Giornata mondiale delle api 2026, insieme per le persone e per il Pianeta. Un rapporto indissolubile lega uomini e impollinatori per la salvaguardia della biodiversità e per la sicurezza alimentare. Nonostante il loro ruolo fondamentale nella produzione agroalimentare, le api sono messe in pericolo da cause diverse riconducibili in gran parte all’azione umana

“Siate uniti per le persone e per il Pianeta”
Lo slogan della Giornata mondiale delle api 2026 – “Siate uniti per le persone e per il Pianeta” –mette bene in evidenza quanto sia stretto il legame tra gli uomini e gli impollinatori.
Più che stretto, si tratta di un legame che potremmo definire indissolubile. Infatti le api, e gli impollinatori in genere, sono indispensabili per l’agricoltura in quanto pilastri della biodiversità e della sicurezza alimentare.
Giornata mondiale delle api 2026, nono anniversario
Quest’anno ricorre il nono anniversario: nel 2017 l’assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione con cui dichiarò il 20 maggio Giornata mondiale delle api.
Un allarme mondiale sulla criticità relative al rapporto tra api e sicurezza alimentare risale al 2016, quando l’IPBES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) pubblicò il rapporto The assessment report on pollinators, pollination and food production.
Nel rapporto l’IPBES spiegava che gran parte degli impollinatori sono sull’orlo dell’estinzione.
Il 75% delle colture mondiali dipende dall’attività degli impollinatori
Basti pensare che a livello mondiale circa il 75% delle colture principali (ad esempio, ortaggi, frutta, foraggio, frutta a guscio) dipende dall’attività degli insetti impollinatori.
In Europa la produzione di circa l’80% delle 264 specie coltivate ha nelle api e negli altri insetti impollinatori degli irrinunciabili alleati.
Quindi, nonostante sia riconosciuto il ruolo delle api nella produzione agroalimentare, questi preziosi insetti sono messi in pericolo da cause diverse riconducibili in gran parte all’azione umana:
- cambiamento climatico
- frammentazione degli habitat
- agricoltura intensiva
- uso dei pesticidi
- diffusione di specie aliene, parassiti e patogeni.
Il rischio di estinzione delle api è reale
Se la situazione in Europa è decisamente critica, in Italia possiamo definirla allarmante: circa il 22% delle specie di api rischia l’estinzione.
La Giornata mondiale delle api 2026 si propone di accrescere la consapevolezza del problema e di stimolare l’adozione di pratiche di apicoltura innovative e sostenibili.
La Federazione Apicoltori Italiani (FAI) è tra i sostenitori della protezione delle api e degli impollinatori dal 1953.
L’ape italiana – della sottospecie Apis mellifera Ligustica originaria della nostra Penisola e l’Apis mellifera Sicula, endemica della Sicilia – rappresenta il primo impollinatore diffuso in modo capillare negli ambienti rurali, urbani, peri-urbani e naturali. Un’ape “specializzata” sia in campo aperto, sia nelle produzioni in serra.
I dati dell’apicoltura italiana
Secondo il censimento 2025, in Italia sono presenti 1milione e 700mila colonie di api, il cui valore è stimato in 500 milioni di euro e che ci pone ai primi posti tra i Paesi dell’Unione Europea.
Una situazione – sottolinea la FAI – resa possibile anche dall’attenzione che le istituzioni riservano al settore, a cominciare dal Ministero dell’Agricoltura, della Sostenibilità Alimentare e delle Foreste.
«Quest’anno dedichiamo la Giornata mondiale agli apicoltori e alle apicoltrici: è infatti grazie al lavoro premuroso e incessante di oltre 77.000 allevatori che la nostra ape garantisce i fattori di produttività e sostenibilità della filiera agroalimentare del Sistema Italia.
Grazie all’impollinazione delle api mellifere, infatti, si generano nel nostro Paese fino a 2 miliardi di euro di valore della produzione agroalimentare e 150 miliardi di euro di apporto ecosistemico», ha affermato Raffaele Cirone, presidente della FAI.












