Una famiglia media in Italia che adotta il fotovoltaico può ridurre in media del 75% il consumo annuo di elettricità dalla rete, evitando l'emissione di circa 544 kg di CO₂ all'anno e riducendo la vulnerabilità alla volatilità dei prezzi energetici

Quanto fa risparmiare il fotovoltaico domestico in Italia? Per avere una risposta puntuale è necessario prendere in considerazione diversi fattori, prezzo dell’energia compreso, ma un nuovo studio prova a dare una risposta di massima.
Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari ha analizzato i consumi domestici di oltre 10.000 famiglie del Nord Italia tra il 2021 e il 2022, per valutare i vantaggi del solare sotto il profilo economico, sociale ed ambientale. Nello specifico, lo studio ha valutato la reazione degli utenti domestici di impianti fotovoltaici agli shock di prezzo e temperatura.
Fotovoltaico domestico come strumento di risparmio
Non è un mistero che il caro bollette, unitamente agli incentivi dedicati al segmento domestico, abbia dato un’enorme mano alla crescita del fotovoltaico residenziale tra il 2021 e il 2022. Basti pensare che dei 2.482 MW installati nel 2022, ben 1.030 MW erano piccoli impianti sotto i 10 kW di potenza unitaria.
Quello che è necessario chiedersi oggi è quali e quanti siano i benefici legati a questo tipo di investimento e non solo in termini di risparmi in bolletta. I ricercatori dell’ateneo veneziano hanno anche identificato il contributo del fotovoltaico residenziale alla riduzione dei consumi di rete e delle emissioni di gas serra. Hanno inoltre studiato il comportamento dei consumatori durante la recente crisi energetica, quando il prezzo dell’elettricità è arrivato persino oltre i 540 €/MWh (agosto 2022).
Gli effetti dell’adozione del fotovoltaico sul consumo della rete
Il primo dato significativo che emerge dalla ricerca sul fotovoltaico domestico in Italia — più precisamente in Provincia di Brescia — riguarda l’impatto sul consumo medio giornaliero di elettricità dalla rete. Un consumo che, in base ai dati raccolti nelle migliaia di famiglie dello studio, si è ridotto dell’85%. Con un effetto più marcato in primavera ed estate (-88%) e meno in autunno (-34%). Nel dettaglio, durante le ore centrali del giorno, la riduzione ha raggiunto quasi il 100% nei mesi più soleggiati e il 75-80% in quelli meno.
Un altro risultato interessante è che, durante le ondate di calore (temperatura media sopra i 30 °C), il fabbisogno elettrico dalla rete per gli utenti dotati di impianto fotovoltaico si è ridotto del 68% rispetto a quello dei non utenti. Un valore che fa riflettere se si considera l’uso più intenso dell’aria condizionata nelle giornate di caldo record e, di conseguenza, l’aumento della domanda elettrica.
Minore vulnerabilità al caro bollette
Ovviamente, tutto ciò ha anche un effetto diretto sulle bollette. Gli autori sottolineano come le famiglie con impianti fotovoltaici siano meno vulnerabili agli shock dei prezzi elettrici. Nel dettaglio, le famiglie senza fotovoltaico hanno subito una perdita media di surplus del consumatore di circa 300 euro a causa del caro energia del 2022.
Cosa si intende per surplus del consumatore? Si tratta di un concetto economico che misura il beneficio che un consumatore ottiene dall’acquisto di un bene o servizio. La “perdita di surplus” indica che questo beneficio viene ridotto, generalmente a causa di un aumento dei prezzi.
Per le famiglie con fotovoltaico, questa perdita è stata significativamente inferiore, variando da 0 a 133 euro a seconda di quanto l’autoconsumo è riuscito a compensare le variazioni di prezzo.
Benefici ambientali e sociali
La riduzione del consumo di rete significa anche minori emissioni di gas serra. Secondo lo studio, una famiglia media in Italia che adotta il fotovoltaico può evitare l’emissione di circa 544 kg di CO₂ all’anno, che corrisponde a una riduzione del 75% rispetto al consumo senza impianto solare domestico. La primavera è la stagione con il maggior potenziale di riduzione delle emissioni, grazie all’elevata irradiazione solare e all’intensità di carbonio della produzione elettrica nel Nord Italia.
La minore CO₂ si traduce a sua volta in benefici sociali (minori costi esterni); tali benefici variano tra i 166 euro e i 266 euro all’anno per famiglia, a seconda dello scenario climatico globale.
Leggi lo studio completo “How do domestic solar PV users respond to price and temperature shocks? Evidence from Italy between 2021–2022” su Energy Economics











