In tutta l'Africa, quasi quattro famiglie su cinque si affidano ancora a combustibili tradizionali e inquinanti per cucinare. Preparare i pasti quotidiani con questa tipologia di combustibili contribuisce a oltre 800 mila morti premature all'anno nel continente.

Il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), Fatih Birol, da tempo desidera dare maggiore priorità nell’agenda globale al tema dell’accesso a combustibili e tecnologie pulite per cucinare in Africa. Ora, come scrive l’agenzia Axios, guarderebbe agli Stati Uniti come possibile partner su cui contare. L’uso diffuso di combustibili come legna, carbone vegetale, fuochi all’aperto o stufe inadeguate, rappresenta un grave problema sanitario ed economico per il continente. Ecco perché si parla sempre più spesso di clean cooking in Africa, riferendosi all’urgenza di garantire metodi di cucina più moderni e sostenibili ai popoli dell’Africa.
La mancanza di combustibili e tecnologie pulite per cucinare in Africa
Il report di quest’anno dell’IEA Universal Access to Clean Cooking in Africa sosteneva che ad oggi ancora quasi 2 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno accesso a soluzioni di cottura considerate “pulite”. Queste persone si affidano a combustibili inquinanti dannosi per la salute, l’ambiente e il progresso. La crisi impatta l’equità di genere e la sicurezza economica ma sarebbe risolvibile attraverso tecnologie già esistenti e investimenti modesti.
In tutta l’Africa, quasi quattro famiglie su cinque si affidano ancora ai combustibili tradizionali per cucinare. Le donne e le ragazze sono le più penalizzate, dovendo trascorrere ore ogni giorno a raccogliere legna da ardere a a cucinare, respirando fumi nocivi. Preparare i pasti quotidiani con questa tipologia di combustibili contribuisce a oltre 800 mila morti premature all’anno in Africa.
L’impegno globale per le iniziative di clean cooking in Africa
Il primo summit dedicato al tema del clean cooking in Africa si è svolto a Parigi a maggio 2024. Il vertice è riuscito a mobilitare 2,2 miliardi di dollari in impegni finanziari da parte di Governi nazionali e del settore privato. Vi hanno partecipato quasi 60 Paesi, responsabili di organizzazioni internazionali e amministratori delegati di importanti aziende energetiche.
A luglio 2025, l’IEA ha pubblicato un documento che dimostrava che più di 470 milioni di dollari degli impegni assunti a summit di Parigi erano già stati concretizzati. L’IEA ha anche definito una nuova tabella di marcia per stilare un percorso economicamente vantaggioso e utile ad assicurare l’accesso universale a metodi di cucina non inquinanti in tutta l’Africa subsahariana entro il 2040.
Adesso l’IEA punta a ottenere maggiori impegni attraverso un secondo vertice da tenersi l’anno prossimo anno in Kenya. Il Segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, sarà co-presidente insieme al Presidente keniota, William Ruto, al Primo Ministro norvegese, Jonas Gahr Støre e a Fatih Birol.
L’agenzia ha identificato delle alternative. Tra queste, oltre al GPL, ci sono anche l’utilizzo di cucine avanzatissime alimentate a biomassa, biogas ed elettrificazione. Ma sempre l’IEA aveva sottolineato recentemente che l’accesso universale all’elettricità in Africa resta ancora lontano, nonostante i progressi tecnologici e l’incremento degli investimenti.
Stati Uniti: un possibile partner?
Il segretario generale della Agenzia internazionale per l’energia, Birol, spera in maggiori finanziamenti azionari. Birol guarderebbe in particolare all’occasione offerta dalla presidenza statunitense del G20 del prossimo anno. Avrebbe infatti intenzione di contattare i funzionari statunitensi per discutere dell’argomento.
Il punto critico di questa strategia è che i funzionari dell’Amministrazione Trump hanno criticato l’IEA, sostenendo che si sarebbe dedicata troppo alla tutela del clima. Non solo, il Governo statunitense sta anche riducendo drasticamente tutti gli aiuti internazionali destinati agli altri Paesi. Tuttavia, Birol ritiene di poter contare su una convergenza perfetta riguardo questa tematica con il Presidente statunitense. Birol ha affermato infine che garantirà che l’argomento sia all’ordine del giorno al vertice di Davos il mese prossimo e alla sessione ministeriale dell’IEA di febbraio.












