Nuovo accordo Consiglio e Parlamento UE per una misurazione trasparente e un taglio del 90% della CO₂ al 2040, con maggiore flessibilità per industria e PMI.

Verso una misurazione uniforme delle emissioni dei trasporti
Il Parlamento e il Consiglio dell’unione europea hanno raggiunto un accordo che prevede l’introduzione di una metodologia unica per calcolare le emissioni di gas serra (GHG) derivanti dai trasporti. L’obiettivo è rendere più semplice il confronto tra le diverse modalità di trasporto – su strada, rotaia, aria o mare – e fornire a cittadini e imprese strumenti affidabili per scelte più consapevoli.
Le nuove norme non impongono un obbligo generalizzato alle aziende di calcolare le proprie emissioni, ma chi deciderà di farlo, per motivi di rendicontazione o marketing, dovrà applicare il metodo comune. Il principio di base si fonda sul calcolo delle emissioni legate all’uso dei veicoli e alla fornitura di energia durante le operazioni di trasporto. “Promuovendo l’uso di dati primari, garantiamo una misurazione più accurata delle emissioni di gas serra, in linea con gli obiettivi climatici dell’Europa”, ha commentato Antonio Decaro, relatore della Commissione Ambiente del Parlamento europeo.
Strumento gratuito e incentivi per le PMI
Per favorire l’adozione delle nuove regole, la Commissione europea svilupperà entro quattro anni un calcolatore pubblico, semplice e gratuito, accompagnato da un manuale d’uso. L’iniziativa è pensata per ridurre gli oneri amministrativi e finanziari, soprattutto per le piccole e medie imprese (PMI). “Le nuove norme renderanno più facile per le imprese comunicare in modo accurato le proprie emissioni di gas serra”, ha sottolineato Norbert Lins, relatore della Commissione Trasporti. Lo strumento offrirà incentivi a chi misura direttamente le proprie emissioni, garantendo maggiore precisione e trasparenza.
Il sistema privilegia l’impiego di dati reali rispetto a stime e valori predefiniti, promuovendo l’uso di informazioni primarie e premiando le aziende che investono in misurazioni dirette. L’accordo prevede inoltre che entro quattro anni la Commissione valuti la possibilità di estendere il metodo alle emissioni lungo l’intero ciclo di vita dei servizi di trasporto, includendo produzione, manutenzione e smaltimento dei veicoli.
Taglio del 90% al 2040: il nuovo compromesso sul clima
Parallelamente, il Consiglio ha approvato la propria posizione sul nuovo obiettivo climatico intermedio: riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990. Il target rimane vincolante, ma introduce una flessibilità del 5% attraverso l’utilizzo di crediti di carbonio internazionali di alta qualità.
Dopo un negoziato di oltre 18 ore tra i ministri dell’Ambiente, l’intesa è arrivata con il sostegno di 21 Stati. L’Italia, rappresentata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, ha ottenuto l’inserimento del ruolo dei biocarburanti nel raggiungimento del target e la possibilità di applicare una flessibilità ulteriore del 5% su base volontaria. “È un compromesso buono, che accoglie le istanze presentate dall’Italia”, ha dichiarato Pichetto Fratin, sottolineando il legame tra la misura e gli investimenti del Piano Mattei in Africa, finalizzati a sostenere la decarbonizzazione industriale.
Un Green Deal più pragmatico e competitivo
Il compromesso raggiunto segna una svolta verso un Green Deal europeo pragmatico, incentrato su competitività e realismo industriale. Secondo una fonte diplomatica UE, “è finito il Green Deal ideologico per lasciare spazio a un approccio compatibile con la crescita e l’occupazione”.
Il nuovo quadro normativo include anche il posticipo dell’ETS2, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione per edifici e trasporti su strada, dal 2027 al 2028, accogliendo le richieste di Paesi come Italia, Romania e Polonia. Prevista inoltre una valutazione biennale dei progressi, per verificare l’efficacia delle politiche e la coerenza con gli obiettivi di neutralità climatica al 2050.
Il Consiglio ha ribadito che la transizione dovrà essere socialmente equa, tecnologicamente neutra e sostenibile. Tra le priorità: promuovere l’efficienza energetica, sostenere gli investimenti in tecnologie rinnovabili e rafforzare la sicurezza energetica dell’Unione.
Emissioni dei trasporti, in futuro una misurazione anche per quelle indirette
Le due iniziative – la metodologia comune per le emissioni dei trasporti e il nuovo obiettivo climatico 2040 – si inseriscono in una strategia complessiva per rendere la mobilità europea più sostenibile e misurabile.
La Commissione ha inoltre indicato che, una volta raccolti dati sufficienti e migliorate le metodologie internazionali, la misurazione potrà estendersi anche alle emissioni indirette legate alla produzione di energia o alla costruzione dei mezzi di trasporto. Una prospettiva che consentirà di valutare con maggiore precisione l’impatto dell’intero sistema logistico europeo e guidare investimenti più efficaci verso un’economia a basse emissioni.












