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Limitare il riscaldamento a 2°C è fondamentale per preservare la Penisola Antartica

Fondamentale limitare l'aumento delle temperature al di sotto dei 2 °C e il più vicino possibile a 1,5 °C per contenere il più possibile i danni all'ecosistema unico della Penisola Antartica.

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Il Futuro della Penisola Antartica

La Penisola Antartica si sta riscaldando rapidamente. Uno studio ha esaminato come l’area si comporterà in relazione al clima attuale e in scenari di emissioni future basse, medio-alte e molto elevate, corrispondenti a diversi aumenti della temperatura globale entro il 2100. Dallo studio emerge che è fondamentale limitare l’aumento delle temperature al di sotto dei 2 °C e il più vicino possibile a 1,5 °C per contenere il più possibile i danni all’ecosistema unico della Penisola Antartica.

Nella regione si stanno già verificando cambiamenti dovuti al riscaldamento climatico, come eventi di caldo estremo sempre più frequenti, aumento delle precipitazioni e cambiamento della loro forma, incremento della fusione superficiale, riduzione dell’estensione del ghiaccio marino e collasso delle piattaforme glaciali.

La Penisola si sta riscaldando più velocemente della media globale e ha già superato 1,5 °C di riscaldamento rispetto alle temperature preindustriali. Tale condizione mette alla prova le specie endemiche, può facilitare cambiamenti potenzialmente irreversibili e ostacola l’adattamento nella logistica polare.

Emissioni più elevate porteranno a un maggior numero di giorni con temperature superiori a 0 °C, un aumento delle precipitazioni liquide, il riscaldamento dell’oceano e fenomeni meteorologici estremi più intensi, come le ondate di calore oceaniche e i fiumi atmosferici. La fusione superficiale sulle piattaforme di ghiaccio aumenterà e favorendo la formazione di pozze di acqua di fusione.

Secondo lo studio, in uno scenario a basse emissioni utile a mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 °C, la Penisola Antartica si riscalderà comunque di 2,28 ° C entro la fine del secolo. Al contrario, scenari futuri ad alte emissioni potrebbero portare le temperature della regione oltre i 5 °C.

Impatti degli scenari ad alte e basse emissioni

Negli scenari ad alte e altissime emissioni, la Penisola Antartica toccherà temperature rispettivamente di 5,22 °C e 6,10 °C superiori ai livelli preindustriali.

Nello scenario di emissioni più elevate, corrispondente a un aumento della temperatura globale di 4.4 °C, appare probabile il collasso delle piattaforme di ghiaccio Larsen C e Wilkins entro il 2100. La perdita di ghiaccio marino e delle piattaforme intorno alla Penisola esacerberà le tendenze di perdita di massa del ghiaccio terrestre. Inoltre, il collasso della piattaforma di ghiaccio Giorgio VI entro il 2300 aumenterebbe considerevolmente il contributo all’innalzamento del livello del mare.

Nello scenario a basse emissioni, i ricercatori hanno previsto un riscaldamento della Penisola Antartica di 2,28 °C rispetto alle temperature preindustriali, ossia quasi 0,55 °C al di sopra dell’attuale livello di riscaldamento. Lo studio mostra che il versante occidentale della Penisola registra i cali più significativi nella concentrazione di ghiaccio marino durante i mesi invernali di giugno, luglio e agosto. Al contrario, durante l’estate dell’emisfero australe, il versante orientale della Penisola evidenzia le contrazioni maggiori. Inoltre, la contrazione del ghiaccio riduce l’habitat del krill, la principale fonte di sostentamento per i pinguini.

Vai allo studio pubblicato su Frontiers in Environmental Science

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.