Durante l'estate, la superficie ghiacciata dell'Artico è scesa a 4,64 milioni di kmq. Diversamente dai record precedenti, non si è verificato nessun evento insolito

La riduzione del ghiaccio Artico è ormai un fenomeno strutturale
(Rinnovabili.it) – Da quando i satelliti della NASA hanno iniziato a monitorare l’estensione dei ghiacci in Artico, nel lontano 1978, si sono registrati soltanto altri tre momenti in cui la superficie è stata così ridotta. Le misurazioni, elaborate dal Centro nazionale per l’analisi dei ghiacci, il Nsidc (NASA-supported National Snow and Ice Data Center) dell’università del Colorado, non lasciano dubbi. L’estate 2017 ha visto restringersi l’area coperta dalla crosta bianca fino a 4,64 milioni di km quadrati, il quarto record negativo. Per dare un senso a questo dato, occorre metterlo in prospettiva: siamo quasi 1,6 milioni di kmq al di sotto della media degli ultimi 20 anni.
Di norma le zone ghiacciate dei poli raggiungono l’estensione massima durante l’inverno, per poi gradualmente ridursi nella stagione estiva.
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