La circolarità delle batterie mira a ridurre la dipendenza da materiali critici che devono essere prima estratti e raffinati

Secondo il rapporto dell’EPO il leader nel riciclo batterie è la Cina
Il numero di batterie a fine vita provenienti solamente dalle auto elettriche aumenterà da 1,2 milioni nel 2030 a 14 milioni entro il 2040. Il futuro della transizione energetica non si gioca solo sulla capacità di produrre nuove batterie, ma soprattutto su quella di riciclarle, campo su cui l’Asia è attualmente all’avanguardia. Allo stesso tempo, però, si è registrata una crescita significativa delle innovazioni europee.
Secondo un nuovo rapporto congiunto dell’EPO (Ufficio Europeo dei Brevetti) e dell‘Agenzia Internazionale dell’Energia, il campo della circolarità delle batterie è diventato uno dei settori più dinamici dell’innovazione tecnologica globale.
Un’impennata guidata dalla mobilità elettrica
Dal 2017, anno in cui le vendite globali di auto elettriche hanno superato per la prima volta la soglia del milione, il numero di brevetti legati alla circolarità delle batterie è cresciuto a un ritmo vertiginoso: +42% annuo. Per dare un termine di paragone, la produzione di batterie ricaricabili cresce del 16%, mentre la media di tutti gli altri settori tecnologici si ferma al 2%. Questa accelerazione è necessaria per rispondere a una sfida imminente.
Geopolitica del riciclo batterie: l’avanzata della Cina
Il panorama brevettuale riflette gli equilibri di potere industriale. Le aziende asiatiche detengono il 63% delle famiglie di brevetti internazionali nel settore della circolarità. La Cina, in particolare, ha compiuto un balzo enorme, passando dal 5% al 29% della quota globale tra il 2013 e il 2023.
Nello stesso periodo, gli operatori giapponesi e coreani hanno mantenuto una quota significativa di brevetti internazionali in questo settore, mentre la quota europea è leggermente diminuita – dal 22% al 21% – e i contributi di Australia, Canada e Stati Uniti sono rimasti limitati.
Leader indiscusso del settore è diventata Brunp, filiale del colosso CATL, che ha superato pionieri storici come Toyota, LG e Sumitomo grazie a una strategia che copre l’intera catena del valore: dalla raccolta dei rifiuti alla raffinazione chimica dei metalli.
Riciclo batterie: il ruolo dell’Europa
Nonostante la pressione asiatica, l’Europa mantiene una posizione rilevante con una quota del 21% dei brevetti internazionali. Il Vecchio Continente eccelle in segmenti specifici come la raccolta dei rifiuti, le tecnologie di movimentazione remota e l’estrazione idrometallurgica.
Attori chiave come Umicore, BASF e centri di ricerca come il CEA francese stanno guidando lo sviluppo di processi per trasformare i materiali riciclati in nuovi componenti. Tuttavia, per restare competitiva, l’Europa deve superare ostacoli legati alla frammentazione dei flussi di rifiuti e ai costi elevati, puntando su una maggiore automazione e scalabilità industriale.
Politica e sicurezza energetica
“L’innovazione nella circolarità delle batterie è fondamentale per garantire le risorse, rafforzare la competitività e ridurre l’impatto ambientale“, ha dichiarato il Presidente dell’EPO, António Campinos. Un concetto ribadito da Fatih Birol, Direttore Esecutivo della IEA, secondo cui accelerare il riciclo può “allentare la pressione sulle catene di approvvigionamento di minerali critici“.
L’Europa sta cercando di blindare questo settore attraverso un quadro normativo sempre più solido, che include il Regolamento Batterie del 2023 e iniziative come il RESourceEU Action Plan. L’obiettivo è chiaro: trasformare un potenziale problema ambientale in un’opportunità di sovranità tecnologica, riducendo la dipendenza dalle importazioni di materie prime vergini.
Riciclo batterie: strumenti per la ricerca
L’Ufficio europeo dei brevetti mette a disposizione diverse piattaforme tecnologiche che facilitano l’esplorazione di Espacenet, la più grande fonte unica di informazioni sui brevetti al mondo, accessibile gratuitamente, da parte di scienziati e ricercatori.
Per supportare questo ecosistema, l’EPO ha aggiornato la sua piattaforma con 24 nuove aree di ricerca dedicate alla circolarità e ha potenziato il Deep Tech Finder, uno strumento che ora include i profili di circa 60 startup e università europee attive nel riciclo, facilitando l’incontro tra innovazione e investimenti












