Il Parlamento Europeo offre ai produttori di truck e bus, un margine di manovra più ampio per raggiungere gli obiettivi sulla riduzione delle emissioni fissati per il 2030

Emissioni mezzi pesanti, più flessibilità per produttori di camion e bus
L’Ue tende la mano ai produttori di mezzi pesanti. Il Parlamento Europeo ha dato il via libera alla modifica strategica dei regolamenti sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti, offrendo ai produttori un margine di manovra più ampio per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati per il 2030.
Con una maggioranza schiacciante — 473 voti favorevoli, 81 contrari e 9 astensioni — gli eurodeputati hanno confermato che la transizione ecologica deve essere ambiziosa, ma anche sostenibile per l’industria. In pratica, anche in questa occasione i politici europei hanno deciso di fare un passo di lato come avvenuto sullo stop al 2035 per le auto endotermiche.
Emissioni mezzi pesanti: cosa cambia nel sistema dei crediti
Fino ad oggi, le norme imponevano una riduzione progressiva delle emissioni medie della flotta su intervalli rigidi di cinque anni, consentendo ai produttori di accumulare crediti se le emissioni specifiche di CO₂ fossero inferiori alla traiettoria di riduzione prevista. Il settore dei veicoli pesanti è responsabile di oltre il 25% delle emissioni del trasporto su strada, e le norme in vigore prevedono tappe di riduzione della CO2 molto serrate: -45% entro il 2030, -65% entro il 2035 e -90% entro il 2040.
Il nuovo emendamento introduce un meccanismo di “banking” dei crediti ancora più flessibile per il periodo 2025-2029, in questo modo i costruttori sarebbero in grado di generare crediti non appena le loro emissioni di CO2 saranno inferiori al loro obiettivo annuale fissato. Ecco cosa cambia:
- Accumulo anticipato: I costruttori che riusciranno a scendere sotto i limiti di CO2 prima del previsto potranno accumulare un numero maggiore di crediti.
- Riserva per il futuro: Questi crediti potranno essere spesi negli anni successivi per compensare eventuali difficoltà nel raggiungere i target, facilitando la conformità alla scadenza del 2030.
La modifica permette alle aziende di gestire meglio gli investimenti e le tempistiche di produzione dei nuovi mezzi elettrici o a idrogeno.
Una risposta alle richieste del settore
Chiaramente come avvenuto per i brand del settore auto, questa decisione non arriva dal nulla. Infatti, il provvedimento è il cuore del pacchetto automobilistico presentato dalla Commissione il 16 dicembre scorso. Si tratta di una risposta diretta alle sollecitazioni dell’industria europea, che chiedeva una semplificazione burocratica e una maggiore flessibilità per affrontare la transizione tecnologica. Il Parlamento ha scelto di utilizzare la procedura d’urgenza per blindare il testo nel minor tempo possibile.
I prossimi passi
Il percorso legislativo è ormai in dirittura d’arrivo. Poiché il Consiglio ha già approvato lo stesso testo il 18 febbraio 2026, manca solo l’adozione formale finale per l’entrata in vigore definitiva.












