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Solo un terzo dei Paesi di tutto il mondo ha presentato gli obiettivi climatici nazionali al 2035

Con la 30esima Conferenza delle Parti ormai alle porte, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha esortato i Governi ritardatari a non perdere altro tempo

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UN Photo/ Laura Jarriel

Sono 63 i Paesi ad aver presentato o annunciato i loro contributi determinati a livello nazionale (NDC) al 2035, vale a dire quasi un terzo di tutti i Paesi del mondo, stando a un’analisi di Carbon Brief. Gli NDC contengono gli impegni climatici da raggiungere di qui a 10 anni.

Perché sono importanti i contributi determinati a livello nazionale

Gli NDC vanno aggiornati e comunicati ogni 5 anni, in base a quanto previsto dall’Accordo di Parigi, l’accordo storico utile per limitare l’aumento della temperatura gloable al di sotto dei 2 °C rispetto all’era pre-industriale, con l’obiettivo contenerlo entro il grado e mezzo di qui alla fine del secolo. Ciascun governo avrebbe dovuto presentare i propri NDC entro la data del 10 febbraio 2025.

Tuttavia, quasi il 95% dei Governi non ha rispettato la scadenza. Il responsabile delle Nazioni Unite per il clima, Simon Stiell, aveva dato di tempo ai Paesi ritardatari fino alla fine di settembre. Al vertice delle Nazioni Unite sul clima del 24 settembre a New York, però, molti Stati hanno affermato di stare ancora lavorando ai propri NDC e che intendono presentarli all’ONU prima o in occasione della COP30 di novembre in Brasile.

NDC, a che punto siamo

Uno studio di Carbon Brief ha messo in luce che quasi un terzo di tutti Paesi del mondo ha presentato i contributi determinati a livello nazionale al 2035, arrivando a coprire circa la metà delle emissioni globali di gas serra. Mancano quindi due terzi. Alcuni lo hanno fatto durante il vertice Onu sul clima della settimana scorsa a New York. Tra questi ci sono Cina, Russia, Turchia, Palau, Tuvalu, Kirghizistan, Perù, São Tomé e Príncipe, Figi, Bangladesh ed Eritrea. Per la prima volta, il Presidente cinese, Xi Jinping, ha annunciato infatti un taglio del del 7-10% rispetto a un non meglio definito picco massimo. Anche la Nigeria, per la prima volta, ha annunciato obiettivi di riduzione delle emissioni per tutti i gas serra e tutti i settori dell’economia.

In base all’analisi, tali Paesi rappresentano insieme il 36% delle emissioni globali di gas serra. La Cina da sola ne rappresenta il 29%. Quasi 53 Paesi avevano già presentato i loro impegni climatici per il 2035 alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Questo gruppo costituiva circa il 14% delle emissioni globali di gas serra. Con l’aggiunta di questo secondo gruppo di nazioni, dunque, la copertura delle emissioni globali salirebbe al 50%. La percentuale non comprende però né gli Stati Uniti, che hanno manifestato l’intenzione di uscire dall’Accordo di Parigi, né l’Unione Europea.

Contributi determinati a livello nazionale, chi manca all’appello

L’Unione Europea ha mancato la scadenza di settembre ma ha diffuso una dichiarazione di intenti in merito. La dichiarazione non è da intendersi l’NDC dell’UE ma manifesta l’intenzione di Bruxelles di presentare il proprio contributo determinato a livello nazionale post-2030 prima della COP 30. L’obiettivo indicativo per il 2035 dell’UE dovrebbe essere situato in un intervallo compreso tra il 66,25% e il 72,5% di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990.

Nonostante gli ultimi annunci, due terzi dei Governi di tutto il mondo mancano ancora all’appello. Tra i Paesi a non aver ancora presentato i propri NDC figurano India, Indonesia, Messico. Secondo il quotidiano, The Hindu, Nuova Delhi avrebbe in programma di farlo all’inizio della COP30 di novembre. Con la 30esima Conferenza delle Parti ormai alle porte, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha esortato i Governi ritardatari a non perdere altro tempo: “La COP30 in Brasile deve concludersi con un piano di risposta globale credibile per rimetterci sulla giusta traiettoria.

QUI il registro completo dei Paesi che hanno comunicato l’NDC.

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