Nel 2025 le emissioni della Cina sono cresciute in maniera significaiva solo nel settore dell'industria chimica, a causa del forte aumento nel consumo di carbone e petrolio.

L’andamento delle emissioni di CO2 della Cina
Le emissioni CO2 della Cina sono scese dell’1% nell’ultimo trimestre del 2025, confermando un probabile calo dello 0,3% relativo all’intero anno. L’ultimo dato conferma la tendenza stazionaria delle emissioni cinesi iniziata a marzo 2024 e dovuta in primo luogo alla massiccia installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Sono quasi due anni, quindi, che le emissioni cinesi non aumentano, stando alle più recenti analisi.
Una nuova analisi pubblicata su Carbon Brief mostra che nel 2025 le emissioni da combustibili fossili in Cina sono aumentate di quasi lo 0,1%. Tuttavia, tale aumento è compensato da un calo del 7% della CO2 derivante dal cemento. Queste informazioni andrebbero lette così: le emissioni di anidride carbonica delle Cina nel loro complesso non sono cresciute ai livelli del 2023 ma non sono diminuite abbastanza per poter permettere al Paese la neutralità carbonica entro il 2060.
Intensità di carbonio della Cina
Dai dati si deduce che l’intensità di carbonio della Cina (ossia emissioni per unità di PIL) sarebbe scesa del 4,7% nel 2025 e del 12% nel periodo 2020-2025. Il risultato è notevole ma, purtroppo, ancora lontano dall’obiettivo del 18% fissato dal 14esimo piano quinquennale. Per rispettare gli impegni del Trattato di Parigi, la Cina dovrebbe ridurre l’intensità di carbonio di quasi il 23% nei prossimi cinque anni. Bisognerà aspettare la pubblicazione del prossimo piano, attesa a marzo, per capire quale sarà la tendenza sul lungo termine dell’intensità di carbonio della RPC.
Punti fondamentali dell’analisi
- Settori in calo: Le emissioni sono diminuite in quasi tutti i principali comparti dell’economia cinese: nei trasporti del 3%; nel settore energetico dell’1,5% e in quello dei materiali da costruzione del 7%.
- L’eccezione dell’industria chimica: unico settore in forte crescita, con un aumento delle emissioni del 12%.
- Boom delle rinnovabili: La produzione di energia solare è aumentata del 43%, l’eolica del 14%, contribuendo a ridurre la generazione da carbone dell’1,9%.
L’anomalia dell’industria chimica
Nel 2025 le emissioni della Cina sono cresciute in maniera significativa solo nel settore dell’industria chimica, a causa del forte aumento nel consumo di carbone e petrolio. Se si escludesse l’intero settore, le emissioni totali di CO2 della Cina sarebbero diminuite del 2% e non dello 0,3%.
Prospettive future sulle emissioni di CO2 della Cina
L’analisi dimostra che le emissioni della Cina si sono mantenute stabili i sono leggermente diminuite negli ultimi 21 mesi. Il Governo cinese continua a dichiarare di voler raggiungere il picco prima del 2030 ma i segnali sono contrastanti. Da un lato, fonti statali come l’agenzia Xinhua, riportano che il consumo di carbone dovrebbe raggiungere il picco ed entrare in una fase di plateau solo a partire dal 2027. D’altro, è anche vero che l’espansione dell’energia pulita continua sistematicamente a sforare gli obiettivi ufficiali fissati da Pechino. Ad esempio, a febbraio, il China Electricity Council ha previsto più di 300 GW di nuove installazioni solari ed eoliche per il 2026, ben oltre l’obiettivo governativo di 200 GW.
Il successo della Cina nella lotta all’inquinamento pone una nuova sfida per il clima
Una nuova ricerca ha evidenziato che le politiche ambientali della Cina stanno funzionando, migliorando in generale la qualità dell’aria attraverso la riduzione dell’anidride solforosa.
Alcuni centri industriali del Nord e alcune aree costiere, però, continuano a lottare con livelli di inquinamento che eccedono i limiti di sicurezza nazionale. come suggerisce l’indagine del CREA di febbraio 2026.
Tornando al dato generale, c’è da considerare che nell’atmosfera l’anidride solforosa forma aerosol di solfato, minuscole particelle capaci di riflettere la radiazione solare verso lo spazio, esercitando un’influenza raffreddante sul pianeta. I ricercatori ritengono che gli aerosol di solfato abbiano compensato quasi un terzo del riscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra.
Tuttavia, con il calo delle emissioni, ed è questo il problema, si formano meno particelle di aerosol di solfato. Significa che viene riflessa meno luce solare e una maggiore quantità di radiazioni raggiunge la superficie terrestre, contribuendo al riscaldamento globale. In base alla ricerca, la sola riduzione delle emissioni di anidride solforosa in Cina potrebbe aver contribuito a quasi 0,06–0,07 gradi centigradi di riscaldamento globale tra il 2007 e il 2025, intorno al 12% del riscaldamento osservato nello stesso periodo.
I risultati dello studio indicano quindi che il sistema climatico reagisce in modi complessi quando l’inquinamento viene ridotto. Nonostante tali effetti, ridurre l’anidride solforosa e altri inquinanti resta necessario, poiché l’effetto raffreddante che forniscono è temporaneo e comporta costi umani e ambientali gravissimi. Gli aerosol di solfato, infatti, restano nell’atmosfera solo per giorni o settimane, i gas serra possono persistere invece per decenni o addirittura secoli.












