovazione.
In arrivo un “investment booster” legato all’ETS
Le misure correttive dell’ETS arriveranno nei prossimi giorni, come ha dichiarato von der Leyen nella conferenza stampa seguita al vertice dei leader UE. Tali interventi comprenderanno un aggiornamento dei permessi gratuiti da assegnare alle industrie e l’aumento dell’offerta di permessi ETS. A questo proposito, la Presidente della Commissione ha anche illustrato ai leader i piani per un “investment booster” legato all’ETS: un fondo da 30 miliardi di euro destinato a finanziare progetti di decarbonizzazione, alimentato proprio dai ricavi delle quote ETS.
A inizio settimana, von der Leyen, aveva anticipato le opzioni al vaglio dell’esecutivo UE. Tra queste c’erano appunto aggiustamenti al sistema di scambio delle quote di emissione. “L’obiettivo è finanziare progetti per la decarbonizzazione“, ha spiegato la Presidente. Il fondo riguarderà in particolare i progetti in Paesi UE a più basso reddito.
Riguardo il DL Energia, con cui il Governo italiano ha introdotto delle sovvenzioni per i produttori termoelettrici, compensando gli oneri sul carbonio delle centrali a gas previsti dall’ETS, von der Leyen ha spiegato di “lavorare a stretto contatto con il Governo italiano sul decreto“.
Come c’era da aspettarsi, non è passata la linea di Italia, Polonia e Ungheria sulla sospensione del sistema ETS. Anzi, gli Stati Membri hanno sottolineato l’importanza della misura climatica cardine dell’Unione Europea e il ruolo fondamentale che esso ricopre nell’accelerare la transizione energetica.
I Paesi Membri hanno inoltre richiesto alla Commissione di concordare, nel corso 2026, un ambizioso pacchetto sulle reti, garantendone la protezione e la resilienza, e al rafforzamento delle interconnessioni, sia a livello nazionale che transeuropeo, anche razionalizzando e accelerando le procedure di autorizzazione. Lo scopo è contribuire a un mercato dell’energia integrato e più solido. Il Consiglio Europeo ha anche invitato gli Stati Membri e la Commissione ad accelerare il processo di elettrificazione.












