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Turbine eoliche offshore integrate a data center IA

Dalla Norvegia al Regno Unito, il progetto AO60DC di Aikido Technologies punta a ridurre consumi, costi e impatti dei data center spostando tutto in mare.

Data center nell’eolico offshore per alimentare l’AI
Data center nell’eolico offshore per alimentare l’AI – fonte Aikido Technologies

Energia e calcolo nello stesso impianto

L’integrazione tra energia e calcolo prende forma con l’idea di integrare data center per l’IA nell’eolico offshore. Si tratta di una soluzione sviluppata dalla startup statunitense Aikido Technologies per alimentare direttamente l’intelligenza artificiale con energia rinnovabile prodotta in mare.

L’azienda, con sede a San Francisco, è specializzata in piattaforme eoliche galleggianti e sta sviluppando queste tecnologie tra Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. Il progetto nasce per rispondere alla crescita dei consumi energetici dell’IA e alle difficoltà di costruire nuove infrastrutture a terra.

Nel 2025 i data center per l’IA hanno consumato 448 TWh, un valore paragonabile all’intero fabbisogno elettrico della Germania. Secondo le analisi riportate, questa domanda potrebbe raddoppiare entro cinque anni. Questo aumento mette sotto pressione le reti elettriche locali e alimenta opposizioni territoriali alla costruzione di nuovi impianti, fenomeno noto come NIMBY.

Data center integrati nell’eolico offshore

La risposta di Aikido è la piattaforma AO60DC, un sistema ibrido che unisce turbina eolica, accumulo e infrastruttura digitale. La struttura ricorda una fondazione per turbine eoliche galleggianti, con una torre centrale e tre grandi gambe stabilizzate da serbatoi di zavorra che si estendono fino a 20 metri di profondità.

All’interno di queste gambe sono integrate le sale dati modulari. Ogni gamba ospita una data hall da 3-5 MW, per una capacità complessiva di 10-12 MW di calcolo per piattaforma, alimentata da una turbina da 15-18 MW. Il sistema include batterie con autonomia superiore a 4 ore, mentre la connessione alla rete resta disponibile come backup.

Il concetto è quello di collocare produzione, accumulo, raffreddamento e calcolo nello stesso punto, evitando lunghe linee di trasmissione e riducendo le perdite energetiche.

I benefici del raffreddamento passivo

Uno degli elementi centrali del data center integrato all’eolico offshore è il sistema di raffreddamento. Il calore generato dai server viene trasferito attraverso le pareti in acciaio dei serbatoi direttamente all’acqua marina circostante. Si tratta di un sistema passivo, senza impianti di climatizzazione tradizionali.

Questa soluzione consente ad Aikido di puntare a un PUE di 1,08, molto inferiore alla media globale dei data center, pari a circa 1,5. Ciò significa una riduzione significativa dei consumi legati al raffreddamento e delle spese operative, con un taglio stimato del 70% dei costi CAPEX e OPEX legati alla climatizzazione.

L’impatto termico sull’ambiente marino viene indicato come limitato a pochi metri attorno alla struttura, grazie alla dispersione diretta nel mare.

Il modello “flat-pack”

La piattaforma è progettata con un approccio modulare. È composta da 13 elementi in acciaio prefabbricati, realizzati utilizzando filiere industriali già attive nei settori offshore, oil & gas ed eolico.

Il modello “flat-pack” consente di assemblare la struttura in pochi giorni. Il prototipo in scala è stato completato in meno di una settimana, contro i 5-6 mesi necessari per piattaforme offshore tradizionali. Le sale dati vengono costruite a terra e integrate durante l’assemblaggio finale in porto.

Una volta installata, la piattaforma richiede manutenzione regolare con visite bisettimanali tramite navi di servizio. Sono previsti alloggi temporanei per i tecnici e sistemi di monitoraggio remoto.

Data center nell’eolico offshore, la roadmap

Il primo progetto dimostrativo sarà realizzato presso il METCentre in Norvegia, uno dei principali siti di test per l’eolico offshore galleggiante. Qui Aikido svilupperà il dimostratore AO60 da 15 MW, con installazione prevista nel 2027.

Prima ancora, è previsto un prototipo da 100 kW nel Mare del Nord entro il 2026, utilizzando una turbina rigenerata Vestas V-17. Il primo progetto commerciale è pianificato nel Regno Unito con entrata in funzione nel 2028.

La strategia industriale prevede anche il riutilizzo di oltre 50 GW di siti eolici offshore galleggianti già autorizzati ma non sviluppati, convertendoli in infrastrutture per il calcolo.

Nel lungo periodo, Aikido punta a realizzare parchi in grado di supportare capacità computazionali da 30 MW fino a oltre 1 GW.

Le criticità finora emerse

Il modello presenta anche alcune criticità. La prima riguarda la continuità della fornitura energetica. L’intelligenza artificiale richiede energia costante, mentre la produzione eolica è variabile. Le batterie integrate offrono stabilità, ma non garantiscono una copertura completa su lunghi periodi.

Un secondo tema riguarda i costi. L’integrazione di sistemi di accumulo potrebbe aumentare il costo complessivo rispetto ad altre soluzioni energetiche, come quelle basate su produzione continua.

Infine, emergono preoccupazioni ambientali legate al riscaldamento delle acque. Alcuni osservatori sottolineano il rischio di impatti cumulativi su ecosistemi marini già sotto pressione. Allo stesso tempo, c’è una forte concorrenza internazionale, con installazioni già operative in altri Paesi, tra cui un impianto da 2,3 MW per data center sottomarini alimentati dal vento, sviluppato in Cina.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.