L'operazione ha una portata storica perché abbassa drasticamente i costi energetici per la Turchia e garantisce commesse importanti alle aziende locali grazie ai vincoli di produzione nazionale.

Due progetti distinti di parchi solari in Turchia: capacità iniziale di 2 mila MW
L’Arabia Saudita investirà 2 miliardi di dollari in due progetti di parchi solari in Turchia per una capacità iniziale di 2 GW. Ad annunciarlo è stato lo stesso Ministro dell’Energia turco, Alparslan Bayraktar. L’accordo è stato firmato durante la visita del Presidente turco, Tayyip Erdogan, nella capitale saudita.
In base all’accordo, le compagnie saudite costruiranno un parco solare nella provincia orientale di Sivas e un altro nella provincia centrale di Karaman. Bayraktar ha affermato che la capacità totale degli impianti fotovoltaici ed eolici realizzati dai sauditi arriveranno a una capacità totale di 5 GW. Il resto sarà finalizzato più avanti, secondo quanto stabilisce lo stesso patto intergovernativo.
Gli impianti solari dovrebbero fornire elettricità a più di 2 milioni di abitazioni in Turchia. L’accordo include una clausola di localizzazione del 50%. Vale a dire che metà delle attrezzature (pannelli solari o componenti elettrici) e dei servizi dovrà provenire da aziende turche. L’obiettivo, dunque, è dare anche una spinta all’industria nazionale. Tutto questo “darà un contributo significativo ai settori delle apparecchiature elettriche e dei servizi” in Turchia, come ha scritto Bayraktar in un post su X.
Bayraktar ha aggiunto che i progetti sfrutteranno finanziamenti esterni, anche da parte di istituzioni internazionali, senza gravare sul bilancio pubblico turco. La Turchia acquisterà l’elettricità per 25 anni a 2,3415 centesimi di euro per kWh dal progetto di Sivas e a 1,995 centesimi di euro/kWh da quello di Karaman, un prezzo minimo record per l’energia rinnovabile in Turchia, ha dichiarato ancora Bayraktar. La società saudita ACWA Power Co. si occuperà di costruire gli impianti solari.
In seguito all’annuncio, le azioni delle società di energia rinnovabile quotate in Turchia hanno registrato un forte rialzo. I titoli di Kalyon Gunes Teknolojileri Uretim AS e Alfa Solar Enerji Sanayi ve Ticaret AS hanno guadagnato rispettivamente il 10% e il 6,7%, riferisce Bloomberg.
La strategia del Governo turco: 120 GW di capacità solare ed eolica entro il 2035
L’accordo si inserisce nella strategia del Governo turco finalizzata a raggiungere 120 GW di capacità installata solare ed eolica entro il 2035 e le emissioni zero entro il 2053 e rafforza i legami economici tra Ankara e Riad (il fondo sovrano saudita PIF detiene il 44% di ACWA Power). L’operazione ha una portata storica perché abbassa drasticamente i costi energetici per la Turchia e garantisce commesse importanti alle aziende locali grazie ai vincoli di produzione nazionale.
Ankara punta a quadruplicare la capacità di energia eolica e solare, passando appunto dai 32 GW del 2024 ai 120 GW nel 2035. Nel 2030, l’obiettivo da centrare per quanto riguarda la capacità installata di eolico e solare è 51 GW totali. Fino al 2030 è prevista la messa in funzione di una media di 3,1 GW di impianti eolici e solari all’anno. Come spiega Ember, per raggiungere i gli obiettivi al 2035 la capacità installata dovrà aumentare di 13,8 GW all’anno dopo il 2030, una sfida notevole da sostenere. Ecco perché, sostiene sempre l’analisi, l’obiettivo al 2030 dovrebbe essere innalzato per riuscire a tagliare il traguardo del 2035.
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