Rinnovabili • Pacchetto reti europeo, ENTSO-E critica governance e costi Rinnovabili • Pacchetto reti europeo, ENTSO-E critica governance e costi

Reti elettriche UE, ENTSO-E avverte: Il pacchetto non risolve i veri colli di bottiglia

Dalla governance alla finanza, ENTSO-E indica limiti e correzioni necessarie per accelerare davvero le infrastrutture elettriche europee.

Pacchetto reti europeo, ENTSO-E critica governance e costi
Pacchetto reti europeo, ENTS O-E critica governance e costi – Immagine realizzata con IA

Le criticità del Pacchetto reti europee secondo ENTSO-E

Nel dibattito sul futuro del Pacchetto reti europeo, ENTSO-E pubblica la sua analisi in cui mette in evidenza che la vera sfida non è la pianificazione ma l’attuazione concreta delle infrastrutture. ENTSO-E analizza le proposte della Commissione europea su TEN-E, permitting e valutazioni ambientali, riconoscendo il ruolo centrale delle reti elettriche per sicurezza energetica, clima e competitività, ma segnalando criticità rilevanti.

Secondo l’associazione che riunisce i gestori dei sistemi di trasmissione elettrica dei Paesi europei, il sistema elettrico continentale è già in trasformazione, con una rapida diffusione di impianti carbon neutral e un aumento atteso dell’elettrificazione dei consumi. Tuttavia, i principali ostacoli restano finanziamento, permitting e supply chain, non la pianificazione.

Dal 2010 a oggi sono stati realizzati oltre 16.000 km di nuove linee di trasmissione e 23 Stati membri hanno sviluppato nuove interconnessioni, mentre altri due sono in fase di sviluppo. Guardando al futuro, sono previsti oltre 100.000 km di nuove linee entro il 2045.

La pianificazione delle reti elettriche non è il vero problema

ENTSO-E sottolinea che il sistema di pianificazione europeo, basato sul TYNDP e sulla cooperazione tra operatori e regolatori, è già efficace. I risultati raggiunti dimostrano che gli obiettivi europei si traducono in programmi concreti e coerenti.

Secondo l’associazione dei gestori di rete, il rischio è che il Pacchetto reti europeo introduca modifiche profonde alla governance, soprattutto su scenari e metodologie, generando incertezza decisionale. Questo potrebbe rallentare ulteriormente i progetti invece di accelerarli.

La proposta della Commissione prevede un maggiore coinvolgimento politico nei processi tecnici. ENTSO-E ritiene invece che la pianificazione debba restare guidata da competenze tecniche, mantenendo una distinzione chiara tra livelli tecnici, regolatori e politici.

Qual è il modello di infrastruttura proposto da ENTSO-E?

Nel quadro della revisione TEN-E, ENTSO-E propone una governance basata su responsabilità condivise. La Commissione dovrebbe definire il quadro politico e gli obiettivi, mentre ENTSO-E dovrebbe mantenere il ruolo centrale nella modellazione tecnica degli scenari.

Gli Stati membri, invece, dovrebbero rafforzare il loro ruolo attraverso i gruppi regionali TEN-E, garantendo coerenza con i Piani Nazionali Energia e Clima. Questo approccio, secondo ENTSO-E, consente di mantenere allineamento tra obiettivi europei e realtà nazionali, evitando duplicazioni e costi aggiuntivi.

Un altro elemento chiave è l’introduzione di scenari multipli e analisi di sensitività per aumentare la resilienza della pianificazione, in un contesto energetico sempre più incerto e dinamico.

Come cambiano fabbisogni e governance nel pacchetto reti europeo?

Uno dei punti più critici riguarda la proposta di trasferire ad ACER la responsabilità della metodologia per identificare i fabbisogni infrastrutturali. ENTSO-E propone invece di mantenere questo ruolo, con supervisione regolatoria e approvazione della Commissione.

Inoltre, l’estensione del perimetro dell’analisi ai possibili interventi rischia di trasformare uno strumento tecnico in uno strumento decisionale. Secondo ENTSO-E, questo comprometterebbe la separazione tra pianificazione europea e decisioni di investimento, che restano competenza degli Stati membri.

Il modello suggerito punta a mantenere il report sui fabbisogni come strumento analitico, utile a individuare colli di bottiglia strutturali e opportunità economiche, senza vincolare le scelte finali.

I rischi per le infrastrutture elettriche europee

Sul fronte economico, ENTSO-E contesta l’idea di utilizzare la Cost-Benefit Analysis come base vincolante per la ripartizione dei costi tra Paesi (CBCA). Questo approccio, secondo il documento, ridurrebbe lo spazio negoziale politico e non ha dimostrato efficacia nella pratica.

Inoltre, collegare l’accesso ai finanziamenti europei a un accordo preventivo sulla ripartizione dei costi potrebbe rallentare ulteriormente i progetti.

Critiche anche alla proposta di vincolare l’utilizzo delle congestion rents. L’attuale quadro normativo consente già di indirizzarle verso investimenti o riduzione delle tariffe. Un’eccessiva rigidità europea potrebbe generare distorsioni negli investimenti e inefficienze di sistema.

Le soluzioni per accelerare le reti energia

ENTSO-E accoglie positivamente le misure del Pacchetto relative all’accelerazione delle autorizzazioni. Tuttavia, propone ulteriori interventi per rendere realmente efficaci le riforme.

Tra le raccomandazioni principali emerge la necessità di riconoscere le infrastrutture di rete come opere di interesse pubblico prevalente, riducendo gli ostacoli normativi. Viene inoltre suggerito di estendere le esenzioni dalle valutazioni ambientali per progetti di ammodernamento e repowering, anche se realizzati prima dell’introduzione delle normative ambientali.

Un altro punto riguarda la creazione di un database condiviso sulle specie, alimentato da autorità e ONG, per superare uno dei principali colli di bottiglia informativi nelle procedure autorizzative.

I limiti normativi del pacchetto reti europeo secondo ENTSO-E

Un elemento trasversale riguarda l’ampio ricorso ad atti delegati e di esecuzione. ENTSO-E evidenzia che questo approccio rischia di generare incertezza giuridica e minore trasparenza, con effetti negativi sugli investimenti di lungo periodo.

Per questo, l’associazione raccomanda di inserire gli elementi fondamentali – come metodologie e governance – direttamente nei testi legislativi principali, riducendo la discrezionalità successiva.

Infine, viene sottolineata la necessità di evitare frammentazioni normative tra diversi strumenti europei, come TEN-E, RED e direttive ambientali, che oggi utilizzano definizioni e procedure non sempre coerenti.

Rinnovabili •

About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.