Tali tendenze riguardo la percezione dei rischi ambientali, sia in termini relativi che assoluti, si verificano nonostante le valutazioni scientifiche sugli impatti futuri dei cambiamenti climatici dicano che dovremmo preoccuparcene sempre di più e non di meno.

Le preoccupazioni ambientali sciviolano in basso nella classifica dei principali rischi percepiti
Per la prima volta da molti anni, le preoccupazioni ambientali, soprattutto nel breve termine, stanno scivolando in basso nella classifica dei principali rischi percepiti. Lo svela il Global Risks Report 2026. Il rapporto evidenzia come sta cambiando la percezione dei rischi ambientali, la maggior parte di questi, infatti, è scesa in classifica nella lista dei rischi più gravi, guardando all’orizzonte temporale di due anni.
Il Global Risks Report del World Economic Forum a inizio di ogni nuovo anno offre una panoramica dei rischi globali maggiori, per permettere ai leader mondiali di capire su cosa concentrarsi di più. Non fa previsioni, né suggerisce che il futuro sia predeterminato. Piuttosto, fornisce un insime di potenziali scenari futuri in un’ottica di migliore prevenzione e gestione. Proprio in questi giorni si tiene il World Economic Forum di Davos, località svizzera del Canton Grigioni. In base all’indagine di quest’anno, per il 68% degli intervistati, il contesto politico globale dei prossimi 10 anni è un ordine multipolare o frammentato in cui le potenze medie e grandi sono in conflitto e competono tra loro.

Preoccupazioni ambientali meno prioritarie nel breve termine
Rispetto a un anno fa gli eventi meteorologici estremi sono passati dal secondo al quarto posto nelle preoccupazioni principali del breve termine, ossia per i prossimi due anni; l’inquinamento è passato dal sesto al nono. I cambiamenti critici nei sistemi terrestri e la perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi sono scesi rispettivamente di sette e cinque posizioni. Entrambi si trovano attualmente nella metà inferiore della lista. Tutti i rischi ambientali esaminati dal rapporto perdono in termini di percezione di gravità tra le principali preoccupazioni sentite per i prossimi due anni rispetto a quanto era emerso dal rapporto di un anno fa.
La percezione dei rischi ambientali nel lungo termine e dunque per i prossimi dieci anni vede i rischi ambientali mantenere le loro posizioni tra i rischi considerati più gravi. Gli eventi meteorologici estremi emergono come il rischio principale e metà dei primi 10 rischi della classifica è di natura ambientale. la percezione dei rischi ambientali mostra un maggiore pessimismo rispetto alle categorie di rischio esaminate.
Confronto geoeconomico al primo posto
In un mondo segnato da rivalità crescenti, catene di approvvigionamento instabili e conflitti prolungati con possibili ricadute regionali, il confronto geoeconomico è al primo posto non solo nel panorama dei rischi globali per il 2026. Gli intervistati lo indicano quale rischio principale anche nell’orizzonte temporale di due anni, al primo posto, quindi, tra i rischi maggiori di qui al 2028, con un aumento di otto posizioni rispetto allo scorso anno. Disinformazione e insicurezza informatica si sono classificate rispettivamente al secondo e al sesto posto tra i maggiori rischi per i prossimi due anni. Gli effetti negativi dell’IA segnano il maggiore incremento di posizione, passando dal 30 esimo posto nelle prospettive biennali al quinto posto in quelle decennali di lungo termine.
Come leggere i dati sulla percezione dei rischi ambientali
Tali tendenze riguardo la percezione dei rischi ambientali, sia in termini relativi che assoluti, si verificano nonostante le valutazioni scientifiche sugli impatti futuri dei cambiamenti climatici dicano che dovremmo preoccuparcene sempre di più e non di meno. L’Emissions Gap Report 2025 del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente stima che le temperature globali probabilmente supereranno la soglia limite del grado e mezzo di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali entro i prossimi dieci anni. Quindi, con più di 10 di anticipo rispetto a quanto previsto nel 2015, quando i leader mondiali hanno firmato l’Accordo di Parigi.
Il caldo estremo, la siccità, gli incendi boschivi e gli altri eventi meteorologici estremi diventeranno sempre più intensi e frequenti, come avvertono gli scienziati. Le conseguenze negative dei cambiamenti climatici potrebbero inoltre aggravare la polarizzazione e la disuguaglianza sociale.
La cooperazione multilaterale sulle questioni ambientali si sta indebolendo
La ridefinizione delle priorità dei rischi ambientali sta avvenendo in un panorama geopolitico
plasmato da una crescente multipolarità e protezionismo. Il Global Tipping Points Report 2025 avverte che il potenziale di cooperazione multilaterale sulle questioni ambientali si sta indebolendo, poiché le grandi potenze stanno dando la priorità alla sovranità nazionale e al guadagno rispetto all’azione collettiva. La competizione per l’accesso alle risorse si sta intensificando e la sicurezza nazionale, compresa la sicurezza energetica, domina il processo decisionale dei Governi. In questo momento nel panorama globale si guarda a tutte le opzioni esistenti per aumentare l’approvvigionamento energetico, inclusa una maggiore dipendenza dall’estrazione di combustibili fossili, oltre che al ricorso alle fonti di energia pulita e rinnovabile.
Vai al rapporto Global Risks Perception Survey 2025-2026












