Emergenza sanitaria mondiale: il ruolo della gestione responsabile dell’acqua

L’intervento del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani all’incontro convocato dal presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “L’Italia sta supportando da tempo i Paesi in via di sviluppo. Promuoviamo un’inclusiva e integrata gestione delle risorse idriche come fattore chiave per lo sviluppo sostenibile, il benessere e la prevenzione dei conflitti. Un approccio fondamentale per perseguire una inclusiva transizione ecologica”

gestione responsabile dell'acqua
Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – “In questo momento storico, la gestione responsabile delle risorse naturali, e in particolare dell’acqua, può aiutare a prevenire disastri ambientali e sociali, rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari e idrici, ridurre gli effetti della pandemia sulla povertà mondiale e sulla insicurezza alimentare”. E’ così che il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani si esprime nel corso dell’incontro sull’acqua convocato dal presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, l’incontro ‘Urgent action on water for 2030 and a sustainable and resilient recovery from  the covid-19 pandemic’.

Il sesto obiettivo dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ossia quello di garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie – osserva Cingolani – deve essere una priorità nell’agenda politica nella prospettiva di un mondo post pandemia inclusivo e sostenibile”.

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“Viviamo in un tempo in cui il nostro futuro e il nostro benessere sono a rischio, con l’emergere di nuove diseguaglianze e vulnerabilità – rileva il ministro – l’acqua pro-capite disponibile va diminuendo a causa dell’incremento della popolazione e della crescita della domanda di acqua da alcuni settori produttivi, come l’agricoltura, l’industria e l’energia. Allo stesso tempo sempre più aree del Pianeta sono colpite da carenza idrica, desertificazione e dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici”.

“L’acqua è un assetto vitale per tutti gli esseri umani e un elemento centrale in tutte le culture  – afferma Cingolani – come dichiarato nel 2010 dall’Assemblea generale, quello dell’acqua potabile e sicura e delle strutture igienico sanitarie è un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani”. Ed è “in questa prospettiva, il sesto goal dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è un risultato fondamentale. L’Italia sta supportando da tempo i Paesi in via di sviluppo per consentire loro di implementare questo risultato. Promuoviamo un’inclusiva e integrata gestione delle risorse idriche come fattore chiave per lo sviluppo sostenibile, il benessere e la prevenzione dei conflitti. Abbiamo inoltre offerto in nostro supporto per favorire la partecipazione delle comunità locali nella gestione dell’acqua nelle aree rurali, promuovendo l’irrigazione efficiente in agricoltura”.

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L’Italia – fa presente Cingolani – “sta lavorando molto per migliorare la sua gestione delle risorse idriche, per sviluppare nuove tecnologie e, attraverso la legislazione europea, per sviluppare un approccio olistico e una nuova governance in grado di armonizzare i vari bisogni collegati all’acqua, vale a dire quelli derivanti dai settori agricolo, urbano e industriale con quelli dell’inquinamento, del clima e della protezione della biodiversità. Questo approccio è fondamentale se vogliamo perseguire una inclusiva transizione ecologica”.

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