Prima grande flessione nel settore solare che dal 2024 al 2025 potrebbe assistere ad una calo del 5% nella forza lavoro. La causa? La più lenta crescita del mercato residenziale. Italia terzo paese per occupati

Pubblicato l’EU Solar Jobs 2025
Il fotovoltaico europeo è e rimane una leva per il mondo del lavoro. In questi anni è stato il segmento delle rinnovabili a crescere in maniera più rapida e a fine 2024 contava ben 865 mila occupati. Un 5 per cento in più rispetto all’anno precedente. I numeri arrivano stamane da EU Solar Jobs, il rapporto di SolarPower Europe sull’occupazione fotovoltaica.
Come ogni anno, l’associazione europea ha tratteggiato un quadro puntuale sul comparto mostrando trend, punti di forza e incertezze del settore.
Lavorare nel fotovoltaico europeo, tra opportunità e incertezze
Incertezze perché nonostante l’exploit dell’ultimo periodo, oggi il mercato solare appare più stanco. La grande flessione registrata nelle installazioni fotovoltaiche a livello residenziale si appresta infatti ad avere un impatto diretto anche sui posti di lavoro. Secondo gli autori del documento è probabile che il 2025 si chiuda con circa 825 mila occupati, quindi il 5 per cento in meno rispetto al 2024, allontanando di fatto il traguardo di 1 milione di impiegati nel fotovoltaico che l’associazione sperava di raggiungere proprio quest’anno.
“Per la prima volta in un decennio – ha commentato Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe – la crescita dell’occupazione nel fotovoltaico si è arrestata. Non possiamo ignorare questo avvertimento. I leader dell’UE hanno l’opportunità di invertire la rotta, stabilizzare il mercato, sostenere i produttori di energia solare dell’UE e rafforzare la propria strategia per le competenze”.
Ma quali sono le cause dietro questa vistosa flessione? In parte, come anticipato, è legata al segmento residenziale. Tra la rimodulazione degli incentivi nazionali per i piccoli impianti e il venir meno del caro bollette, il fotovoltaico domestico ha rallentato. Al punto che SolarPower Europe stima che la forza lavoro nel fotovoltaico residenziale scenderà ulteriormente.

I posti di lavoro nel fotovoltaico nei Ventisette
Nonostante un calo del 17% della forza lavoro nel settore solare in Germania dal 2023 al 2024, il Paese detiene il titolo di maggiore datore di lavoro nel settore solare dell’UE con 128.000 posti di lavoro.
La Polonia, in precedenza il Paese con la seconda forza lavoro nel settore solare, è scesa al quarto posto con circa 90.000 dipendenti, a causa della contrazione del mercato residenziale su tetti ad alta intensità di lavoro.
La Spagna si colloca al secondo posto con 122.000 dipendenti nel settore solare, dando priorità al settore su larga scala, meno impegnativo dal punto di vista occupazionale.
L’Italia, attualmente al terzo posto, dovrebbe superare la Spagna entro il 2029, sostenuta da una crescita costante del mercato e da una maggiore attenzione ai progetti solari su larga scala.
Verso 1 milione di occupati nel solare
Per mantenere la forza lavoro nel settore solare sulla buona strada ai fini della transizione energetica comunitaria, SolarPower Europe offre anche una serie di raccomandazioni politiche:
- Istituire un polo europeo di intelligence sulle competenze solari.
- Aumentare e stabilizzare i finanziamenti per le competenze in materia di energie rinnovabili, semplificando l’accesso per le piccole e medie imprese (PMI).
- Mappare le iniziative sulle competenze esistenti.
- Concludere accordi settoriali per consentire una riqualificazione su larga scala.
- Avviare campagne coordinate per migliorare l’attrattiva delle carriere tecniche verdi, nonché degli apprendistati e della formazione professionale.
- Promuovere l’equilibrio di genere e la diversità nelle carriere nel settore solare.
- Sviluppare percorsi di carriera inter-rinnovabili e quadri di competenze trasferibili.
- Introdurre un Passaporto europeo delle competenze solari.
- Adottare una strategia di elettrificazione che colleghi l’energia solare fotovoltaica al riscaldamento, alla mobilità e allo stoccaggio.
- Investire in corsi di formazione avanzati in ambito digitale e di intelligenza artificiale (IA).
Leggi QUI il rapporto.











