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Sungrow, parla Manzoni, capo BESS utility in l’Italia: “Facciamo chiarezza sul Grid-forming”

Con l'aumento della penetrazione delle rinnovabili, la stabilità della rete e l'inerzia virtuale diventano critiche. Ecco perché oggi si parla sempre più di funzionalità Grid-forming.

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Emilio Manzoni, responsabile PV & BESS Utility di Sungrow per l’Italia

Dalla funzionalità Grid-forming al raffreddamento a liquido, dove sta andando il settore BESS utility in l’Italia

Quali sono le sfide principali per gli sviluppatori italiani nell’integrazione dei BESS su larga scala? Perché è così importante puntare sulla funzionalità Grid-forming? Quali sono le tecnologie più avanzate per l’accumulo a batteria progettate per i grandi impianti? Lo abbiamo chiesto a Emilio Manzoni, responsabile PV & BESS Utility di Sungrow per l’Italia, in occasione del PV & ESS Summit di Madrid organizzato da Sungrow all’inizio di quest’anno.

Il 2025 è stato un anno di crescita per il fotovoltaico e l’accumulo ma con ritmi differenti, sia in Europa che, più specificatamente, in Italia. Per quanto riguarda il contesto nazionale, come è andato l’anno per Sungrow?

Per quanto riguarda il fotovoltaico, il 2025 in Italia, seguendo le orme del 2024, è stato un anno di crescita della potenza installata ma ha segnato una differenza tra i vari segmenti del mercato. Il mercato residenziale ha visto sicuramente una contrazione, per diversi motivi, non ultimo il taglio di alcuni incentivi. Il mercato della piccola e media industria con autoconsumo si è stabilizzato ed è un mercato in cui noi crediamo molto. Il settore utility invece ha registrato una forte crescita.

Sungrow, grazie all’ampio portafoglio di prodotti disponibili, è in grado di coprire tutti i segmenti di mercato. Ecco come riusciamo a bilanciare tutte le fluttuazioni e le richieste: proponendo soluzioni differenziate. Riferendoci all’utility scale, Sungrow probabilmente è l’unica realtà al mondo a poter fornire entrambe le tecnologie: sia inverter di stringa sia inverter centralizzati e le relative stazioni di media tensione.

Per quanto riguarda invece il mercato BESS, il 2025 ha visto l’Italia come assoluto protagonista non sono in Europa ma nel mondo. L’asta del MACSE si è svolta a fine settembre e influenzerà sicuramente il mercato BESS europeo per i prossimi anni. Anche nel mercato storage Sungrow ha raccolto molti successi, firmando contratti sia per le precedenti aste Capacity Market di Terna, sia vincendo progetti MACSE con i propri partner.

A quali obiettivi puntate per il 2026?

Per lo storage, nel 2026 consegneremo 800 megawattora e 1GWh. Abbiamo due obiettivi prioritari per l’anno appena cominciato. Dal punto di vista utility scale, l’obiettivo è mantenere la nostra quota di mercato negli inverter PV, che si attesta tra il 25% e il 30%. Per farlo dobbiamo consegnare in Italia oltre 1,2 gigawatt di potenza di inverter fotovoltaici. E siamo abbastanza fiduciosi di riuscirci. Per quanto riguarda il mercato BESS, gli obiettivi sono: consegnare tutti i progetti dei contratti firmati nel 2025, che sono di taglie molto diverse. Il maggiore è di 230 MWh in un unico impianto, e poi ce ne sono tanti altri più piccoli. Un altro obiettivo è firmare almeno 1 gigawatt di impianti BESS con nuovi contratti per gli anni futuri.

Con l’aumento della penetrazione delle rinnovabili, la stabilità della rete e l’inerzia diventano critiche. Ecco perché oggi si parla sempre più di funzionalità Grid-forming. Vorrebbe spiegare meglio in cosa consiste?

La funzione Grid-forming è un argomento molto gettonato al momento ma occorre fare un po’ di chiarezza. Ce ne sono di due tipi: la prima è di tipo locale, ossia necessaria per creare una rete, o un sistema elettrico, o dove il sistema elettrico non c’è o è carente. Dunque, anche un inverter connesso a isola, quindi non collegato a una rete elettrica nazionale o più grande, può contenere la funzione Grid-forming. Penso, ad esempio, a un villaggio dove l’energia elettrica non arriva. In quel caso, si installa un impianto fotovoltaico con un inverter Grid-forming, ossia capace di autoinnescarsi cioè generare una rete elettrica locale. Di norma, invece, un inverter fotovoltaico è Grid-following, ossia segue la rete alla quale è connessoi e la “segue” in tensione e in frequenza.

La funzione Grid-forming di cui è necessario discutere in questo momento fa riferimento alla capacità di supporto della rete elettrica nazionale, perché le rinnovabili, e in particolare il fotovoltaico, introducono scompensi nella rete. Gli impianti fotovoltaici hanno un sistema di conversione statico, non ci sono organi e masse in movimento. Di conseguenza, gli inverter tradizionali, a differenza delle macchine rotanti, non hanno l’inerzia e non erano finora di una potenza tale da poter integrare tale funzione, erano quindi minoritari rispetto alla rete. Con la penetrazione delle rinnovabili, tale bilanciamento a volte è a favore delle energie rinnovabili e i sistemi di conversione statici possono creano instabilità. Ecco perché serve la funzione Grid-forming e quella di inerzia virtuale.

Come si sta muovendo Sungrow su questi fronti? 

Sungrow le ha già implementate da qualche anno nei propri prodotti Utility. In intere regioni del pianeta siamo responsabili della formazione della rete attraverso i nostri sistemi di conversione di elettronica di potenza, anche dove la rete è creata integralmente dai sistemi di Sungrow. Il TSO italiano sicuramente andrà a implementarne la richiesta nei prossimi anni. Su questo punto abbiamo scambi costanti di informazioni tecniche con diversi TSO europei, ma ad oggi il quadro normativo non è ancora definito. Bisogna capire in che percentuale arriverà la richiesta ma Sungrow sarà in grado di gestirla.

A livello nazionale tutti gli occhi sono puntati sull’accumulo elettrochimico, specialmente grazie al MACSE e alle aste del Capacity Market. Quali sono le sfide principali che gli sviluppatori italiani stanno affrontando nell’integrazione dei BESS su larga scala e come la vostra tecnologia risponde alle esigenze specifiche della rete italiana?

Gli sviluppatori italiani, così come gli sviluppatori di tutto il resto dell’Europa, devono confrontarsi prima di tutto con un processo di ottenimento dei permessi lungo e complicato. Sono richiesti tempo e competenze sin dalla selezione del sito dove realizzare l’impianto. Le altre sfide sono: un quadro normativo in continua evoluzione, il sistema di remunerazione e il mercato energetico in generale. Lo abbiamo visto: molto spesso il mercato energetico è influenzato da fattori esterni internazionali di geopolitica. Sungrow, tuttavia, offre prezzi competitivi e la tecnologia più avanzata presente oggi sul mercato.

Un altro limite per lo storage in Italia è l’ibridizzazione degli impianti fotovoltaici esistenti. C’è molta richiesta di integrare sistemi storage negli impianti fotovoltaici già esistenti ma spesso si incontrano problemi di saturazione del punto di connessione disponibile. L’attuale tecnologia storage con accoppiamento in AC tecnicamente va ad aumentare la potenza teoricamente immissibile in quel punto e questo ha volte è un ostacolo.

Come si ovvia? Con il controllo software della potenza immessa, attraverso la funzione di non immissione che va a fermare o la potenza immessa o la potenza delle storage. A tale proposito, insieme al PowerTitan 3.0, Sungrow propone una soluzione di accoppiamento in DC (corrente continua). Ciò permette una migliore gestione dell’energia fotovoltaica nelle applicazioni time- shifting e “a mercato” e un più semplice sfruttamento delle connessioni alla rete esistenti.

Nel settore BESS Utility, il raffreddamento a liquido sembra aver vinto la battaglia tecnologica contro il raffreddamento ad aria, promettendo maggiore densità energetica e minori costi operativi. Può spiegarci perché questa tecnologia è diventata imprescindibile per la bancabilità dei progetti?

Sungrow ha inserito questa tecnologia nei propri sistemi storage già da qualche anno. Il raffreddamento a liquido presenta diversi vantaggi tecnici. In primo luogo: un controllo più puntuale della temperatura delle batterie e delle singole celle, almeno nel caso dei PowerTitan. A livello di cella e di batteria, questa caratteristica aumenta la profondità di scarica, la durata della vita e migliora le performance. A livello di sistema, permette una minore manutenzione, perché non prevede il cambio di filtri e neanche l’integrazione di liquidi refrigeranti. Inoltre, abbassa la rumorosità del sistema. Di conseguenza, a fronte di tutti questi vantaggi, il raffreddamento a liquido migliora la bancabilità in generale dei progetti.

Con il PowerTitan 2.0 avete definito un nuovo standard per il settore e in particolare per il design ‘All-in-One’. Passando alla nuova generazione, quali nuovi vantaggi offre il PowerTitan 3.0?

Primo tra tutti: PowerTitan 3.0, rispetto al precedente, ha una capacità maggiore perché raggiunge quasi 7 MWh, a totale vantaggio della densità energetica. Inoltre per i mercati maturi, come quello italiano o quello britannico, dove è richiesta una sempre maggiore durata degli impianti storage, avere la possibilità di modulare la potenza da 2 a 8 ore riveste una grandissima importanza.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.