Boom dei pannelli solari cinesi in Africa: +60% di import nel 2025 e 15 GW di capacità, un passo decisivo verso l’elettrificazione del continente.

Negli ultimi dodici mesi l’Africa ha registrato un’accelerazione senza precedenti nelle importazioni di pannelli solari dalla Cina.
Secondo il nuovo rapporto di Ember, think tank indipendente specializzato nell’analisi dei dati energetici globali, il continente ha toccato quota 15.032 MW tra giugno 2024 e giugno 2025. L’incremento è stato del 60% rispetto ai 9.379 MW dell’anno precedente.
Un segnale che, se tradotto in installazioni reali, potrebbe ridefinire la generazione elettrica in molti Paesi africani. L’analisi mostra come il fenomeno non sia più confinato al Sudafrica: in due anni le importazioni al di fuori di Pretoria sono triplicate, passando da 3.734 a 11.248 MW.
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Pannelli solari in Africa, 20 Paesi al nuovo massimo storico
Il report evidenzia come la crescita abbia coinvolto un numero crescente di Paesi. 20 Stati hanno raggiunto nuovi record di import, mentre 25 hanno superato la soglia dei 100 MW, rispetto ai quindici del 2023.
Il Sudafrica rimane il principale acquirente, ma la classifica è cambiata: la Nigeria ha superato l’Egitto al secondo posto con 1.721 MW, seguita dall’Algeria con 1.199 MW. Colpiscono i tassi di crescita: Algeria +33 volte, Zambia +800%, Botswana +700%, Sudan +600%. Liberia, Repubblica Democratica del Congo, Benin, Angola ed Etiopia hanno più che triplicato le importazioni.
Nuova capacità elettrica pronta a rivoluzionare i sistemi nazionali
Il volume delle importazioni ha un peso rilevante sul mix energetico. In Sierra Leone, se i pannelli acquistati nell’ultimo anno fossero installati, potrebbero generare il 61% dell’elettricità prodotta nel 2023. Per il Ciad la quota sarebbe del 49%. Liberia, Somalia, Eritrea, Togo e Benin vedrebbero aumenti superiori al 10%.
In totale, 16 Paesi africani potrebbero registrare un incremento della generazione elettrica di almeno il 5%. Queste cifre assumono ancora più importanza in un continente dove circa 600 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità e dove la domanda crescerà rapidamente nei prossimi anni.
Diesel troppo caro, il fotovoltaico abbatte i costi in pochi mesi
Uno degli effetti più significativi riguarda, ovviamente, la sostituzione delle importazioni di combustibili fossili. In nove dei dieci maggiori importatori, il valore del petrolio raffinato supera quello dei pannelli solari da 30 a 107 volte.
In Nigeria, ad esempio, un modulo da 420 watt dal costo di 60 dollari può produrre 550 kWh l’anno, mentre la stessa spesa in diesel genera appena 275 kWh. Il tempo di ritorno dell’investimento è stimato in sei mesi, e ancora più breve in Paesi dove il gasolio è più caro. In questo modo, la diffusione del fotovoltaico diventa una leva non solo ambientale ma anche economica, liberando risorse per lo sviluppo.
Pannelli solari in Africa, un boom che richiede monitoraggio costante
Il report Ember sottolinea come l’ondata di importazioni rappresenti “un momento cruciale” per l’Africa, ma avverte che i dati doganali cinesi raccontano solo parte della storia.
Non sempre, infatti, i pannelli arrivati nei porti sono già installati, e in alcuni casi vengono stoccati o riesportati. Inoltre, mancano sistemi di tracciamento accurati, con il rischio di perdere opportunità preziose di pianificazione.
Per questo Ember sollecita più ricerca e monitoraggio: una maggiore trasparenza può rendere la transizione africana più inclusiva e organizzata.
Africa e il salto verso un modello energetico rinnovabile
Il decollo dei pannelli solari si inserisce in un contesto di forte disparità: il continente detiene il 60% delle migliori risorse solari del pianeta, ma ospita appena l’1% della capacità installata globale. Le importazioni record del 2025 mostrano che il trend sta cambiando, con la prospettiva che le rinnovabili rappresentino oltre l’80% delle nuove installazioni entro il 2030.
Il cammino resta complesso, tra mancanza di infrastrutture e ritardi nello storage, ma la finestra di opportunità è chiara: grazie al fotovoltaico, l’Africa può saltare la fase fossile e avvicinarsi a un modello energetico più equo e sostenibile.













