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Proposta Aree Idonee, l’Umbria lancia l’allarme (e una controproposta)

Desta preoccupazione il nuovo testo inserito nel DL Energia per modificare la norma Aree idonee. Ass. De Luca: "La bozza del Governo rende l'intero territorio regionale non idoneo". Per uscire dall'Impasse? Inserire il principio di prevalenza di idoneità

Proposta Aree Idonee, l'Umbria lancia l'allarme (e una controproposta)
Foto di alberto agostini da Pixabay

Cresce l’attesa per il nuovo DL Energia 2025 e non solo per le annunciate norme anti-saturazione virtuale delle reti. Come anticipato da Rinnovabili, infatti, nel testo confluirà anche la nuova proposta Aree idonee del Governo, portando così il tema in norma primaria. Tuttavia allo stato attuale la bozza ha già suscitato alcune preoccupazioni. È il caso della Regione Umbria che, attraverso il suo assessore all’Ambiente Thomas De Luca, mette in luce un impasse non da poco sull’attuale schema normativo: se l’attuale versione venisse confermata in Consiglio dei Ministri, l’intero territorio umbro risulterebbe area non idonea.

Il DM del 21 giugno 2024 e le correzioni

Ben inteso, la materia non è semplice. La questione delle aree idonee e non agli impianti rinnovabili si porta dietro ormai da anni una serie di problematiche e scontri tra potere centrale e locale, resi possibili anche dalla mancanza di norme definite.

Un gap che l’atteso Decreto Ministeriale Aree Idonee del 2024 avrebbe dovuto risolvere una volta per tutte. Ma come dimostrato dai successivi scontri tra Governo e Sardegna e lo stop del TAR, così non è stato. Norme dunque da riscrivere con l’obiettivo di offrire un quadro più omogeneo e al tempo stesso utile alla transizione in atto.

Il correttivo, ma sarebbe più giusto chiamarlo “integrativo”, dovrebbe vedere la luce con il Decreto Legge Energia – atteso a breve nel Consiglio dei Ministri – andando a ritoccare direttamente il Testo Unico FER. In attesa di capire quando il provvedimento vedrà ufficialmente la luce, pare opportuno soffermarsi sulle criticità della bozza.

Criticità non da poco come spiega l’assessore De Luca: “Se il testo del Decreto Legge fosse confermato in sede di Consiglio dei Ministri, l’intero territorio dell’Umbria sarebbe di fatto qualificato come area non idonea, bloccando la transizione e rendendo impossibile il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNIEC”.

Ricordiamo che l’Umbria è stata una delle prime regioni ad elaborare, come richiesto dal DM del 2024, una legge dedicata alle aree idonee. Un provvedimento, in questo caso, fortemente focalizzato su autonomia energetica e salvaguardia del patrimonio paesaggistico e culturale, e che oggi verrebbe messo in discussione dalla nuova proposta Aree Idonee governativa.

Cosa non convince della proposta sulle Aree Idonee?

L’amministrazione regionale sottolinea soprattutto la propria preoccupazione per un passaggio particolarmente restrittivo dell’Articolo 11-bis. Recita il testo in questione:

“allo scopo di bilanciare le esigenze di diffusione delle energie da fonti rinnovabili con quelle di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, le regioni non possono qualificare come idonee le aree ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio né quelle incluse in una fascia di rispetto di 3 km, nel caso di impianti eolici, e di 500 metri, nel caso di impianti fotovoltaici, dal perimetro dei beni medesimi, né identificare aree idonee ove le caratteristiche degli impianti da realizzare siano in contrasto con le norme di attuazione previste dai piani paesaggistici”.

Per l’assessore De Luca queste disposizioni “pur rispettando formalmente la necessità di tutelare il patrimonio culturale e il paesaggio, istanza di cui siamo stati interpreti autentici, impongono distanze di rispetto indiscriminate anche per le comunità energetiche e per gli impianti destinati ai fabbisogni energetici delle famiglie e delle imprese. Rendendo difatti impraticabile l’individuazione di nuove aree per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili. “Soprattutto renderebbe impossibile l’installazione su parcheggi e tetti, in un territorio come l’Umbria quasi integralmente vincolato”.

Il principio di Prevalenza di Idoneità

La Regione offre anche una “controproposta” che pesca direttamente dalla propria legge energia: applicare un principio di prevalenza di idoneità.

Ciò significherebbe “che le aree idonee, definite tra aree ambientalmente e paesaggisticamente compromesse (come ad esempio superfici edificate o caratterizzate dall’impermeabilizzazione del suolo), quelle non impattanti a livello visivo per l’eolico, soprattutto quelle a servizio dei fabbisogni energetici dei territori, siano considerate, esclusivamente per la loro superficie, prevalenti sulle aree non idonee. Si tratta semplicemente di applicare il buonsenso. Qual è l’impatto paesaggistico di una copertura fotovoltaica su un parcheggio asfaltato? Sicuramente migliorativo. Perché definire non idonei tutti i tetti spingendo quindi, de facto, ad occupare superficie agricola?”, prosegue l’assessore.

“È fondamentale che il Governo riconosca il ruolo delle Regioni nell’identificare soluzioni pragmatiche che combinino la tutela del paesaggio con l’urgenza di raggiungere gli obiettivi del PNIEC. Se la bozza del DL Energia fosse confermata la transizione energetica in Umbria e Italia rischierebbe seriamente di fermarsi, andando in chiaro contrasto con le direttive europee”.


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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori seguendo l'evoluzione dei primi sistemi incentivanti italiani e internazionali e intervistando i pionieri del settore, da Bertrand Piccard a Michael Gratzel. Nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.