La temperatura più alta è stata rilevata in Algeria, ossia 1,64 gradi C oltre la media degli ultimi 30 anni.

Presentato il primo rapporto ONU sul cambiamento climatico nella regione araba
Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato e ha segnato un punto critico nel quadro del cambiamento climatico per la regione araba. Secondo il report “State of the Climate in the Arab Region 2025”, le temperature record, l’intensificarsi degli eventi estremi e l’aumento del livello del mare rappresentano segnali allarmanti che aggravano la vulnerabilità socioeconomica dell’area. Il rapporto è il primo prodotto dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale, agenzia meteorologica dell’ONU, specifico per l’area geografica.
Quali Paesi comprende la regione araba
La regione araba include 22 Stati che si estendono su un’area vasta e geograficamente diversificata di circa 13 milioni di chilometri quadrati. Comprende parti del Nord Africa, del Vicino Oriente, della Penisola Arabica e dell’Africa orientale. La topografia della regione varia da pianure basse al di sotto dei 100 metri di altitudine a zone montuose che superano i 4.000 metri. Il clima è prevalentemente arido o semi-arido, con notevoli variazioni tra le sottoregioni.
In Nord Africa, i Paesi affacciati sul Mediterraneo – Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto – presentano un clima mediterraneo lungo la costa, con inverni miti e umidi ed estati calde e secche. Le aree interne, in particolare il deserto del Sahara, sono iper-aride, caratterizzate da caldo estremo, scarse precipitazioni e significative escursioni termiche diurne. I paesi dell’Africa orientale all’interno della regione, come Somalia, Sudan e Gibuti, presentano condizioni da aride a semi-aride, con temperature elevate e precipitazioni limitate. Il Vicino Oriente è caratterizzato da montagne, altipiani e fertili valli fluviali. Mentre le zone montuose ricevono la neve in inverno, le zone interne come il deserto siriano rimangono asciutte tutto l’anno, con estati calde e inverni freddi.
La Penisola Arabica comprende Arabia Saudita, Yemen, Oman, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein e Kuwait ed è una delle aree più aride del mondo. Gran parte della penisola è costituita da un deserto iperarido, con estati estremamente calde e precipitazioni irregolari. Tuttavia, l’influenza monsonica comporta ulteriori precipitazioni nelle regioni montuose dell’Arabia Saudita sudoccidentale, dello Yemen e dell’Oman.
Cambiamento climatico nella regione araba: il 2024 è l’anno più caldo mai registrato
Nel 2024, la temperatura media annua nella regione araba ha superato di 1,08 gradi C il valore climatologico di riferimento (quello del periodo 1991-2020). Per questa ragione l’anno scorso è stato il più caldo mai registrato non solo a livello globale ma anche per la regione araba. Il Nord Africa e la Penisola Arabica hanno vissuto il loro anno più caldo di sempre nel 2024, con un’anomalia di temperatura massima di 1,23 gradi C al di sopra della media del periodo 1991-2020 in Nord Africa (2,07 gradi C invece rispetto al periodo 1961-1990). Il Vicino Oriente ha registrato l’anomalia ancora più elevata rispetto al periodo di riferimento 1961-1990, ossia 2,08 gradi C.
Nel 2024, tutte le sottoregioni arabe hanno registrato temperature superiori alla media del periodo 1991-2020. Le anomalie termiche più rilevanti hanno riguardato in particolare il Nord Africa. Le temperature hanno superato di 2,0 gradi C la media del periodo 1991-2020 in queste zone: nell’Algeria settentrionale, sui Monti dell’Atlante in Marocco e in gran parte della Tunisia. Anomalie termiche comprese tra 1,4 gradi C e 1,6 gradi C si sono verificate nella Penisola Arabica meridionale, in Arabia Saudita, Oman, Yemen, Giordania e Siria. La temperatura più alta è stata rilevata in Algeria, ossia 1,64 gradi C oltre la media degli ultimi 30 anni.
Riscaldamento più rapido della media globale
La regione araba si sta riscaldando a un ritmo pari quasi al doppio della media globale. Le temperature sono aumentate di quasi 0,4 gradi C per decennio dal 1991 al 2024, più del doppio rispetto alla media osservata tra il 1961 e il 1990. Il Medio Oriente e il Nord Africa sono tra le regioni più calde del mondo e le proiezioni climatiche indicano una continua intensificazione del calore estivo estremo in entrambe le sottoregioni.
Cambiamento climatico nella regione araba: eventi estremi
Nel corso del 2024, nella regione araba gli eventi meteorologici estremi hanno causato almeno 300 vittime e colpito direttamente 3,77 milioni di persone. Yemen, Somalia, Sudan, Iraq e Siria sono stati tra i Paesi più colpiti. Inondazioni e ondate di calore hanno avuto impatti gravi su infrastrutture, mezzi di sussistenza e salute pubblica.
Le inondazioni risultano il pericolo più frequente, con 22 eventi, di cui sei alluvioni improvvise. Il Nord Africa è stata la subregione più colpita, seguita dalla Penisola Arabica. Le ondate di calore sono state, invece, il secondo evento più frequente. Cinque di queste hanno investito diversi Paesi. Il report, tuttavia, evidenzia che i danni economici e umani legati ai disastri climatici sono spesso sottostimati nella regione.
Siccità in peggioramento in Nord Africa
La siccità è stata tra gli eventi estremi più diffusi nella regione araba nel corso del 2024. Le condizioni di siccità hanno riguardato in particolare l’Africa settentrionale, principalmente Marocco, Algeria, Tunisia e parti della Libia. Condizioni estreme di siccità sono state osservate nel nord-ovest dell’Algeria e nel nord del Marocco. Sebbene non diffuse come in Nord Africa, condizioni di siccità hanno colpito anche Siria e Iraq. Il persistente è grave deficit di precipitazioni nel 2024 ha avuto un impatto negativo sulle risorse idriche e sull’agricoltura.
Innalzamento del mare sopra la media globale
Nel 2024 il livello medio globale del mare nella regione araba ha continuato a salire a un ritmo sostenuto tra gennaio 1993 a dicembre 2024, a causa del riscaldamento degli oceani e dello scioglimento dei ghiacci terrestri. Tuttavia, il report sottolinea che il tasso di aumento varia di molto a livello regionale a causa delle differenze nell’espansione termica degli oceani e, in misura minore, delle variazioni di salinità. Le osservazioni rilevata tra gennaio 1993 a giugno 2024 mostrano che i livelli del mare nelle aree oceaniche intorno alla regione araba sono aumentati a tassi superiori alla media globale. Il Mar Rosso, il Golfo Arabico e la costa somala hanno registrato un tasso stimato di circa 4,0 mm all’anno, significativamente al di sopra della media globale.
Sistemi di allerta precoce: copertura sopra la media, ma insufficiente
Il 59% dei Paesi della regione araba dispone di sistemi di allerta precoce multi-rischio, una percentuale superiore alla media globale. Tuttavia, persistono lacune significative nella copertura territoriale, nella manutenzione delle reti di osservazione e nella comunicazione efficace dei rischi alla popolazione.
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